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Pagnoncelli: paura e qualità le spinte al consumo sostenibile

domenica 7 ottobre 2018
2' di lettura

Milano, 27 set. (askanews) - Etica, paura, qualità: sono le tre spinte che portano i consumatori a scegliere prodotti proposti come "sostenibili". E' quanto è emerge dalla ricerca Ipsos realizzata in occasione del Salone della CSR e dell'innovazione sociale 2018. Le tre spinte non hanno certo la stessa forza e hanno mutato nel tempo la loro capacità di incidere come driver per gli acquisti. Se l'etica, "i valori", costituivano la spinta principale negli anni passati, oggi il loro peso è molto ridotto. "In realtà è la paura che sta emergendo come leva che può indurre comportamenti anche consumatori più responsabili - spiega Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos - Perché è la paura per il surriscaldamento del clima, del deterioramento dell'ambiente; la consapevolezza in tre cittadini su quattro che ognuno è responsabile anche per esempio delle isole dei rifiuti di cui si è a lungo parlato. E poi però è interessante che sta emergendo questa idea: che la sostenibità è collegata al tema della qualità. La qualità dei prodotti, la qualità dei consumi, la responsabilità del consumatore". La ricerca mette in evidenza che la leva della qualità è talmente forte che i consumatori sono disposti a pagare anche un concreto premium price come riconoscimento della sostenibilità che si concretizza in parametri di qualità. Ma come si riconosce allora il prodotto sostenibile o l'azienda responsabile? "Credo che sia un po' illusorio immaginare che il cittadino abbia gli strumenti per capire fino in fondo se una azienda è realmente responsabile oppure no; penso che il ruolo delle terze parti sia assolutamente indispensabile - sottolinea il presidente di Ipsos - Questo non deve assolutamente ridurre gli investimenti in comunicazione e trasparenza da parte delle aziende. Però ritengo che nel clima attuale caratterizzato da una diffidenza molto ampia e diffusa, forse vale la pena affidarsi non soltanto alla comunicazione diretta, un po' top-down, o ai bilanci di responsabilità sociale, ma immaginare che ci possano essere soggetti terzi che possano garantire la qualità, l'affidabilità e soprattutto la coerenza delle iniziative messe in atto dalle aziende che mostrano maggiore attenzione rispetto ai temi della responsabilità sociale". L'indagine Ipsos presentata al Salone della CSR dà anche la misura di questi diversi atteggiamenti: la maggioranza dei consumatori per comprendere la sostenibilità delle aziende si affidano prima di tutto alle certificazioni; le imprese invece per dimostrare la sostenibilità dell'azienda considerano efficace una comunicazione diretta sui propri siti internet. Una divaricazione comunicativa da ricomporre a beneficio di tutti. ( luca.ferraiuolo@askanews.it.it )

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Manovre nelle Filippine evidenziano priorità Usa in Asia

Manila, 2 mag. (askanews) - Le manovre Balikatan nelle Filippine evidenziano priorità americane in Asia. Le forze statunitensi mostrano un sistema missilistico antinave NMESIS installato nella provincia più settentrionale delle Filippine, Batanes, vicino alle acque che separano il Paese da Taiwan, durante le esercitazioni militari annuali "Balikatan", che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Lunedì la Cina ha criticato duramente le esercitazioni congiunte, affermando che Stati Uniti d'America, Giappone e Filippine stavano "giocando con il fuoco".

Migliaia di soldati americani e filippini, affiancati per la prima volta da un contingente significativo di forze giapponesi, hanno dato inizio lunedì alle esercitazioni militari annuali, che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Le esercitazioni prevedono simulazioni a fuoco vivo nel nord delle Filippine, di fronte allo Stretto di Taiwan, e in una provincia al largo del Mar Cinese Meridionale, area contesa dove le forze filippine e cinesi si sono scontrate ripetutamente. In una delle esercitazioni, l'esercito giapponese, che contribuisce con circa 1.400 uomini, utilizzerà un missile da crociera Type 88 per affondare un dragamine risalente alla Seconda Guerra Mondiale al largo della costa settentrionale dell'isola di Luzon.

Oltre 17.000 soldati, aviatori e marinai partecipano alle esercitazioni Balikatan, o "Spalla a Spalla", della durata di 19 giorni, un numero pressoché identico a quello dell'edizione dello scorso anno, inclusi contingenti provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Francia e Canada. Le esercitazioni Balikatan si svolgono mentre Iran e Stati Uniti, insieme a Israele, si avviano alla fine del cessate il fuoco di due settimane che ha posto fine alla guerra in Medio Oriente, scatenata dagli attacchi a sorpresa israelo-americani contro la Repubblica islamica.

"Indipendentemente dalle sfide in altre parti del mondo, l'attenzione degli Stati Uniti sull'Indo-Pacifico e il nostro incrollabile impegno nei confronti delle Filippine rimangono immutabili", ha dichiarato il tenente generale statunitense Christian Wortman durante la cerimonia di apertura di lunedì. Senza fornire cifre precise, Wortman, comandante del Corpo di Spedizione dei Marines, ha poi comunicato ai giornalisti che circa 10.000 militari statunitensi prenderanno parte alle esercitazioni.

Il capo di stato maggiore delle forze armate filippine, il generale Romeo Brawner, ha aggiunto che l'ammiraglio Samuel Paparo, comandante del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, gli aveva assicurato allo scoppio della guerra che l'esercitazione Balikatan di quest'anno sarebbe stata "la più grande di sempre". Tra le armi di ultima generazione che si prevede verranno utilizzate c'è il sistema missilistico statunitense Typhon, presente nell'arcipelago dal 2024, anno in cui le forze statunitensi in visita lo lasciarono, provocando l'indignazione di Pechino. "Prevediamo che verrà impiegato in qualche modo durante l'esercitazione", ha dichiarato Wortman.

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Reggio Emilia, 2 mag. (askanews) - All'interno della ventunesima edizione di Fotografia Europea Fantasmi del Quotidiano per la prima volta negli spazi di Palazzo Scaruffi, la mostra 200x200 Due secoli di fotografia e società, a cura di Walter Guadagnini è un omaggio alla storia della fotografia e un'occasione di riflessione sulla presenza di questo linguaggio nella società dalla metà dell'Ottocento a oggi. Ne ha parlato ad askanews il curatore: "La mostra racconta non tanto la storia della fotografia, ma tante storie intorno alle fotografie, cioè che storie sono nate da due secoli a questa parte, da quel fatidico 1826 nel quale un signore Joseph Nicéphore Niépce ha scattato quella che consideriamo oggi la prima immagine fotografica e da lì comincia un viaggio. Ci sono i viaggi fotografici, le avanguardie, le grandi città come Parigi, inventate quasi dalla fotografia, le riviste che per anni hanno portato le fotografie nelle case di chiunque fino ad arrivare ad oggi, alle fotografie fatte col cellulare, alle fotografie fatte con tecniche antiche, però con argomenti e temi contemporanei. Insomma, una storia che dimostra che la fotografia continua a non volersi a restare dentro la Storia, ma continua a essere parte della nostra vita".

La ventunesima edizione di Fotografia Europea è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

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