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Amb. Azerbaigian: non solo gas, Italia per noi importante partner

giovedì 20 dicembre 2018
3' di lettura

Roma, (askanews) - Si conclude un anno di intensi rapporti tra Italia e Azerbaigian, con un importante scambio di visite che, dice l'ambasciatore azero a Roma Mammad Ahmadzada, deve avere seguito e l'avrà, con l'obiettivo di "avvicinare le nostre società". "Siamo molto soddisfatti dal livello che abbiamo raggiunto nei rapporti bilaterali con l'Italia, soprattutto in questo anno che ha visto una serie di visite ad altissimo livello, a cominciare da quella del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella in Azerbaigian. Poi abbiamo avuto in Italia il primo vicepresidente della Repubblica dell'Azerbaigian, Mehriban Aliyeva, e la visita in Azerbaigian della presidente del Senato italiano Maria Elisabetta Alberti Casellati. Si tratta di tre visite importantissime dal punto di vista del dialogo politico e istituzionale, anche per il fatto che queste importanti tre cariche hanno compiuto visite in Azerbaigian e in Italia per la prima volta nella nostra storia. Poi possiamo dire che in questo anno abbiamo raggiunto un livello molto importante per i rapporti economici, con la conferma dell'Italia come primo partner commerciale e dell'Azerbaigian come principale fornitore di greggio per l'Italia. Abbiamo anche cercato di diversificare il rapporto economico con l'Italia: non a caso durante la visita del presidente Mattarella è stato organizzato un grandissimo forum economico a cui hanno partecipato molte società italiane e azere. E anche i rapporti culturali sono stati molto intensi, c'è stato un vero scambio culturale , abbiamo organizzato vari eventi i in Italia per promuovere e far conoscere la nostra cultura, compreso il centesimo Anniversario della fondazione della prima Repubblica dell'Azerbaigian. In questo contesto abbiamo avuto un bellissimo evento alla Galleria di Arte Moderna e un importante concerto al Palazzo del Quirinale. E nell'anno prossimo intendiamo continuare, sia a livello culturale che economico, oltre che politico: dobbiamo avvicinare le nostre società". Dall'Italia all'Europa. L'Azerbaigian negozia un accordo globale con l'Unione europea, che è una realtà in grande cambiamento e anche, diciamolo, in chiara crisi. "La politica estera dell'Azerbaigian è multivettoriale, un politica bilanciata, e l'Unione europea è una delle direzioni molto importanti della nostra politica estera. Noi abbiamo firmato con una decina di Paesi, anche con l'Italia, accordi di partenariato strategico. L'Ue, va sottolineato, per noi è il principale partner commerciale - e l'Italia in questo quadro è il nostro primo partner commerciale come singolo Paese- e questo è fonte di cruciali investimenti. Ora stiamo portando avanti una serie di progetti strategici che uniscono l'Azerbaigian all'Ue, anzi, non solo l'Azerbaigian, ma l'Asia con l'Europa: la nostra posizione geografica ci dà la possibilità di avere questo ruolo, che è fondamentale". Quindi l'Europa rata per voi un punto di riferimento. "Sicuramente". Arriviamo al Nagorno Karabakh, regione al centro di un cosiddetto 'conflitto congelato' con l'Armenia, che sembra destinato a non avere fine. Posizioni apparentemente inconciliabili: lei vede una possibile soluzione? "Purtroppo quest'anno fanno trent'anni dall'inizio di questo problema. Nei primi anni del conflitto il 20% del territorio azero è stato occupato militarmente dall'esercito dell'Armenia. E, di nuovo purtroppo, durante questi anni non abbiamo raggiunto la pace. Però la soluzione del conflitto certamente passa dal cambiamento dello status quo e affinché questo avvenga è importante che l'Armenia ritiri il suo esercito, le forze militari dai territori occupati dell'Azerbaigan. L'unica possibilità di risolvere questo conflitto è ripristinare l'integrità territoriale azera". E infine il gasdotto Tap (Trans-Adriatic Pipeline) in via di costruzione, che deve portare il gas azero all'Europa e all'Italia, punto terminale del tracciato, causa di tante polemiche qui da noi. A suo avviso resta un progetto utile e necessario per l'Europa? "Sicuramente tra i vantaggi di questo progetto c' è la diversificazione delle fonti energetiche, dell'approvvigionamento. Allo stesso tempo, essendo un progetto da quasi di 40 miliardi di dollari di investimenti, ha portato e sta portando importante sviluppo economico a tutti i Paesi coinvolti in questo corridoio, perché il Tap praticamente è l'ultima fase del corridoio meridionale del gas. Siamo soddisfatti che il progetto stia stiano andando avanti ed è importante finire questo progetto secondo il calendario previsto, quindi che il gas arrivi in Italia nel 2020".

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"Caracalla danza", coreografie e performance nel sito archeologico

Roma, 25 mag. (askanews) - Coreografie e movimenti di corpi che si integrano con il sito archeologico, spettacoli che diventano percorsi ed esperienze per il pubblico, in particolare al tramonto.

Torna "Caracalla Danza", festival voluto dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con la collaborazione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: dal 26 giugno al 5 luglio il meglio della danza internazionale in una location d'eccezione.

L'edizione 2026 si apre con un'iniziativa site specific, curata da Diego Tortelli, che si è occupato delle coreografie per la cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano Cortina.

La Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro: "Un'opera site specific che si chiama 'Découvert Caracalla'. Una serie di ballerini danzano accompagnati da una violoncellista e si muovono dallo specchio d'acqua attraverso i luoghi, i siti più importanti delle Terme, passando anche attraverso luoghi meno conosciuti come i sotterranei con il mitreo e dunque ci sarà la partecipazione diretta del pubblico, una sorta di movimento fluido che vuole evocare il movimento fluido dell'acqua".

L'evento "Caracalla Danza" ha preso il via proprio da un'installazione architettonica al centro dei giardini delle Terme, lo Specchio d'Acqua, inaugurato nel 2024 con la coreografia "Rhapsody in blue", che ora torna ad animarsi, soprattutto con i gioch di luce al tramonto.

Il 30 giugno qui andrà in scena "Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni", tra danza e musica; dal 3 al 5 luglio, infine sono in programma tre spettacoli da palcoscenico ("Preludio" di Diego Tortelli, "An Echo, A Wave" di Philippe Kratz e "Bliss" di Johan Inger).

Gigi Cristoforetti, direttore del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto: "Noi siamo abituati a pensare a una danza come un meccanismo perfetto per il palcoscenico, in realtà la danza è fatta di corpi vivi ed è in grado di rendere vivo anche uno spazio".

Quest'anno come partner artistici del progetto ci sono anche il Teatro dell'Opera di Roma con la sua Scuola di Danza e la Fondazione Ravenna Manifestazioni.

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"I colori della tempesta", l'uomo che salvò 10000 capolavori da nazisti

Roma, 25 mag. (askanews) - Racconta il "Monument man" italiano, l'uomo che ha salvato circa diecimila capolavori, fra cui "La tempesta" di Giorgione e "La cena di Emmaus" di Caravaggio dai bombardamenti e dalle razzie dei nazisti, il film "I colori della tempesta", nei cinema dal 27 maggio.

Il regista Roberto Dordit porta sullo schermo l'incredibile storia di un giovane Sovrintendente delle Marche, Pasquale Rotondi, interpretato da Simone Liberati, che con pochi mezzi, mettendo in pericolo la propria vita, riuscì a nascondere fino alla fine della guerra opere d'arte che arrivavano da Marche, Venezia, Milano e Roma.

"Lui aveva 30 anni, quindi questo patrimonio ce lo hanno salvato i 30enni dell'epoca. - ha spiegato il regista - Quindi lui con quella che anni dopo chiamò la sua piccola armata Brancaleone, cioè sua moglie, il suo autista, fondamentalmente i custodi di Palazzo Ducale, ne è venuto a capo con molta astuzia secondo me, perché ha dovuto affrontare le SS al momento delle razzie, che non era facile".

Il senso del dovere e l'amore per l'arte hanno guidato Rotondi, che dopo la guerra non ha più voluto parlare di questa storia. Sua figlia Giovanna ha aiutato il regista a ricostruirla. "Lui sostanzialmente si rivolge ai giovani, cioè lui dice: se noi perdiamo queste opere, noi perdiamo questo patrimonio artistico internazionale, di cui non potranno usufruire i giovani" ha detto Dordit.

Il film accompagnato dalle musiche di Remo Anzovin è girato nel Montefeltro, visto che i nascondigli individuati da Rotondi furono la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna. "Per quella popolazione questi erano segreti di Pulcinella, loro aiutavano anche a scaricare le casse. - ha detto il regista - Lui diceva che erano libri per un archivio ma i libri pesano molto di più, avevano capito tutti che erano dipinti. E nessuno ha parlato".

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In Uganda sono stati segnalati altri due casi confermati tra il personale sanitario, facendo salire a 7 il numero totale, tra cui un morto. "In questo tipo di epidemia è molto importante pensare anche a tutti i malati che non hanno l'Ebola, poiché hanno bisogno di cure, penso in particolare alla malaria. Ma ci troviamo anche in una zona in cui i campi profughi hanno bisogno di acqua e, appunto, l'accesso ai servizi sanitari di base è assolutamente necessario e non va trascurato", ha concluso.

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Milano, presentata alla Scala l'Orchestra Nazionale Universitaria

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Altri valori che l'orchestra porta avanti sono l'appartenenza, la condivisione e l'inclusione.

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