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Fondazione Prada, a Venezia con Heidegger, Wittgenstein e Adorno

sabato 11 agosto 2018
3' di lettura

Venezia (askanews) - La capanna del filosofo Theodor Adorno non è mai esistita, come tale. Esiste però sotto forma di opera d'arte di Ian Hamilton Finlay, che con legno e acciaio ha dato forma, reale ci sentiamo di dire, a una sorta di sintesi filosofica. Da lì, da quell'opera, è partita la ricerca di Dieter Roelstraete che ha portato a concepire un progetto molto ambizioso, anche per un soggetto ambizioso di suo come la Fondazione Prada, in particolare nella declinazione delle mostre veneziane a Ca' Corner della Regina. "Machines à penser" è l'esposizione aperta in concomitanza con la Biennale di architettura e che si concentra proprio sulla relazione tra tre grandi pensatori del Novecento tedesco - Adorno, appunto, Martin Heidegger e Ludwig Wittgenstein - che hanno sfruttato l'esilio - volontario o indotto - per scrivere i loro testi più importanti, all'interno di luoghi divenuti celebri come la baita al bordo della foresta di Heidegger o la capanna norvegese di Wittgenstein, affacciata su un abisso che era più di una semplice metafora. Mario Mainetti, curatore associato in Fondazione Prada: "Il tema della distanza che si decide di prendere dalla propria vita di tutti i giorni per pensare, raccogliere le idee, scrivere - ha spiegato ad askanews - è un tema attuale e siamo andati a vedere come questo tema è stato importante per il lavoro di questi tre filosofi". Gli spazi del palazzo veneziano diventano altro, funzionano come meccanismo ("machines" potremmo dire senza troppa fantasia) che attiva le dimensioni plurime del racconto, che sfrutta certamente la fascinazione per i tre filosofi, ricostruendone la mitologia geografica, ma che poi spinge lo sguardo più in là, in un terreno misto, imprevisto, pericoloso e affascinante nella misura in cui smonta e poi ricompone le nostre certezze. "Io penso - ha aggiunto il curatore - che questa sia una mostra che sta all'incrocio tra architettura, filosofia e arte e che è una mostra attuale. Soprattutto se l'attenzione per questi spazi viene girata in attenzione per il tempo che queste persone hanno passato all'interno degli spazi". In fondo l'arte ha, alla fine, un tema inevitabile e ricorrente, così come la filosofia, e questo è il tempo. "Essere e tempo", non a caso, è il titolo dell'opera gigantesca di Heidegger, e, a distanza di tempo, "Machines à penser" prova, ancora nelle parole di Roelstraete, a utilizzare i luoghi di scrittura per "ripensare l'intero complesso abitativo della filosofia". Naturalmente attraverso le opere della mostra. "Le opere d'arte - ha concluso Mario Mainetti - sono raccolte come in un saggio: c'è la storia principale degli artisti che sono andati a cercare questi luoghi e che da lì hanno preso ispirazione per produrre delle opere d'arte che qui sono presentate, e ci sono delle note, come a piè di pagina, che sono altri artisti, altri temi, o degli altri filosofi che hanno avuto i loro luoghi di ritiro e queste sono un po' il contorno della mostra". Come forse si può intuire, la mostra è profonda e complessa. Ma la capacità di attivare connessioni, di rimescolare le carte e di prendere vita all'interno dello spazio espositivo, oltre al coraggio di proporsi nella propria potenziale oscurità, sono elementi che valgono il prezzo della sfida. Ed è probabile che, alla fine, ci si senta stupiti, confusi e anche un po' cambiati. Perfino, segretamente, un po' più ricchi.

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

All'interno della clinica mobile, completamente accessibile anche alle persone con mobilità ridotta, saranno presenti tre postazioni cliniche per esami rapidi e non invasivi presidiati da professionisti sanitari, un'area dedicata alle consulenze nutrizionali e spazi per attività educative e interattive. Si tratta di un'iniziativa dall'alto valore preventivo.

Aspetto fondamentale come spiegato anche dal Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo: "La Regione lombardia sta investendo sulla prevenzione, sulla sanità territoriale, anche perché andando avanti con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento dei costi delle cure dovremo sempre di più investire in prevenzione. Oggi spendiamo il 93% dei fondi per la cura, ma abbiamo bisogno di aumentare la consapevolezza in tutti i cittadini dell'importanza della prevenzione e dell'utilizzo di corretti stili di vita, da cui dipende quasi la metà delle malattie."

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