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Acque minerali tra ipotesi di nuove tasse e sostenibilità

sabato 24 novembre 2018
2' di lettura

Roma (askanews) - L'industria italiana delle acque minerali, leader nel mondo con 130 imprese, 300 marchi, 40 mila addetti, 14,5 miliardi di litri prodotti, vive un momento di incertezza tra rischi di revisione delle concessioni, possibili aumenti di tasse che potrebbero far aumentare i prezzi fino al 40%, e rinnovato impegno sulla sostenibilità e sul riciclaggio della plastica. "Il settore - dice l'avvocato Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, l'associazione confindustriale dei produttori di acque minerali - ha avuto negli anni scorsi un grande sviluppo che ora si sta consolidando. Ma siamo stati capaci di sviluppare l'export: oggi esportiamo per un miliardo e mezzo di litri, con un saldo attivo di 500 milioni, e stiamo raggiungendo la Francia. Anche quest'anno il settore conferma le sue posizioni, dopo un 2017 in crescita del 9% anche per l'estate particolarmente calda. E soprattutto siamo apprezzati dai consumatori che in un'indagine Censis, alla domanda perchè bevono acqua minerale hanno risposto: ci piace, fa bene alla salute e costa poco. Per quel che riguarda l'ipotesi di revisione delle concessioni, su cui abbiamo tavoli aperti col governo, va sottolineato che noi siamo concessionari delle Regioni, perchè le acque minerali sono di proprietà delle Regioni. E poi siamo sì concessionari, ma in un mercato molto concorrenziale: non siamo monopolisti. In Italia ci sono 130 aziende e 300 marchi che si fanno tutti i giorni concorrenza per conquistare quote di mercato". Per quel che riguarda l'ipotesi di tasse antiplastica e di sugar tax che potrebbero colpire le aziende di acque minerali che producono anche altre bevande, Fortuna afferma:"Per quel che riguarda l'ambiente o il concetto di acqua pubblica, stiamo facendo presente che quei 2 centesimi di tassa che si vorrebbero mettere su ogni bottiglia di plastica, diventerebbero 4 con gli oneri distributivi, gli arrotondamenti e l'Iva, che da noi è al 22% contro il 5,5% della Francia. Quindi sul prezzo minimo di 10 centesimi al litro che si trova nei discount, quei 4 centesimi peserebbero per il 40%: il che significa che i consumi calerebbero con evidenti riflessi sulla produzione e sull'occupazione. Tanto più che noi utilizziamo la migliore plastica che sia stata inventata, il Pet, che si ricicla al 100% e noi la riutilizziamo per produrre nuove bottiglie. Poi abbiamo ridotto il peso delle bottiglie del 40%, il che vuol dire il 40% di plastica in meno. Sulla sugar tax, infine, va rilevato che in altri Paesi analoghe tasse non hanno avuto successo anche se avevano l'obbiettivo di combattere l'obesità, mentre da noi servirebbe solo per fare cassa. Se si dovesse fare un discorso di vera prevenzione della salute, allora bisognerebbe chiedersi: perchè partire dalla tassa su una bevanda il cui apporto calorico è inferiore a quello di una merendina o di uno snack?".

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Arriva a Venezia il Roadshow di Cassa Depositi e Prestiti

Venezia, 24 giu. (askanews) - Nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Veneto e risposte efficaci alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le Istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di CDP e Confindustria 'Insieme per il futuro delle imprese' che oggi ha fatto tappa a Venezia.

La tappa, presso la sede di Confindustria Veneto, ha visto la partecipazione del Presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini, dell'Amministratore Delegato di CDP Dario Scannapieco, del Vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco Angelo Camilli, della Presidente di Confindustria Veneto Est Paola Carron e del Presidente di Confindustria Veneto Raffaele Boscaini.

Un incontro sotto il segno della vicinanza di Cassa Depositi e Prestiti al territorio e alle imprese, come spiega, il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini.

'Le imprese hanno colto la peculiarità della cassa come istituzione che sta sul mercato che quindi dialoga con chi compete sul mercato e questa è una delle grandi novità che ha caratterizzato la cassa la cui origine era più legata aL servizio alle pubbliche amministrazioni e alle infrastrutture, ma la missione di cdp è la crescita del paese, quindi la parte delle imprese è diventata sempre più importante, sempre più rilevante e questo tour che noi stiamo conducendo in tutta Italia insieme a Confindustria è la dimostrazione più concreta di che come noi interpretiamo insieme alle imprese il dialogo e il confronto continuo, perché poi il Veneto è diverso dall'Emilia che è diversa dal Lazio e il Lazio è diverso dalla Sicilia e dalla Puglia. quindi ogni regione ha le proprie peculiarità. Le imprese hanno colto la peculiarità della Cassa come istituzione che sta sul mercato e dialoga con chi compete sul mercato ' .

Il Veneto è una delle principali locomotive economiche del Paese, un territorio che ha tutta l'attenzione della Cassa, come ha sottolineato l'ad di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco.

'Oggi siamo qui perché abbiamo fatto un accordo con Confindustria e stiamo realizzando un road show su tutto il territorio italiano per spiegare in che modo Cdp può essere più vicina alle imprese. Il Veneto è una regione molto importante, una regione con una forte vocazione industriale in cui il contributo dell'industria pesa per il 27% del valore aggiunto regionale, Cassa depositi negli ultimi quattro anni ha sostenuto oltre 13.500 imprese venete con circa 5,6 miliardi di euro e ha sostenuto 250 amministrazioni locali, Cassa si é evoluta anche perché le necessità delle imprese sono cambiate visto lo scenario geopolitico internazionale. Oggi spieghiamo quello che Cassa può fare anche per le imprese piccole o medio piccole perché abbiamo modificato il nostro modo di lavorare e possiamo finanziare in maniera diretta anche queste imprese. E in più possiamo lavorare in maniera sistemica aiutando le imprese che da sempre hanno una forte vocazione all'export ad essere ancora più presenti sui mercati internazionali grazie alla sinergia che ci può essere tra cassa depositi e presidi e Simest che è l'azienda del gruppo Cassa depositi e prestiti che si occupa di sostenere le imprese italiane quando vogliono internazionalizzarsi'.

Da parte di Confindustria Veneto Est e Confindustria Veneto l'imperativo è quello di rafforzare la competitività delle imprese, delle Pmi sui mercati globali. Lo rimarca, la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron. 'Cdp è per noi un partner strategico non solo un'istituzione finanziaria, un partner che deve essere al nostro fianco, accompagnare le imprese nei percorsi che oggi sono richiesti, da primo la crescita dimensionale un salto di qualità in questo senso bisogna farlo, un rafforzamento della patrimonializzazione delle aziende e questo proprio per avere solide basi per investire in innovazione, attrarre quindi talenti. Cdp mette a disposizione degli strumenti finanziari innovativi e da sempre è stata al fianco'.

Per Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto l'innovazione finanziaria è un percorso importante.

'Io penso che questa opportunità che ci offre CDP possa essere un innesco per un cambio di passo e di mentalità delle imprese che devono strutturarsi nel modo di pensare; partendo dalla finanza che deve essere anche questa strutturata. Ci sono imprese che lo stanno già facendolo, chi più chi meno, ma si devono strutturare anche in termini di managerialità in termini di strutturazione verso l'internazionalizzazione che non significa solo vendere all'estero ma appunto strutturarsi con con piani ben precisi per poter poi sbarcare nei mercati sempre più difficili. In un momento in cui la globalizzazione, che prima non ci piaceva, dopo ci ha fatto stare tranquilli per una serie di anni adesso è messa in discussione fortemente, quindi bisogna riattivare certi meccanismi per poter essere competitivi in tutto il mondo'.

Finanza alternativa e strumenti di equity, per Cdp la vicinanza alle imprese è un percorso di innovazione a 360 gradi.

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