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Cgie: governo non riduca fondi, italiani nel mondo sono risorsa

giovedì 20 dicembre 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - No al taglio dei fondi previsti nella manovra per gli italiani all'estero, perché questi rappresentano una risorsa per il paese: è l'appello lanciato dal Consiglio generale per gli italiani all'estero in una conferenza stampa a Montecitorio. Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio, ha spiegato: "Nella manovra finanziaria che il Parlamento sta affrontando e che ha creato diverse polemiche e momenti di tensione nel Paese, c'è una parte anche sugli italiani all'estero, che si attendono anche delle risposte puntuali rispetto alle loro esigenze ma soprattutto nell'impostazione di quello che è il sistema-Paese, in cui c'è una parte anche dedicata alle comunità nel mondo". "I numeri contenuti nella manovra credo non siano sufficienti a garantire un esodo di italiani che all'estero, per stime in difetto hanno raggiunto i sei milioni". Massimo Ungaro, deputato del Pd eletto all'estero nella circoscrizione Europa, ha sottolineato come la comunità italiana fuori dai confini nazionali percepisca scarsa attenzione da parte del governo a tutta una serie di problemi, a cominciare da quello dei consolati: "Molti dei nostri consolati versano in una condizione disastrosa, a fronte di un aumento degli italiani all'estero da tre milioni a cinque milioni negli ultimi anni le unità nei nostri consolati sono passate da 3000 a 2000. Quindi ci attendiamo più risorse in diversi paesi: il Belgio la Spagna, ma soprattutto il Regno Unito dove ci sono problematiche legate a Brexit. Oltre ai consolati - ha proseguito Ungaro - vorremmo un potenziamento e consolidamento degli sgravi fiscali per incentivare il controesodo, far rientrare il capitale umano dall'estero in Italia, noi crediamo che questa grande comunità di italiani all'estero sia una grande risorsa da cui attingere per risollevare il nostro Paese. E infine chiediamo anche l'esonero su una serie di tasse ingiuste per noi italiani all'estero, a cominciare dall'Imu, fino alla Tari".

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"Il TEF - Taranto Eco Forum è una piattaforma di dialogo unica, perché mette insieme tutti gli attori del territorio necessari per creare filiere di innovazione. Siamo convinti che il potenziale delle startup innovative, capaci di unire le competenze delle due transizioni, le competenze digitali e la conoscenza del mondo energetico, delle molecole, dell'aria, dell'acqua e della bioeconomia, possa produrre valore non solo per Eni, ma anche per l'indotto e per le piccole e medie imprese del territorio. Per fare questo serve un terreno di discussione e il TEF, ormai da diversi anni, è davvero il luogo in cui si possono costruire dialoghi, sinergie e nuove opportunità".

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