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Fontana incontra Sala: lavoriamo per candidare Milano a Olimpiadi

sabato 23 giugno 2018
1' di lettura

Milano (askanews) - Milano come possibile candidata ad ospitare le Olimpiadi del 2026: è uno degli argomenti al centro dell'incontro che si è svolto a Palazzo Marino tra il sindaco, Beppe Sala, e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. I due si sono incontrati in Comune e all'uscita, Fontana ha raccontato cosa si sono detti: "Ho fatto una piccola relazione sulla mia visita ieri a Bruxelles e poi lui era interessato a sapere le questioni legate ai fondi strutturali" ha spiegato ai giornalisti. Sulle Olimpiadi, dopo che il sindaco aveva avanzato qualche giorno fa l'ipotesi di candidare Milano ad ospitarle "non ci sono novità, stiamo lavorando per vedere di presentarci" ha detto Fontana, che ha ribadito come Comune e Regione siano "assolutamente allineate ad andare avanti". Per ora non si discute dell'ipotesi di ticket con Torino, c'è Milano al centro, l'ultima parola spetta al governo: "Deve essere il governo a indicare il candidato" ha detto il presidente, che non ha risposto alla domanda se sia già in corso una discussione con l'esecutivo su questo punto. "Ho la memoria molto corta" ha scherzato, per poi parlare della possibile estensione delle Olimpiadi anche fuori dalla città capoluogo: "È chiaro che se si facessero anche in Valtellina sarebbe molto bello, in quel caso bisogna coinvolgere anche la regione".

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Una dichiarazione che arriva in seguito a una disputa tra Varsavia e Kiev, scatenata dalla decisione di Volodymyr Zelensky di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), a un'organizzazione nazionalista fondata nel 1942 che la Polonia ritiene responsabile della morte di oltre 100.000 polacchi. In risposta, la scorsa settimana Karol Nawrocki, capo dell'Istituto polacco per la memoria nazionale, ha annunciato la revoca della più alta onorificenza del Paese, l'Ordine dell'Aquila Bianca, precedentemente conferita a Zelensky.

"Ricordate, tutti voi - senza eccezioni - miei compatrioti in Polonia, i vostri, Yulia, in Ucraina, e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro solo sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia", ha affermato Tusk, rivolgendosi direttamente alla premier ucraina, Yulia Svyrydenko, che ha guidato la delegazione in assenza di Volodymyr Zelensky, la cui partecipazione era stata annunciata prima delle recenti tensioni diplomatiche.

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"Una casa comune che i Padri e le Madri Costituenti non hanno voluto fragile e indifesa, ma nemmeno rigida o impenetrabile al cambiamento. Le regole e i principi sanciti nella nostra Carta non sono stati concepiti come freddi monumenti del passato, bensì come una materia viva, destinata a misurarsi e a confrontarsi costantemente con lo scorrere del tempo", ha concluso La Russa.

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