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Marisa Tomei: #MeToo è arrivato al momento giusto

sabato 23 giugno 2018
2' di lettura

Cagliari (askanews) - Thriller, comics e serie tv. Non rischia certo di annoiarsi Marisa Tomei. L'attrice premio oscar non ha un attimo di tregua, presa fra promozioni dei suoi film in uscita e impegni sui set. In un raro momento di pausa è volata in Sardegna per tenere a battesimo la prima edizione di "Filming Italy Sardegna Festival", la tre giorni dedicata al cinema che si è tenuta al Forte Village. La star americana ha incontrato il pubblico e la stampa. Un'occasione per parlare del suo film in uscita nelle sale italiane, il thriller "La prima Notte del Giudizio" di Gerard McMurray, e di molto altro. "Non ho una grande parte in questo film anche se il mio personaggio è l'architetto di tutto questo mondo malvagio: lei è una scienziata che non sa quanto lontano possa andare il suo esperimento, è un genio creativo che non si è resa conto di quanto sia egoista e narcisista e quanto terribili possano essere le conseguenze". Tomei è anche presente nel cast della seconda stagione della premiatissima srie tv "The Handsmaid's tale". "Sono fiera di averne fatto parte. 'The Handsmaid's Tale' fa paura, perché sembra che possa succedere qui e ora, e credo che questo sia il motivo per cui è molto difficile guardare la serie, perché fa così male, sembra così vicina alla realtà e alla nostra cultura attuale". Tra i tanti progetti per Marisa Tomei c'è anche quello del prossimo capitolo di Spider Man, nel quale vestirà ancora i panni della zia May. "Cominceremo il prossimo capitolo fra un paio di settimane, è un grande gruppo, lo stesso regista Jon Watts, che adoro, è proprio un bel gruppo, credo abbiano annunciato che ci sarà anche Jake Gyllenhaal, quindi è molto emozionante". In ultimo, immancabile, un commento da parte di una star femminile del cinema su #MeToo, il movimento che ha scosso Hollywood: "Credo sia molto buono, credo sia tempo di affrontare questa questione e sono contenta che la gente stia discutendo di questo molto apertamente e seriamente e in profondità e con comprensione per tutti quelli che sono coinvolti".

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Danzica, 25 giu. (askanews) - "Ricordate tutti, senza eccezioni, (...) in Polonia, (...) in Ucraina e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro soltanto sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia". Lo ha dichiarato il primo ministro polacco Donald Tusk, all'apertura della Conferenza annuale per la ricostruzione dell'Ucraina, a Danzica.

Una dichiarazione che arriva in seguito a una disputa tra Varsavia e Kiev, scatenata dalla decisione di Volodymyr Zelensky di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), a un'organizzazione nazionalista fondata nel 1942 che la Polonia ritiene responsabile della morte di oltre 100.000 polacchi. In risposta, la scorsa settimana Karol Nawrocki, capo dell'Istituto polacco per la memoria nazionale, ha annunciato la revoca della più alta onorificenza del Paese, l'Ordine dell'Aquila Bianca, precedentemente conferita a Zelensky.

"Ricordate, tutti voi - senza eccezioni - miei compatrioti in Polonia, i vostri, Yulia, in Ucraina, e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro solo sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia", ha affermato Tusk, rivolgendosi direttamente alla premier ucraina, Yulia Svyrydenko, che ha guidato la delegazione in assenza di Volodymyr Zelensky, la cui partecipazione era stata annunciata prima delle recenti tensioni diplomatiche.

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Milano, 25 giu. (askanews) - "Quell'Assemblea che oggi ricordiamo, fu un miracolo di lungimiranza politica, capace di dare il via ad un cammino di pacificazione nazionale non ancora giunto a conclusione, e di arrivare a una sintesi straordinaria con un testo che contiene, come ebbe a dire Piero Calamandrei: 'tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie'". Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo in Aula alla Camera in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dalla prima seduta dell'Assemblea Costituente, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle più alte cariche istituzionali. "E proprio la coralità dei lavori della Costituente ci ricorda che la Costituzione è la nostra casa comune", ha sottolineato.

"Una casa comune che i Padri e le Madri Costituenti non hanno voluto fragile e indifesa, ma nemmeno rigida o impenetrabile al cambiamento. Le regole e i principi sanciti nella nostra Carta non sono stati concepiti come freddi monumenti del passato, bensì come una materia viva, destinata a misurarsi e a confrontarsi costantemente con lo scorrere del tempo", ha concluso La Russa.

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Milano, 25 giu. (askanews) - Una giornata di alta tensione in Kenya con scontri a arresti da parte della polizia che ha messo in atto una massiccia dimostrazione di forza nel tentativo di impedire le proteste che commemorano il secondo anniversario della storica rivolta della Generazione Z.

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Manama (Bahrain), 25 giu. (askanews) - Gli Stati Uniti non accetteranno che l'Iran o altri paesi impongano pedaggi o tariffe per l'uso dello Stretto di Hormuz nell'ambito di un eventuale accordo con Teheran. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Marco Rubio, affermando che le vie d'acqua internazionali "non appartengono ad alcuno Stato nazionale".

"Lo Stretto di Hormuz è costituito da acque internazionali. Le vie d'acqua internazionali non appartengono ad alcuno Stato nazionale. Questo è un principio fondamentale nel mondo di oggi, senza il quale il mondo sarebbe nel caos totale", ha dichiarato Rubio, rispondendo a domande durante il suo tour nei paesi del Golfo.

Il capo della diplomazia statunitense ha respinto l'ipotesi che un Paese possa chiedere denaro per il passaggio in una via d'acqua internazionale solo perché questa si trova vicino al suo spazio territoriale. "Se accettassimo che si possa far pagare l'uso di una via d'acqua internazionale perché si trova vicino al proprio spazio territoriale, questo si diffonderebbe nel mondo come un contagio", ha detto.

Rubio ha avvertito che una simile concessione aprirebbe la strada a rivendicazioni analoghe in altre aree strategiche del mondo. "Se ora ci fosse uno stretto per il quale un Paese, o due, o qualunque Paese decidesse di far pagare l'uso, che cosa impedirebbe a ogni Paese del mondo vicino a una via d'acqua di imporre lo stesso? E allora avremmo il caos. Quindi è inaccettabile", ha affermato.

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