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Da Vedova a Enzo Mari: l'arte moderna arriva a San Marino

sabato 14 luglio 2018
2' di lettura

San Marino (askanews) - L'arte moderna conquista uno spazio nella Repubblica più antica del mondo: San Marino, la storica rocca circondata dalle colline romagnole, ha infatti presentato al pubblico la propria Galleria Nazionale, museo dedicato all'arte degli ultimi decenni, con una collezione intensa, pur nella sua dimensione espositiva abbastanza ridotta, che si muove tra una "Foresta vergine" di Emilio Vedova e una grande installazione filosofico-pop di Enzo Mari. A fare gli onori di casa alla presentazione ufficiale della Galleria il segretario di Stato per la Cultura di San Marino, Marco Podeschi. "E' un'operazione culturale - ha spiegato alla stampa il ministro - che vuole inserire San Marino nel network molto più ampio dell'arte moderna e contemporanea. Vogliamo anche avere delle possibilità importanti: ci candideremo a ospitare la Biennale dei giovani artisti d'Europa e del Mediterraneo nel 2020. L'Università è un altro dei fulcri di questo progetto culturale e poi vorrei ricordare che San Marino è presente anche ala Biennale di Venezia: eravamo presenti l'anno scorso, siamo presenti quest'anno per l'architettura e saremo di nuovo presenti alla Biennale d'arte del prossimo anno". Il museo è ospitato nella Loggia dei Volontari, un interessante edificio anni Trenta che è stato completamente ristrutturato, ed è stato allestito con la collaborazione scientifica del MA.GA di Gallarate, diretto da Emma Zanella. "E' una collezione - ha spiegato la direttrice - che ha ovviamente due anime, da una parte una internazionale, con artisti italiani e stranieri che sono entrati in collezione e dall'altra una giustissima attenzione agli artisti sammarinesi, che sono stati valorizzati non tanto in quanto provenienti da qui, ma perché hanno rappresentato negli anni giusti e al momento giusto una ricerca che si andava a collegare con quella internazionale". L'apertura della Galleria Nazionale di San Marino, che coincide con il decennale dell'inserimento del piccolo Stato nella lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, offre anche la possibilità di presentare al pubblico, sostanzialmente per la prima volta, una collezione che vanta diversi elementi unici, come ha spiegato Alessandro Castiglioni, responsabile dei Progetti speciali del MA.GA. "Avevamo due ordini di materiali: quello noto non esposto, come per esempio la celebre opera di Emilio Vedova che era risaputo essere uno dei più grandi acquisti di San Marino nel corso della storia, e opere invece che non solo non erano esposte, ma non erano nemmeno note". Uno degli obiettivi dichiarati del progetto è anche quello di arricchire l'offerta turistica della Repubblica, già ora in forte simbiosi con la Riviera romagnola, che con l'arte punta a una destagionalizzazione dei flussi, oltre che a un maggiore ruolo sulla scena del moderno e contemporaneo.

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Attacco a base italiana a Erbil, il racconto del colonnello Pizzotti

Erbil (Iraq), 13 mar. (askanews) - Nella notte fra l'11 e il 12 marzo un attacco con un drone (alle 00.40 ora locale) ha colpito la sede dell'Italian National Contingent Command Land a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il racconto di quella notte nelle parole del colonnello Stefano Pizzotti, comandante del contingente nazionale della missione "Prima Parthica" a Erbil.

"Già a partire dalle 20.30, il contingente italiano era stato attivato dalle forze della coalizione per un allarme di minaccia aerea e i militari italiani presenti all'interno della base, seguendo le procedure di sicurezza previste, avevano raggiunto le zone protette assegnate, caratterizzate dalle cosiddette fortificazioni difensive bunker. Il drone andava a impattare all'interno della base, provocando danni ad infrastrutture e materiali, al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone", spiega il Colonnello Pizzotti.

"Dal momento dell'incidente, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, sono stati in costante contatto e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente" aggiunge, Pizzotti raccontando poi la situazione attuale nella base. "Il morale, nonostante la stanchezza, rimane alto - dice - Il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni, tenendo in considerazione che la sicurezza del personale rimane sempre la massima priorità".

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ASTOI: turismo e guerra in Medio Oriente, serve aspettare con pazienza

Milano, 13 mar. (askanews) - "Quando ci sono crisi di questa portata ci sono sempre varie fasi. La prima è proprio quella di emergenza diretta dei clienti che vanno riportati a casa, la seconda invece è quella che ha a che fare con le nuove prenotazioni o con i riavviamenti di clienti che avevano prenotato una vacanza in quell'area o tramite compagnia del Golfo. È chiaro che ormai lo sappiamo per esperienza, quando si verificano effetti così traumatici come una guerra, un evento climatico estremo, insomma cose che hanno una importanza globale, la prima reazione dei consumatori è quella di congelare tutti i pensieri rivolti al tempo libero, alle vacanze; è come se le persone fossero ferite, colpite da questo evento e in questo momento la vacanza la stanno se non altro rimandando". Lo ha detto ad askanews Pier Ezhaya, presidente di ASTOI - Confindustria Viaggi, ragionando sulla situazione del turismo in relazione alla crisi in Medio Oriente.

"Questo non ci preoccupa tanto sulle prenotazioni estive, perché sappiamo che è un fenomeno momentaneo e quindi abbiamo tutto il tempo di recuperarlo - ha aggiunto Ezhaya -. Un po' più complicata invece la situazione delle mete che sono operative adesso, perché al di là di quelle coinvolte nel conflitto del Medio Oriente, assistiamo a un calo di prenotazioni anche su altre aree, non coinvolte nella guerra. Ciò in parte è dovuto anche al tema dei voli, perché non dimentichiamo che le tre grosse compagnie del Golfo armano in maniera molto intensa il Sud-est asiatico e l'Oceano indiano. Però più in generale assistiamo proprio a una poca voglia di immaginarsi in vacanza. Quindi in questo momento le persone sono in una fase di attesa e dobbiamo quindi avere la pazienza di aspettare che questa fase acuta passi".

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Il proprietario dell'universo: storie dal Grand Universe Lucca

Lucca, 13 mar. (askanews) - Giacomo Puccini era un habitué della struttura. Chet Baker decise di soggiornare qui durante la sua avventura italiana. E pare che anche il Pascoli fosse di casa. Grand Universe Lucca ha più di una storia da raccontare. E Georges Midleje, Regional Managing Director, le conosce bene. Il Grand Universe Lucca è un luogo in cui il passato riaffiora dentro ogni dettaglio.

"Questo hotel ha una grande storia, anche un po' nascosta, che è stata riscoperta una volta che è stato ristrutturato", spiega, ricordando come l'edificio affondi le sue radici addirittura in epoca romana, quando nella parte bassa ospitava un atelier di un vetraio. Poi, nei secoli, diventa palazzo nobiliare della famiglia Paoli nell'Ottocento, prima di trasformarsi, nel 1857, in un albergo chiamato L'Universo, meta di scrittori, compositori e grandi poeti come Pascoli e Ungaretti. Oggi parte del portfolio di Autograph Collection Hotels, brand del gruppo Marriott International, Grand Universe Lucca è proprietà di Marcucci Italia e Shaner Italia ed è gestito da Shaner Ciocco Properties.

Per Midleje, il legame dell'hotel con la città passa soprattutto dalla musica.

"È un albergo legato a Lucca anche per la parte della musica. Lucca ancora oggi è una città della musica", sottolinea, ricordando come il design, i colori e gli spazi dell'attuale Grand Universe siano stati pensati per riflettere l'anima lucchese: dal pianoforte che accoglie gli ospiti all'ingresso, fino al rapporto stretto con il Lucca Summer Festival, che da decenni porta grandi artisti internazionali in città. La ristrutturazione del 2016, con un investimento importante per 55 stanze, è stata l'occasione per riportare alla luce questa identità, senza snaturarla.

C'è poi la dimensione leggendaria, ma documentata, che aggiunge fascino al racconto. Midleje ricorda un episodio legato alla visita di Vittorio Emanuele III, quando l'albergatore di allora si presentò con grande orgoglio:

"Ovviamente - dice Midleje - ha una posizione invidiabile, è giusto davanti al Teatro del Giglio. Uno degli ospiti importanti fu il re Vittorio Emanuele III, che durante un viaggio venne a soggiornare qui, in una sua visita a Lucca per vedere un'opera proprio al Teatro del Giglio, che è il nostro dirimpettaio. Non è una leggenda: il proprietario, quando arrivò il re, si presentò come il proprietario dell'Universo, che era il nome italianizzato dell'albergo che si chiamava "L'Univers", alla francese. E il re gli rispose: e io sono un umile re di un paesino che si chiama Italia".

Un aneddoto che oggi vive nelle memorie conservate in biblioteca e che restituisce l'idea di quanto questo hotel sia intrecciato con la storia, piccola e grande, di una città ancora molto autentica.

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M.O., Guterres a Beirut: "I libanesi non hanno scelto questa guerra"

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"Lo so, so che i libanesi stanno soffrendo enormemente. So che i libanesi musulmani stanno terminando il Ramadan. I libanesi cristiani stanno terminando la Quaresima. E questi dovrebbero essere momenti di pace. Questi dovrebbero essere momenti di solidarietà".

La guerra in Libano ha causato oltre 687 morti e più di 800.000 sfollati dal 2 marzo, secondo il ministero della Salute libanese.

"Purtroppo il Libano è stato trascinato in una guerra che questa popolazione non avrebbe voluto combattere", ha aggiunto.

"Trovare una soluzione che permetta al Libano di diventare un Paese indipendente, con sovranità e integrità territoriale rispettate, e in cui le autorità abbiano - come ho detto - il monopolio sull'uso della forza".

"Non è più il tempo dei gruppi armati. È il tempo degli stati forti", ha concluso Guterres.

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