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#ProtectUrLife, la campagna per prevenire patologie cuore e ossa

sabato 24 novembre 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - #ProtectUrLife è la campagna europea per sensibilizzare sulla prevenzione di due patologie tra le più diffuse: le malattie cardiovascolari e l'osteoporosi. L'iniziativa, che sarà presente al CosmoSenior di Rimini dal 30 novembre al 2 dicembre, è promossa da Amgen in collaborazione con Eit Health e tutta una serie di Università, Fondazioni ed enti di ricerca. Obiettivo della campagna è trovare soluzioni che consentano di vivere più sani e più a lungo. In occasione della conferenza stampa di presentazione, Askanews ne ha parlato con André Dahinden presidente e amministratore delegato di Amgen Italia. "La campagna fa parte del nostro impegno ad aumentare la sensibilizzazione nei confronti delle malattie cardiovascolari e dell'osteoporosi. L'intenzione è di sviluppare differenti tecnologie che alla fine possano dare un aiuto concreto ai cittadini per vivere un po' più consapevolmente i rischi delle malattie cardiovascolari e dell'osteoporosi. Questa campagna nasce da una partnership tra differenti organismi pubblici e privati, tra Eit Health che è un organismo supportato della commissione europea. Lavoriamo con Eit Health, con associazioni di pazienti e con altri enti. In Italia la Campagna ha il patrocinio di Firmo e di Senior Italia." La campagna si concentra su due patologie in particolare e il numero uno di Amgen Italia spiega perché. "Le malattie cardiovascolari e anche l'osteoporosi toccano milioni di pazienti in Italia e in tutta Europa. Quindi sono tra le più grandi sfide per il sistema sanitario. Inoltre le due patologie hanno molti fattori di rischio in comune: l'età, la scarsità di movimento e di esercizio fisico e un eccesso di alcol". Prevenire attraverso l'informazione è anche la linea d'azione del ministero come spiega Claudio D'Amario, direttore generale prevenzione sanitaria ministero della Salute. "Come ministero della Salute abbiamo pensato di vedere il nuovo piano della prevenzione 2020-2025 orientato alle maggiori sfide che dovrà affrontare il sistema sanitario nazionale per il futuro, ovvero la riduzione delle malattie croniche che spesso sono causate da cattivi comportamenti e stili di vita: alimentazione, uso di sostanze e sedentarietà. Oltre ad una serie di attività dedicate alla prevenzione delle dipendenze. E poi tutta una serie di attività di prevenzione che accompagneranno il cittadino lungo tutto l'arco della vita, cominciando dall'età scolare con l'immunizzazione, la vita lavorativa e finendo con la terza età, quella degli over 65, verso cui spesso i programmi istituzionali sono carenti". La prevenzione quindi, spiega D'Amario è articolata su più livelli. "Un piano di prevenzione molto ricco perché riguarderà la crescita culturale del cittadino in merito all'approccio alla salute, e alcune tecniche di diagnostica spesso non conosciute. La prossima sfida sarà anche quella dell'urbanizzazione della concentrazione della popolazione nelle aree metropolitane".

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Rispondendo a Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, la premier ha ricordato come "la tentazione di esportare la democrazia, il modello valoriale occidentale, basato sulla libertà e sul rispetto della dignità umana con la forza è da molti anni argomento di dibattito".

"E' un dilemma particolarmente complesso, però è un dilemma ancora più complesso capire come sia possibile che alcuni sposino l'una e l'altra tesi con la stessa convinzione in modo altalenante e con una disinvoltura sorprendente", ha aggiunto Meloni citando i deputati Pd Braga e De Luca che dicevano che la democrazia non si esporta con le bombe. "Scusate, ma si può dire viva gli americani quando liberano l'Europa dal nazifascismo, ma non agli americani che liberano dalle dittatura altri popoli e in altre parti del mondo?", ha chiesto la premier ricordando "i bombardamenti degli Stati Uniti di Bill Clinton alla Serbia, per fermare i massacri di civili in Kosovo, con la partecipazione italiana senza passare dal parlamento dalla Repubblica italiana". "Non condivido questo strabismo", ha chiosato la premier.

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