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In Argentina si vota progetto di legge per legalizzare l'aborto

sabato 11 agosto 2018
2' di lettura

Buenos Aires, (askanews) - I pro-abortisti argentini hanno reso omaggio a Liliana Herrera, una giovane di 22 anni morta in seguito a un aborto clandestino, proprio mentre è in programma al Senato una votazione cruciale, quella del progetto di legge per legalizzare l'interruzione di gravidanza nel paese latinoamericano. "Oggi assistiamo a un panorama alquanto scoraggiante, abbiamo bisogno di un miracolo", spiega questa attivista pro-aborto, Claudia Acuna. È la prima volta che in Argentina, paese di papa Francesco, si discute un progetto di legge che permetterebbe l'aborto gratuito fino alla 14 settimana di gestazione. I senatori dibatteranno il testo approvato il 14 giugno scorso alla Camera con 129 voti a favore, 125 contrari e un astenuto, nel corso di una seduta-maratona di quasi 24 ore, durante la quale hanno contato più le posizioni del singolo che la linea dei partiti. Al Senato tuttavia, si stima che su un totale di 72 senatori, 37 voteranno contro la legalizzazione. Con al collo foulard verdi, le attiviste pro-abortiste si mobilitano da mesi. Per mercoledì hanno convocato un raduno nei pressi del Parlamento, che durerà fino alla fine della seduta, probabilmente fino all'alba. Simili manifestazioni sono state lanciate in diverse Capitali del mondo, tra cui a Roma a Piazza dell'Esquilino, nei pressi delle ambasciate argentine. Secondo i dati di diverse ong, ogni anno in Argentina vengono praticati 500.000 aborti clandestini, che causano la morte di un centinaio di donne. Se il progetto di legge verrà approvato, l'Argentina sarà il terzo paese latinoamericano a permettere l'interruzione volontaria di gravidanza dopo Cuba e Uruguay. L'aborto è legale anche a Città del Messico ed è permesso nella maggior parte dei paesi in America Latina in caso di grave pericolo per la salute della donna, stupro o prima che il feto abbia la possibilità di vivere autonomamente al di fuori dell'utero; resta vietato invece in El Salvador, Honduras e Nicaragua. Se il progetto verrà respinto, non potrà essere ripresentato prima di un anno.

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