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Cultura, da rapporto Symbola-Unioncamere via per sfidare crisi

sabato 23 giugno 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - Cultura motore trainante dell'economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del Made in Italy. Così l'Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi: il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, P.A. e no profit, genera più di 92 miliardi di euro e 'attiva' altri settori dell'economia, arrivando a muovere, nell'insieme, 255,5 miliardi, equivalenti al 16,6% del valore aggiunto nazionale. Un dato comprensivo del valore prodotto dalle filiere del settore, ma anche di quella parte dell'economia che beneficia di cultura e creatività e che da queste viene stimolata, a cominciare dal turismo. È quanto emerge dal Rapporto 2018 'Io sono cultura' elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere, con la collaborazione e il sostegno della Regione Marche, presentato a Roma alla presenza del ministro dei beni culturali Alberto Bonisoli dal presidente di Symbola Ermete Realacci e dal presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello. Come conferma il relatore del rapporto, il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli: "Il rapporto, l'ottavo, che facciamo con Symbola dimostra che la cultura è anche economia, genera ricchezza nel suo stesso settore così come negli altri. Il made in Italy per esempio è trainato dalle capacità creative e culturali che vengono generate dal settore della cultura e della creatività". Il ministro Bonisoli nel suo intervento ha ricordato in tal senso, anche pensando alle aree terremotate che presto visiterà, l'importanza e la considerazione e potenzialità del restauro italiano. Ma quale è il vero punto di forza, dal punto di vista della cultura e del turismo indotto? "La diversità. Siamo un fantastico paese perchè siamo diversi e la cultura italiana è un caleidoscopio di cose: io sono nato a Mantova, ho fatto le scuole a Cremona e vivo in provincia di Novara. Tre ambienti completamente diversi e stiamo ragionando di un pezzettino, piccolo, del Nord Italia. E' una cosa che anche all'estero non ho mai trovato da nessuna parte. Se riusciamo a valorizzare pienamente questo aspetto di diversità possiamo proporci a livello mondiale con un livello di assoluta eccellenza". Concetto rafforzato dal presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci: "L'Italia è una superpotenza culturale nel mondo. Secondo alcuni il marchio made in Italy è terzo dopo Visa e Coca Cola ma addirittura c'è una indagine americana che dice che noi siamo quelli che influenzano di più la cultura nel mondo. Io non so se è realmente così ma sicuramente sia per quanto riguarda i numeri, con il 16% della ricchezza del paese che dipende dalla cultura, sia per qello che riguarda le nostre produzioni, la cultura è una componente fondamentale. Non solo la cultura legata alla nostra storia, alla nostra identità ma anche la cultura che si trasmette nei prodotti". Una ricchezza che si riflette in positivo anche sull'occupazione: il solo Sistema Produttivo Culturale e Creativo dà lavoro a 1,5 milioni di persone, che rappresentano il 6,1% del totale degli occupati in Italia.

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