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In mostra 74 pezzi della Collezione Agrati, tesoro del Novecento

sabato 19 maggio 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Opere di Andy Warhol e Basquiat, Rauschenberg e Christo, insieme a quelle di alcuni tra i maggiori protagonisti della ricerca artistica italiana, come Lucio Fontana, Piero Manzoni, Mario Schifano, Alberto Burri e Fausto Melotti. È la collezione messa insieme in quarant'anni dagli industriali brianzoli Luigi e Peppino Agrati, una delle più importanti raccolte d'arte del secondo Novecento esistenti in Italia, che per la prima volta viene esposta in pubblico, alle Gallerie d'Italia di piazza della Scala, attraverso una selezione di 74 pezzi, curata da Luca Massimo Barbero. Una mostra che evidenzia l'abilità dei due collezionisti nel riconoscere gli artisti contemporanei prima che diventassero famosi. "Dimostra questa capacità degli Agrati di vivere il loro tempo da imprenditori e allo stesso tempo da grandi collezionisti quindi comperare, vivere, avere rapporti diretti con gli artisti e l'arte contemporanea, uno straordinario viaggio nel tempo. La Lombardia e Milano dagli anni Sessanta in poi e contemporaneamente gli Stati Uniti e New York. Hanno interessi in entrambe le coste dell'oceano, ma vivono il loro tempo comprando e vivendo con gli artisti l'arte contemporanea". Nella testa degli Agrati c'era però anche la volontà di rendere pubblico il loro patrimonio artistico. Per questo nel 2004 la collezione è stata donata, con riserva di usufrutto, a Intesa Sanpaolo. Una banca, sottolinea il direttore Arte e Cultura Michele Coppola, in piena sintonia con questa idea di condivisione: "L'opera d'arte, a differenza di altri possessi, non ti permette di tenerla per te. Un'opera non è mai completamente tua, appartiene alla collettività, al patrimonio dell'umanità e questa è la chiave di volta del progetto cultura della banca e delle Gallerie d'Italia". La mostra "Arte come rivelazione" resterà aperta fino al 19 agosto e l'ingresso, per avvicinare il più possibile il grande pubblico, è gratuito.

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Ipoparatiroidismo, dalla road map un nuovo modello multidisciplinare

Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

La Road Map promossa da Motore Sanità nel 2025-2026 in nove regioni italiane ha avuto l'obiettivo di raccordare le evidenze emerse nei singoli territori per giungere a una visione unitaria della patologia dalla diagnosi al follow up. "L'ipoparatiroidismo è una malattia eterogenea, molto eterogenea perché abbiamo la causa principale è quella post tiroidectomia. Quindi tutto questo lavoro che si sta facendo a livello di diverse regioni e poi anche il trasferimento a livello nazionale È un lavoro che cerca di identificare proprio i casi che meritano un'attenzione particolare e un trattamento più adeguato".

La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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"Per il taglio delle accise stiamo valutando una ulteriore proroga che potrebbe essere più breve di quelle precedenti" ha detto "cerchiamo di tenerci ancorati all'andamento della situazione, ma non abbiamo definito ancora la tempistica precisa delle settimane cui si riferirà".

"Stiamo facendo la valutazione di non operare un taglio in maniera orizzontale" ha aggiunto "l'aumento del gasolio è stato molto più significativo di quello della benzina - benzina mediamente 6% e gasolio mediamente 24% - quindi potrebbe essere un taglio che impatta di più sul gasolio rispetto a quello benzina".

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