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Dati comScore: 38 milioni di italiani in internet a marzo 2018

sabato 19 maggio 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Solo nel mese di marzo 2018 sono stati quasi 38 milioni gli italiani che hanno navigato in internet; di questi oltre 10 milioni lo hanno fatto tramite smartphone e tablet. In termini di tempo speso, il traffico mobile rappresenta il 71% di quello totale. Inoltre, il 50% del tempo speso on line attraverso i dispositivi mobili è intercettato principalmente da Google e Facebook ai quali appartengono le prime 10 app per numero di utilizzatori mensili. Sono i dati fotografati e presentati a Milano da ComScore, società di misurazione cross-piattaforma che rileva audience, brand e comportamento dei consumatori in tutto il mondo. Fabrizio Angelini, Ceo di Sensemakers che rappresenta comScore in Italia. "La cosa positiva che emerge è che c'è ancora un potenziale di sviluppo importante, considerando che la penetrazione di internet oggi è intorno al 67% e che i Paesi digitalmente più evoluti sono almeno 10-15 punti percentuali di penetrazione superiori, quindi c'è ancora un margine di crescita significativo. La componente negativa è che stiamo assistendo a fenomeni di concentrazione sempre più importanti nell'utilizzo della rete e nel tempo speso sulla rete". Con il nuovo Panel iOS (con 2.500 individui attivi) che si aggiunge al Panel Android di 3.200 persone, si possono rilevare le versioni più aggiornate dei 2 sistemi operativi effettuando analisi di affinità tra gli oltre 2,5 milioni di domini ed entità riportati globalmente da comScore, anche per capire quali sono le scelte più ricorrenti e come si compone l'utenza media in Italia. "Se andiamo a vedere i livelli di penetrazione sulle fasce più giovanili di popolazione, ormai siamo prossimi al 100% - continua Angelini - mentre sulle fasce più agé, intorno ai 55 anni, abbiamo un tasso di penetrazione intorno al 38%. Questo dato se confrontato con la Spagna che è al 50% o gli Usa o lo Uk che superano il 70% dà un'indicazione di digital divide rispetto alle diverse generazioni". Se è vero che, secondo i rilevatori americani, le app più usate sugli smartphone sono quelle "a portata di pollice", dai dati di comScore emerge anche che le prime 10 app per penetrazione appartengono appunto ai due player principali, Facebook e Google con la chat Whatsapp e Youtube in testa. Amazon è 11esima, al 15esimo posto Vodafone. La parte da leone la fanno, comunque, i video su Youtube con 9,3 miliardi di filmati visti nel solo mese di gennaio 2018 - l'82% su piattaforme mobile e soprattutto dai giovani tra i 18 e i 24 anni - che, nello stesso periodo, hanno speso circa 14 ore del loro tempo guardando video sulla relativa piattaforma del gruppo Google.

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"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

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