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Le storie dei migranti sulla Diciotti tra lacrime e giochi

sabato 23 giugno 2018
2' di lettura

Pozzallo (askanews) - Bambini che riescono a trasformare in gioco anche il viaggio su una nave militare e persone commosse fino alle lacrime per il sollievo di avercela fatta e per la sensazione di sentirsi in salvo dopo aver rischiato la vita attraversando il Mediterraneo. È il racconto delle storie dei migranti a bordo della Diciotti, oltre 500 sbarcati a Pozzallo la scorsa notte, fatto dalla dottoressa Claudia Indovina, del team sanitario del Cisom (Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta) in missione sulla nave della Guardia Costiera per garantire assistenza sanitaria ai migranti e al personale. "I bambini mantengono la loro innocenza ed è una cosa bellissima" ha raccontato ad askanews "Cerchiamo di non far capire loro che siamo su una nave militare, cerchiamo di farli giocare, gonfiamo i guanti per farli diventare palloncini, gli diamo penne, fogli, colori per cerca di mantenerla questa loro innocenza, e anche le mamme fanno la stessa cosa". Poi racconta del momento di commozione vissuto insieme ad una delle donne incinte sbarcate prima per accelerare gli accertamenti medici. "C'è stata questa donna di 25 anni che io ho visto col velo, nonostante fosse nigeriana e la Nigeria è un Paese cattolico; nel momento in cui l'abbiamo accompagnata da Nave Diciotti per farla salire sulla Trecento per portarla a Lampedusa ho visto che ha fatto il segno della croce". "Abbiamo chiacchierato e le ho chiesto 'Come mai porti il velo e hai fatto il segno della croce', lei mi ha guardato e ha sorriso, siccome io conosco le loro storie e so cosa passano nei loro paesi, le ho detto 'stai tranquilla perchè adesso sei in Italia, sei libera e puoi fare tutto quello che vuoi della tua vita'. Lei si è messa a piangere e mi ha abbracciato" A bordo della Diciotti c'erano 523 persone, fra loro 90 minori e 9 donne incinte.

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Una dichiarazione che arriva in seguito a una disputa tra Varsavia e Kiev, scatenata dalla decisione di Volodymyr Zelensky di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), a un'organizzazione nazionalista fondata nel 1942 che la Polonia ritiene responsabile della morte di oltre 100.000 polacchi. In risposta, la scorsa settimana Karol Nawrocki, capo dell'Istituto polacco per la memoria nazionale, ha annunciato la revoca della più alta onorificenza del Paese, l'Ordine dell'Aquila Bianca, precedentemente conferita a Zelensky.

"Ricordate, tutti voi - senza eccezioni - miei compatrioti in Polonia, i vostri, Yulia, in Ucraina, e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro solo sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia", ha affermato Tusk, rivolgendosi direttamente alla premier ucraina, Yulia Svyrydenko, che ha guidato la delegazione in assenza di Volodymyr Zelensky, la cui partecipazione era stata annunciata prima delle recenti tensioni diplomatiche.

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"Lo Stretto di Hormuz è costituito da acque internazionali. Le vie d'acqua internazionali non appartengono ad alcuno Stato nazionale. Questo è un principio fondamentale nel mondo di oggi, senza il quale il mondo sarebbe nel caos totale", ha dichiarato Rubio, rispondendo a domande durante il suo tour nei paesi del Golfo.

Il capo della diplomazia statunitense ha respinto l'ipotesi che un Paese possa chiedere denaro per il passaggio in una via d'acqua internazionale solo perché questa si trova vicino al suo spazio territoriale. "Se accettassimo che si possa far pagare l'uso di una via d'acqua internazionale perché si trova vicino al proprio spazio territoriale, questo si diffonderebbe nel mondo come un contagio", ha detto.

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