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Human Technopole diventa adulto e punta a raddoppio fondi statali

sabato 23 giugno 2018
2' di lettura

Rho-Pero (MI) (askanews) - L'istituto di ricerca sulle scienze della vita Human Technopole, cuore del parco scientifico e tecnologico che sta nascendo nell'area dove si è svolta Expo 2015, è entrato nell'età adulta. Si è infatti riunito per la prima volta il Consiglio di sorveglianza dell'omonima fondazione, presieduto da Marco Simoni, che ha raccolto il testimone dai gestori della prima fase, l'Istituto italiano di tecnologia e il Comitato di coordinamento. Nel frattempo al quarto piano di Palazzo Italia sono al lavoro una trentina di persone, destinate ad arrivare a 1.500 nel 2024 tra ricercatori e amministrativi. Il tutto grazie ai fondi già stanziati dallo Stato con la Legge di bilancio 2017, anche se l'obiettivo è di aumentarli attraverso bandi europei e contributi privati. "Un centro di queste dimensioni - ha detto Siomoni - deve ambire almeno a raddoppiare il proprio budget a regime, quindi diciamo che tra sei o sette anni, quando il centro sarà pieno, ci auguriamo che il bilancio possa essere il doppio di quello di adesso. Un centro di queste dimensioni nasce anche per essere un pivot importante di altri centri di ricerca che non hanno magari queste infrastrutture, ma che insieme magari hanno idee, hanno persone, possono disegnare progetti capaci di vincere i più importanti bandi del mondo, non soltanto quelli europei". Quanto ai privati la condizione è che versino ogni anno almeno 500.000 euro circa, pari allo 0,5% di quanto stanziato dallo Stato. "Noi ci auguriamo - ha aggiunto - che questa, che sarà una nuova importante istituzione della ricerca italiana, veda la partecipazione di tutto il Paese, quindi anche delle aziende private, delle fondazioni e di tutti coloro che vorranno dare una mano. In questo momento interessa molto la visione: un centro di ricerca che nasce per migliorare la qualità della vita delle persone è una cosa profondamente nello spirito del nostro Paese". Nella seconda metà 2018 si lavorerà alla rifunzionalizzazione dell'edificio US6 e dell'area Cardo Nord-Ovest. Poi comincerà la costruzione del Data Center e infine quella del nuovo edificio per laboratori che entro il 2023 sorgerà più o meno dove c'era il Padiglione di Israele.

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