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Sequestro nave Aquarius, Msf: accuse strumentali e sproporzionate

sabato 24 novembre 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - Un'accusa sproporzionata e strumentale, quella di traffico illecito di rifiuti mossa dalla magistratura catanese e tesa a criminalizzare l'azione medico-umanitaria in mare. Così Medici Senza Frontiere condanna con forza la decisione delle autorità giudiziarie italiane di sequestrare la nave Aquarius; in una conferenza stampa a Roma la ong si dice indignata e ricorda il suo operato di soccorso in mare dei migranti nel Mediterraneo negli ultimi tre anni, in assenza di un intervento europeo. Gabriele Eminente, direttore generale di Medici senza frontiere Italia: "La procura ha deciso di fare indagini e nessuno di noi mette in discussione questo, Msf non si sente al di sopra di qualsivoglia giudizio, tanto meno al di sopra della magistratura. La nostra storia qui è fatta di un rapporto proattivo con le istituzioni italiane e anche con la magistratura e tribunale di Catania". Da due anni, ha spiegato Eminente, dopo gli accertamenti avviati sulle ong e sulle operazioni di soccorso in mare, l'attività di MSF è scandagliata quindi l'accusa è ancora più singolare. Inoltre, di fatto si sta bloccando una nave che non è operativa da tempo, è ferma a Marsiglia a causa della chiusura dei porti e della revoca della bandiera. Il direttore generale di Msf Italia ha anche fatto notare che il momento dello sbarco è controllato dalle forze dell'ordine e dalle autorità sanitarie e prima che i migranti possano scendere a terra passano ore e vengono effettuati vari controlli. "Sembra quindi assurdo che abbiamo messo in piedi un traffico illegale di rifiuti sotto al naso delle autorità che per più di 200 volte sono salite sulle nostre navi al momento dello sbarco. Se inoltre ci fosse stato un rischio sanitario serio per la salute pubblica in Italia pensiamo e ci auguriamo che ci avrebbero avvisati prima". Inoltre, anche nella quantificazione dell'illecito profitto del traffico di rifiuti, "poco più di un uno per cento rispetto a ciò che ha impegnato Msf per fare l'attività di soccorso e ricerca in mare" ha detto, si evidenzia "sproporzione e irrazionalità". Ma la ong andrà a fondo. "Abbiamo la necessità di accertare bene cosa è successo rispetto alle accuse che ci sono state mosse e bisogno di tempo per capire se c'è qualcosa di irregolare, e se così fosse, capire dove siano queste responsabilità".

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"Le scorte di emergenza saranno rese disponibili al mercato in un arco di tempo adeguato alle circostanze nazionali di ciascun Paese membro e saranno integrate da ulteriori misure di emergenza da parte di alcuni Paesi. I membri dell'Aie detengono scorte di emergenza per oltre 1,2 miliardi di barili, a cui si aggiungono altri 600 milioni di barili di scorte industriali detenute sotto obbligo governativo. Il rilascio coordinato delle scorte è il sesto nella storia dell'Aie, creata nel 1974".

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