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Da Mosca a Vicenza, il trionfo del Settecento veneto

sabato 24 novembre 2018
2' di lettura

Vicenza (askanews) - Da Mosca a Vicenza: la grande mostra "Il Trionfo del Colore", dedicata alla pittura veneta del Settecento, dopo l'anteprima al Museo Pushkin in Russia, arriva nella città del Palladio e si articola su due sedi: Palazzo Chiericati con il suo Museo Civico e le Gallerie d'Italia di Palazzo Leoni Montanari, la sede espositiva di Intesa Sanpaolo che per l'occasione ospita, in prestito dal Pushkin, la "Madonna con santi" di Giambattista Tiepolo. "E' sopratutto un'iniziativa - ha detto ad askanews il direttore Arte, Cultura e Beni storici del gruppo bancario, Michele Coppola - che riesce a dimostrare in maniera concreta quello che sempre si dice della sinergia tra sistema pubblico e sistema privato, tra promotori di arte e di cultura, in una dimensione che non è soltanto locale o nazionale, ma che diventa anche internazionale. Questa straordinaria mostra ha avuto un successo davvero incredibile a Mosca e oggi prende vita a Vicenza mettendo insieme due musei importanti, ovviamente Palazzo Chiericati, ma anche le Gallerie d'Italia di Palazzo Leoni Montanari qui a Vicenza, che si aprono con un Ospite illustre che arriva da Mosca e con la collezione permanente che prende vita, in un allestimento e una dimensione che dialoga con Palazzo Chiericati". Nella sede del Museo Civico sono ospitati 23 dipinti provenienti da Mosca, tra cui "Il ritorno del Bucintoro all'approdo di Palazzo Ducale" del Canaletto, ma anche tesori del museo vicentino, come la "Immacolata Concezione" di Giambattista Tiepolo o la magnifica pala d'altare dedicata alla "Estasi di San Francesco" del Piazzetta. Spostandosi poi a Palazzo Leoni Montanari, le collezioni della Gallerie d'Italia offrono ulteriore alimento alla narrazione espositiva sul Settecento veneto, con opere del giovane Canaletto, ma anche di Guardi, Longhi e Luca Carlevarijs, che il curatore italiano della mostra, Stefano Zuffi, ha ricordato essere il primo vedutista italiano. "La veduta - ha aggiunto il professore - è un genere da esportazione, quindi scarsamente rappresentato nelle collezioni italiane, ma questa è un'eccezione perché, viceversa, questa è una raccolta di dipinti di veduta veramente importanti". L'emozione della mostra è intensa, ed è aumentata dalla relazione con il luogo che la ospita, una Vicenza che è stata una vera capitale culturale e di cui oggi si possono riscoprire i fasti. Oltre che apprezzare un'idea di esposizioni che vanno al di là della semplice ricerca di successo di pubblico e che vogliono essere qualcosa di più. "La dimostrazione - ha concluso Michele Coppola - che una mostra non è solo un luogo dove alcuni quadri sono esposti per catturare l'attenzione dei visitatori, ma sono momenti di indagine, di approfondimento, di studio e di promozione di pezzi di storia e di identità della nostra straordinaria comunità". La mostra "Il Trionfo del Colore" resta aperta al pubblico sulle due sedi vicentine fino al 10 marzo 2019.

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