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Francia o Germania: chi guida il tandem in Europa?

sabato 19 maggio 2018
2' di lettura

Mosca, 15 mag - Philippe Pégorier è il presidente della filiale russa del colosso Alstom, ma è anche un nome chiave della comunità francese a Mosca, ex consigliere di Christine Lagarde, nonché un sostenitore delle relazioni tra il business francese e l'associazione Conoscere Eurasia. A lui abbiamo chiesto chi è alla guida del tandem Francia-Germania in Europa. Ecco cosa ci ha risposto: "Tutti lo sanno e non è un segreto: in Unione europea nulla riesce, se la Germania e la Francia non lavorano insieme. A volte davanti al tandem è seduta la Germania, a volte la Francia. Il nostro presidente francese Emmanuel Macron ama molto l'Europa, si sente un vero europeo, di recente ha ricevuto anche il premio Carlo Magno e non è un segreto che in questo momento è un leader forte. Macron vuole più Europa, vuole più integrazione in particolare per l'Eurozona. E per il business è una buona idea, perché sappiamo quanto sia importante questa Unione, è ricchezza, e semplifica la vita a noi imprenditori. Per quanto riguarda i rapporti con la Russia, tutto va insieme con la Germania: Parigi come Berlino hanno grandi interessi in Russia, senza dubbi. La cancelliera Angela Merkel sta per venire a Sochi, per un incontro informale con il presidente Putin. Anche Macron, come sapete verrà al Forum di San Pietroburgo (il 24-26 maggio). Tutto procede insieme. Ma va notato che la Francia e la Russia possono parlare di tutto: hanno entrambi un seggio permanente al Consiglio di sicurezza Onu, hanno entrambe un vero esercito e potenziale nucleare. Con Mosca invece, Berlino ha una cooperazione più grande rispetto a quella che abbiamo noi, ma solo sul fronte economico. Quindi nessuno può sostituire l'altro e abbiamo colloqui di tipo diverso, ma complementare".

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Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

La Road Map promossa da Motore Sanità nel 2025-2026 in nove regioni italiane ha avuto l'obiettivo di raccordare le evidenze emerse nei singoli territori per giungere a una visione unitaria della patologia dalla diagnosi al follow up. "L'ipoparatiroidismo è una malattia eterogenea, molto eterogenea perché abbiamo la causa principale è quella post tiroidectomia. Quindi tutto questo lavoro che si sta facendo a livello di diverse regioni e poi anche il trasferimento a livello nazionale È un lavoro che cerca di identificare proprio i casi che meritano un'attenzione particolare e un trattamento più adeguato".

La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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Washington, 28 apr. (askanews) - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la first lady Melania Trump hanno danno il benvenuto al re Carlo III e alla regina Camilla durante una cerimonia di saluto sul prato Sud della Casa Bianca. I reali sono arrivati lunedì a Washington per una visita di Stato di grande importanza volta a ricucire i rapporti con Donald Trump, in un clima di massima sicurezza in seguito alla sparatoria durante una cena di gala alla quale era presente il presidente degli Stati Uniti.

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Milano, 28 apr. (askanews) - "Le proposte sul campo che anche l'Italia ha messo sul tavolo in questi giorni sono diverse. Da quelle di una deroga generale del Patto che a mio avviso non deve assolutamente essere esclusa. Io ho tentato con determinazione di condividere con i colleghi il fatto che non si tratta solo di rispondere alla crisi ma anche di rispondere con una tempistica adeguata". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rispondendo ad una domanda sul finanziamento delle misure contro il caro-energia, nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto lavoro.

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"Stiamo facendo la valutazione di non operare un taglio in maniera orizzontale" ha aggiunto "l'aumento del gasolio è stato molto più significativo di quello della benzina - benzina mediamente 6% e gasolio mediamente 24% - quindi potrebbe essere un taglio che impatta di più sul gasolio rispetto a quello benzina".

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