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Legalità e inclusione sociale: le sfide della CSR in Calabria

sabato 19 maggio 2018
3' di lettura

Rende (askanews) - Un nuovo modello economico che ridimensioni la spinta a massimizzare i profitti e rafforzi invece i pilastri dell'etica, della legalità e della inclusione sociale con l'obiettivo di sostenere lo sviluppo di un territorio come la Calabria, ricco sì di potenzialità, ma anche penalizzato da evidenti criticità. E' l'idea sulla quale si sono confrontati a Rende, all'Università della Calabria, imprese, sindacati, realtà del terzo settore e studenti chiamati al confronto dal Salone della CSR e dell'innovazione sociale. Un'idea, un modello, coerente con l'attività e il ruolo di stimolo che l'Università di Rende sta svolgendo sul territorio. "Ed è perfettamente in linea anche con la nuova visione dell'economia, con imprese che non puntano solamente al profitto, ma insieme al giusto profitto guardano anche alle ricadute sociali - dice il Rettore dell'Università della Calabria, Gino Mirocle Crisci - E questo è tanto più importante in una regione complessa come la Calabria dove il livello di disoccupazione, soprattutto giovanile, raggiunge vette incredibili". Ma sono proprio le criticità di alcuni specifici territori a rendere ancora più difficile la realizzazione di questo nuovo modello economico. Per questo, come è emerso nel corso della giornata di lavoro, occorre, come precondizione, sostenere la formazione di una nuova classe dirigente che rompa gli schemi culturali e sociali dell'economia predatoria, "assistita" e "di appartenza" che segna alcune aree del Sud. E l'università, ancora, ricopre al riguardo un ruolo fondamentale. "Credo al ruolo che l'Università può avere per lo sviluppo della Calabria, e cerco di sviluppare nei miei corsi due tipi di culture, la cultura dell'impresa e la cultura della legalità - afferma Matteo Marini, ordinario di Teoria dello sviluppo economico all'Università della Calabria - Queste due cose devono andare insieme e purtroppo, spesso in Calabria così non è. Bisogna rafforzare un valore al quale i giovani calabresi non sono abituati. Qui siamo abituati all'intervento pubblico, allo Stato che si prende cura di creare posti di lavoro: ma i tempi sono cambiati e la cultura di impresa è quindi la prima cosa da istillare nei nostri giovani. La seconda è poi la cultura della legalità; purtroppo spesso da queste parti si coniuga impresa con illegalità, corruzione della pubblica amministrazione per vincere le aste pubbliche. Quindi serve cultura per far capire che la legalità è una precondizione dello sviluppo". E cultura della legalità è anche una concreta azione per il recupero e l'inclusione sociale dei soggetti svantaggiati. Nel corso delle testimonianze portate al confronto organizzato dal Salone della CSR diverse sono state le imprese che hanno raccontato i progetti realizzati a riguardo. "In modo particolare mi preme citare questa iniziativa che da due anni portiamo avanti con il carcere di Vibo Valentia - conferma Francesco Franco, procuratore di Callipo Conserve, che ha presentato un importate progetto di CSR messo in atto dall'azienda calabrese - Sostanzialmente i detenuti vengono assunti direttamente dall'azienda per realizzare l'assemblaggio di diecimila cassette regalo che poi vanno sul mercato. E così si dà loro una seconda possibilità perché crediamo che a tutti vada data: può capitare di sbagliare, ma è giusto creare anche occasioni per reinserire chi ha sbagliato e aiutarli in questo percorso". Il Salone della CSR e dell'innovazione sociale ha organizzato l'incontro di Rende nell'ambito del tour di avvicinamento all'appuntamento nazionale previsto a Milano, in Bocconi, per il 2 e 3 ottobre 2018.

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Ipoparatiroidismo, dalla road map un nuovo modello multidisciplinare

Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

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La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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