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Aquarius, infermiera a bordo: migranti hanno tanto coraggio

sabato 23 giugno 2018
1' di lettura

Valencia, (askanews) - Marica Giustiniani ha ventisei anni, è infermiera Cisom, il Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta. Quella sulla nave Dattilo della Guardia Costiera che ha portato 274 migranti a Valencia nell'operazione di soccorso all'Aquarius, è la sua settima missione. Racconta la sua esperienza a bordo: "Il fatto che non c'è stata alcuna criticità dal punto di vista sanitario ci ha permesso di poter parlare, stringere un rapporto con i migranti che avevamo a bordo, soprattutto con gli adolescenti, perché avevamo 60 minori. Con loro si è creato un rapporto veramente bello, ci chiamavano per nome, ci hanno raccontato le loro storie, ci hanno raccontato il motivo per il quale sono scappati dal loro paese di origine, cioè vogliono un futuro migliore rispetto a quello che gli aspetta nel loro paese. Ci hanno colpito il fatto che hanno tanta forza e coraggio di voler affrontare una nuova avventura". "Dal punto di vista sanitario è andato tutto bene, siamo un bel team con la dottoressa Maria Rita Agliozzo. Grazie anche ai ragazzi della Guardia Costiera, siamo una grande famiglia, ci sostenevamo l'uno con l'altro". "Solitamente quello che si incontra sono casi di scabbia, lesioni o ustioni da carburante. Ma tutto sommato siamo abbastanza tranquilli, non ho avuto esperienze tragiche".

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80 anni della Costituente, Mattarella: "La Repubblica è di tutti"

Roma, 25 giu. (askanews) - "La Repubblica è di tutti". È il principio scandito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento in aula alla Camera in occasione degli 80 anni della prima seduta dell'assemblea costituente.

"Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell'Assemblea Costituente - ha ricordato il capo dello Stato - tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri".

"Al contrario - ha sottolineato Mattarella - si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti. La fecondità della stagione costituente la abbiamo misurata nella salute delle istituzioni repubblicane: né rivoluzione in corso tradita né rivoluzione annunciata, come pure qualcuno presumeva di prefigurare, bensì sapiente indirizzo dell'equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunità".

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Danzica, 25 giu. (askanews) - "Ricordate tutti, senza eccezioni, (...) in Polonia, (...) in Ucraina e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro soltanto sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia". Lo ha dichiarato il primo ministro polacco Donald Tusk, all'apertura della Conferenza annuale per la ricostruzione dell'Ucraina, a Danzica.

Una dichiarazione che arriva in seguito a una disputa tra Varsavia e Kiev, scatenata dalla decisione di Volodymyr Zelensky di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), a un'organizzazione nazionalista fondata nel 1942 che la Polonia ritiene responsabile della morte di oltre 100.000 polacchi. In risposta, la scorsa settimana Karol Nawrocki, capo dell'Istituto polacco per la memoria nazionale, ha annunciato la revoca della più alta onorificenza del Paese, l'Ordine dell'Aquila Bianca, precedentemente conferita a Zelensky.

"Ricordate, tutti voi - senza eccezioni - miei compatrioti in Polonia, i vostri, Yulia, in Ucraina, e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro solo sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia", ha affermato Tusk, rivolgendosi direttamente alla premier ucraina, Yulia Svyrydenko, che ha guidato la delegazione in assenza di Volodymyr Zelensky, la cui partecipazione era stata annunciata prima delle recenti tensioni diplomatiche.

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La Russa: Assemblea Costituente miracolo di lungimiranza politica

Milano, 25 giu. (askanews) - "Quell'Assemblea che oggi ricordiamo, fu un miracolo di lungimiranza politica, capace di dare il via ad un cammino di pacificazione nazionale non ancora giunto a conclusione, e di arrivare a una sintesi straordinaria con un testo che contiene, come ebbe a dire Piero Calamandrei: 'tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie'". Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo in Aula alla Camera in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dalla prima seduta dell'Assemblea Costituente, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle più alte cariche istituzionali. "E proprio la coralità dei lavori della Costituente ci ricorda che la Costituzione è la nostra casa comune", ha sottolineato.

"Una casa comune che i Padri e le Madri Costituenti non hanno voluto fragile e indifesa, ma nemmeno rigida o impenetrabile al cambiamento. Le regole e i principi sanciti nella nostra Carta non sono stati concepiti come freddi monumenti del passato, bensì come una materia viva, destinata a misurarsi e a confrontarsi costantemente con lo scorrere del tempo", ha concluso La Russa.

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Nel giugno del 2024 migliaia di kenioti sono scesi in piazza contro le difficoltà economiche e la corruzione, arrivando a prendere d'assalto il Parlamento per ottenere l'annullamento delle nuove tasse.

È stato un momento cruciale, con i giovani kenioti che hanno ignorato le tradizionali divisioni etniche, e il 25 giugno è diventato una giornata annuale di protesta, mentre la frustrazione nei confronti del governo del presidente William Ruto continua.

Ma hanno pagato un prezzo altissimo: almeno 127 persone sono state uccise nei due anni di proteste, secondo un organismo di controllo della polizia, poiché le forze di sicurezza hanno sparato sulla folla con quasi totale impunità. Giovedì la polizia non ha voluto correre rischi, con una serie di posti di blocco che hanno bloccato il traffico sulle principali arterie stradali intorno a Nairobi, e scuole e attività commerciali chiuse.

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