CATEGORIE

Dieci anni di ricerca: Modena celebra Adelita Husni-Bey

sabato 23 giugno 2018
1' di lettura

Modena (askanews) - Una mostra personale ad ampio raggio su una delle giovani artiste italiane più apprezzate. La Galleria Civica di Modena, nella sede della Palazzina dei Giardini, offre uno spazio di riflessione sul lavoro di Adelita Husni-Bey, già tra i protagonisti del Padiglione Italia all'ultima Biennale d'arte di Venezia. La co-curatrice della mostra modenese, Serena Goldoni, ha presentato così ad askanews l'esposizione. "La mostra dal titolo Adunanza - ci ha detto - raccoglie gli ultimi dieci anni di lavori di Adelita attraverso uno studio che è andato dalle sue installazioni video ai disegni, alle fotografie". Classe 1985, Husni-Bey rappresenta in un certo senso la via italiana alla pratica artistica che punta sulle azioni collettive, sul processo collettivo per essere più precisi, nonché sulla redistribuzione tra tutti i partecipanti dei proventi. Forte, fortissima consapevolezza quindi, ma anche risultati artistici molto radicati nella ricerca del contemporaneo. "Il lavoro di Adelita Husni-Bey - ha aggiunto Serena Goldoni - parte da azioni collettive che si svolgono con l'aiuto e la collaborazione di giovani, studenti, ricercatori, politici e giuristi, che collettivamente trasformano il lavoro in videoinstallazioni specifiche su determinati temi. Per esempio in mostra abbiamo diversi video realizzati in collaborazione con giovani e adolescenti, su possibili visioni, sia dal punto di vista politico, sia da quello sociale". I media scelti da Adelita sono diversi, ma anche nella mostra modenese si coglie il senso di una ricerca molto tesa al proprio sottotesto di indagine serrata e critica sul nostro presente e sul nostro possibile futuro.

tag

Ti potrebbero interessare

Mattarella: il fascismo mise a rischio l'unità d'Italia

Roma, 25 giu. (askanews) - Il fascismo mise a rischio l'unità d'Italia. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso del suo intervento in aula alla Camera in occasione degli 80 anni della prima seduta dell'Assemblea Costituente.

La Costituente, ha sottolineato, fu "un'assemblea sovrana senza il tributo di una spartizione del governo dei suoi territori ad opera delle potenze alleate come sarebbe toccato, invece, ad altri Paesi dell'Asse, dove questo movimento non si manifestò".

"Una classe dirigente non compromessa col regime fascista - regime che aveva messo a rischio la stessa unità d'Italia - fu in grado di assumere le responsabilità della transizione, in attesa del voto".

"Nonostante l'inettitudine manifestata dalla monarchia, l'Italia non era 'terra di nessuno'. Questo il merito di quelle donne e di quegli uomini. E il Governo Militare Alleato si trovò a dover interloquire con loro", ha osservato Mattarella.

TMNews

80 anni della Costituente, Mattarella: "La Repubblica è di tutti"

Roma, 25 giu. (askanews) - "La Repubblica è di tutti". È il principio scandito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso del suo intervento in aula alla Camera in occasione degli 80 anni della prima seduta dell'assemblea costituente.

"Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell'Assemblea Costituente - ha ricordato il capo dello Stato - tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri".

"Al contrario - ha sottolineato Mattarella - si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti. La fecondità della stagione costituente la abbiamo misurata nella salute delle istituzioni repubblicane: né rivoluzione in corso tradita né rivoluzione annunciata, come pure qualcuno presumeva di prefigurare, bensì sapiente indirizzo dell'equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunità".

TMNews

Tusk invita polacchi e ucraini al "rispetto reciproco" della storia

Danzica, 25 giu. (askanews) - "Ricordate tutti, senza eccezioni, (...) in Polonia, (...) in Ucraina e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro soltanto sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia". Lo ha dichiarato il primo ministro polacco Donald Tusk, all'apertura della Conferenza annuale per la ricostruzione dell'Ucraina, a Danzica.

Una dichiarazione che arriva in seguito a una disputa tra Varsavia e Kiev, scatenata dalla decisione di Volodymyr Zelensky di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), a un'organizzazione nazionalista fondata nel 1942 che la Polonia ritiene responsabile della morte di oltre 100.000 polacchi. In risposta, la scorsa settimana Karol Nawrocki, capo dell'Istituto polacco per la memoria nazionale, ha annunciato la revoca della più alta onorificenza del Paese, l'Ordine dell'Aquila Bianca, precedentemente conferita a Zelensky.

"Ricordate, tutti voi - senza eccezioni - miei compatrioti in Polonia, i vostri, Yulia, in Ucraina, e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro solo sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia", ha affermato Tusk, rivolgendosi direttamente alla premier ucraina, Yulia Svyrydenko, che ha guidato la delegazione in assenza di Volodymyr Zelensky, la cui partecipazione era stata annunciata prima delle recenti tensioni diplomatiche.

TMNews

La Russa: Assemblea Costituente miracolo di lungimiranza politica

Milano, 25 giu. (askanews) - "Quell'Assemblea che oggi ricordiamo, fu un miracolo di lungimiranza politica, capace di dare il via ad un cammino di pacificazione nazionale non ancora giunto a conclusione, e di arrivare a una sintesi straordinaria con un testo che contiene, come ebbe a dire Piero Calamandrei: 'tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie'". Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo in Aula alla Camera in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dalla prima seduta dell'Assemblea Costituente, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle più alte cariche istituzionali. "E proprio la coralità dei lavori della Costituente ci ricorda che la Costituzione è la nostra casa comune", ha sottolineato.

"Una casa comune che i Padri e le Madri Costituenti non hanno voluto fragile e indifesa, ma nemmeno rigida o impenetrabile al cambiamento. Le regole e i principi sanciti nella nostra Carta non sono stati concepiti come freddi monumenti del passato, bensì come una materia viva, destinata a misurarsi e a confrontarsi costantemente con lo scorrere del tempo", ha concluso La Russa.

TMNews