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Roma, i detenuti si prendono cura del verde: ci rendiamo utili

sabato 14 luglio 2018
1' di lettura

Roma, (askanews) - É mattina presto quando vengono prelevati davanti al carcere romano di Rebibbia da un pulmino che li porta al lavoro. Diventano giardinieri per un giorno, il loro compito è occuparsi della manutenzione delle aree verdi capitoline. Il progetto, partito lo scorso marzo dopo un accordo tra Roma Capitale e ministero della Giustizia, punta a favorire il reinserimento socio-lavorativo dei detenuti e dura sei mesi sotto la supervisione della polizia penitenziaria. Ne sono stati coinvolti un centinaio, volontari, esclusi quelli in carcere per mafia o i condannati all'ergastolo, sono in servizio dalle 9 alle 15, cinque giorni a settimana, e anche la città di Roma, con i molti giardini e le aree verdi lasciate incolte e in disordine, ne giova. Claudio Iacobelli, supervisore del progetto: "La mattina si fanno trovare già pronti alle 7.30, pronti per uscire, non solo si sentono utili al progetto, ma più trascorrono tempo fuori, meno ne passano in carcere". Dopo un percorso di formazione preventivo organizzato dal Servizio Giardini di Roma, gli viene rilasciato un attestato che in futuro può essere utile per il reintegro nel mondo del lavoro. Umberto, uno di loro: "Chi lo sa, magari domani qualcuno farà proprio questo per vivere e per restare fuori piuttosto che tornare dentro". Il progetto è partito in via sperimentale al carcere di Rebibbia ma coinvolgerà successivamente anche altri istituti penitenziari.

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