CATEGORIE

Rovazzi torna con "Faccio quello che voglio": voglio un film mio

sabato 14 luglio 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Un nuovo singolo accompagnato da un cortometraggio di quasi 10 minuti che fa parte di una storia ad episodi, interpretato, scritto e diretto da Fabio Rovazzi, prodotto dalla sua casa di produzione Raw: il ritorno dell'artista si intitola "Faccio quello che voglio", con le voci di Al Bano, Emma e Nek, e la partecipazione di Gianni Morandi, Carlo Cracco, Diletta Leotta, Massimo Boldi, Flavio Briatore, Eros Ramazzotti, Fabio Volo e Rita Pavone. Rovazzi è reduce dall'esperienza al cinema come protagonista ne "Il vegetale", ma oltre all'attore fa il cantante, il regista, il produttore: ma cosa vuole fare davvero? "Tante cose, vorrei anche dormire ogni tanto perchè fare questo video in 20 giorni è pesante, io odio delegare le cose. Quando giriamo e abbiamo una giornata di riprese con Diletta Leotta, il che vuol dire coordinare un elicottero con un walkie talkie, altri due gommoni con un altro, e con un terzo le due camere laterali, finita la giornata scaricare il girato, montarselo e guardarlo dicendo forse dobbiamo rigirare. È un casino". "è una cosa che dà una soddisfazione incredibile, prima o poi imparerò a delegare e fino ad allora resterò magro e un po' smorto, ma il mio aspetto non è importante quanto il prodotto che esce". Nel video Rovazzi è un ladro di talenti degli artisti, la cui essenza come voce e aspetto è custodita dentro un misterioso caveau di cui scopre l'esistenza grazie all'amico e collega Gianni Morandi, suo compagno di pesca, ma in camicia Versace, nella scena iniziale del corto per sancire la continuità con il successo di "Volare". Dopo il furto si scatena una fuga in barca, con Rovazzi inseguito dalla polizia: terminerà in carcere, con un finale inaspettato. Nessun cameo arriva a caso, tutti rispondono ad una logica che è quella di creare sorpresa. "Per me non è importante inserire personaggi, è un piacere se c'è un'amicizia e un rapporto, e poi è un mio stampo, molti dicono che il mio successo è in parte dovuto al fatto che inserisco tanti personaggi dentro i miei video ma non è così: l'idea fa la differenza e anche la qualità"."Ci sono poi un sacco di messaggi: faccio quello che voglio è un controsenso, in Italia tendiamo a fregare il prossimo e tendiamo a fare quello che vogliamo nei nostri interessi e questa è una cosa auto distruttiva: è importante per le nuove generazioni capire che non bisogna comportarsi così ma essere se stessi innanzitutto, pensare al bene comune e riprendere quella resistenza nazionale che abbiamo perso, come diceva Montanelli". La velleità di Fabio Rovazzi, confessa, è fare cinema. "Spero di poter fare un mio film scritto e diretto da me con i dovuti tempi, non domani".

tag

Ti potrebbero interessare

Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

TMNews

Il momento in cui un raid israeliano colpisce edificio sud del Libano

Roma, 13 mar. (askanews) - Immagini di AFPTV mostrano il momento in cui un attacco israeliano colpisce un edificio nel villaggio di Abbasiyeh, nel Sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 773 persone dal 2 marzo, mentre Israele ha promesso che il Libano pagherà un prezzo sempre più caro in termini di danni alle infrastrutture.

TMNews

Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano in visita nel sud del Paese

Roma, 13 mar. (askanews) - Fedeli cristiani dei villaggi del Libano meridionale hanno accolto calorosamente l'arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, pochi giorni dopo la morte del sacerdote Pierre Rai, ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'esercito israeliano.

TMNews