CATEGORIE

Patologie cardiovascolari, tra prevenzione e fattori di rischio

sabato 24 novembre 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - Conoscere e curare le malattie cardiovascolari è prioritario vista l'incidenza di queste patologie sulla popolazione. In occasione della presentazione di #ProtectUrLife, la campagna europea promossa da Amgen che sarà presente al CosmoSenior di Rimini dal 30 novembre al 2 dicembre, Askanews ha intervistato Francesco Romeo, direttore cattedra cardiologia dell'Università Tor Vergata Roma. "Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la prima causa di morte in Italia seguite dalle malattie cerebro-vascolari, dai tumori. Le patologie cardiovascolari continuano ad essere la più grande emergenze sociale oltre che medica in Italia e in tutto il mondo. Le malattie cardiovascolari sono di diversa natura: quelle che riguardano l'età più giovanile come le cardiomiopatie e le malattie aritmiche su base genetica. Poi c'è il grande capitolo delle malattie complesse di cui la più importante è sicuramente la cardiopatia ischemica. I fattori patogenetici ambientali sono in ordine decrescente di importanza, i livelli di colesterolo, il fumo, diabete, ipertensione e obesità. Mentre hanno un valore protettivo l'attività fisica, il consumo giornaliero di frutta e verdura e un moderatissimo consumo di alcol". Un ruolo importante, se non decisivo, è quello della prevenzione. Come raccomanda Romeo: "Certamente è possibile fare prevenzione. Noi non possiamo agire su quella che è la suscettibilità individuale in modo determinante. Ma possiamo agire sui fattori patogenetici ambientali o fattori di rischio: tenere bassi i livelli di colesterolo, impedire o scoraggiare il fumo soprattutto alle giovani generazioni, controllare con lo stile di vita la comparsa del diabete e dell'ipertensione e mantenere un peso ideale. E' possibile influire in modo importante, attraverso delle campagne che spieghino alla popolazione che lo stile di vita può contribuire all'abbattimento di quel 50% che costituisce una parte importante della patogenesi delle malattie cardiovascolari".

tag

Ti potrebbero interessare

In anteprima il video del brano "A Little Bit" della band biovoid

Milano, 12 mar. (askanews) - In anteprima il video di "A Little Bit" della band biovoid, un brano intenso che esplora l'elaborazione di una perdita profonda. Il pezzo racconta come i ricordi quotidiani e i gesti più semplici continuino a vivere nella memoria, trasformando il dolore in una presenza silenziosa che accompagna chi resta.

Musicalmente, il singolo si ispira al classic rock, con un giro di chitarra profondo e armonioso che amplifica l'intensità emotiva del testo, creando un'esperienza sonora avvolgente e coinvolgente.

Come spiegano gli stessi biovoid, il brano cattura un sentimento di distanza e vicinanza allo stesso tempo: il titolo "A Little Bit" non indica un tempo limitato, ma simboleggia un legame eterno e indelebile, un filo invisibile che continua a unire e accompagnare anche nella distanza e nell'assenza.

biovoid è un progetto musicale italiano nato nel novembre 2017 dall'unione di Massimiliano Guida (voce) e Domenico Giordano (chitarra e basso), insieme ad Adriano Giordano, coinvolto nella fase iniziale del progetto. Fin dagli esordi, la visione dei biovoid è stata quella di fondere linguaggi musicali differenti, dando vita a un sound personale e non riconducibile a un unico genere, capace di muoversi tra atmosfere più intime e approcci elettronici e sperimentali.

TMNews

Iran, Meloni: bombe Usa vanno bene se governo è democratico?

Roma, 11 mar. (askanews) - "Non credo che il tema del diritto internazionale si possa risolvere, stabilendo che la rimozione di un dittatore va bene quando a capo degli Stati Uniti c'è un governo democratico e non va più bene quando a capo degli Stati Uniti c'è un governo repubblicano". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in replica alla Camera, nell'ambito delle sue comunicazioni in vista del consiglio europeo allargate alla crisi in Medio Oriente.

Rispondendo a Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, la premier ha ricordato come "la tentazione di esportare la democrazia, il modello valoriale occidentale, basato sulla libertà e sul rispetto della dignità umana con la forza è da molti anni argomento di dibattito".

"E' un dilemma particolarmente complesso, però è un dilemma ancora più complesso capire come sia possibile che alcuni sposino l'una e l'altra tesi con la stessa convinzione in modo altalenante e con una disinvoltura sorprendente", ha aggiunto Meloni citando i deputati Pd Braga e De Luca che dicevano che la democrazia non si esporta con le bombe. "Scusate, ma si può dire viva gli americani quando liberano l'Europa dal nazifascismo, ma non agli americani che liberano dalle dittatura altri popoli e in altre parti del mondo?", ha chiesto la premier ricordando "i bombardamenti degli Stati Uniti di Bill Clinton alla Serbia, per fermare i massacri di civili in Kosovo, con la partecipazione italiana senza passare dal parlamento dalla Repubblica italiana". "Non condivido questo strabismo", ha chiosato la premier.

TMNews

Macron: le capacità militari dell'Iran danneggiate ma non sono a zero

Milano, 11 mar. (askanews) - Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che le capacità militari dell'Iran sono state indebolite, ma non "ridotte a zero" dagli attacchi statunitensi e israeliani. "Danni considerevoli sono già stati inflitti alle capacità balistiche militari dell'Iran, ma continua ad attaccare diversi paesi della regione, e quindi le sue capacità non sono state ridotte a zero", ha dichiarato dopo una videochiamata con i leader del G7. Il presidente francese ha aggiunto di aver lasciato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump il compito di "chiarire sia i suoi obiettivi finali sia il ritmo che intende impostare per le operazioni".

TMNews

In Libano 634 morti e 126mila sfollati da inizio conflitto Iran

Beirut, 11 mar. (askanews) - Il numero di sfollati in Libano dall'inizio degli attacchi di Usa e Israele è arrivato a 816.000 persone, di cui circa 126.000 alloggiati in rifugi collettivi. Lo ha detto Haneen Sayed, ministra degli Affari Sociali libanese.

Le vittime invece, secondo quanto riferito da Rakan Nassereddine, ministro della Salute sono 634, "tra cui 91 bambini e 47 donne, mentre 1.586 persone sono rimaste ferite, tra cui 275 bambini e 301 donne".

TMNews