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Avion Travel: ripartiamo con "Privè", mantenendo il nostro stile

sabato 19 maggio 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - È un disco con due anime, una più scura e irrazionale e una più chiara e pacifica, "Privè" il primo album di inediti degli Avion Travel dopo 15 anni: 11 brani che segnano una ripartenza per il gruppo, ricongiunto in formazione originale per il Retour del 2014-2017, tre anni per oltre 100 concerti. Dopo oltre 30 anni di carriera hanno ricostruito lo staff operativo degli inizi, con Mario Tronco come produttore artistico e supervisore, oltre che arrangiatore e musicista. È anche il primo disco senza Fausto Mesolella, il chitarrista scomparso nel 2017. "Si chiama Privè perchè consideriamo un privilegio dopo tanti anni poterci riproporre discograficamente e speriamo sia così anche per il pubblico" ha detto il cantante e frontman Peppe Servillo. "Il disco comincia con una canzone che dice 'a me gli occhi per favore' è come dire vi chiediamo un po' di attenzione per una cosa di 38 minuti che può essere un piacere ascoltare con un po' di attenzione e pazienza" ha detto il sassofonista e clarinettista Peppe D'Argenzio. Il mondo della musica è cambiato nel corso di questi anni. "Abbiamo cercato di confrontarci con quello che ci circonda mantenendo fede a un'idea di stile che seguiamo da sempre, frutto delle nostre individualità messe insieme. Molto spesso nelle canzoni del disco richiamiamo la necessità di ridare valore alla parola, che in un mondo carico di immagini si è svuotata spesso di senso: la parola invece obbliga ad una responsabilità verso chi ci ascolta e noi cerchiamo di fare anche questo". Quattro canzoni sono state per la prima volta eseguite e interpretate dagli Avion Travel ma erano state scritte e suonate per/da altri artisti: Patty Pravo, Fiorella Mannoia, Musica Nuda. La scrittura e la scelta dei brani è cominciata durante il Retour insieme a Fausto Mesolella: la sua scomparsa è stato un grande dolore per tutto il gruppo. "Ci sono 4 canzoni scritte da Fausto, in una suona, e questo ha fatto cambiare il nostro percorso, sono rinati degli Avion Travel diversi ma è un grande merito di riconoscenza che gli dovevamo, la musica ti può permettere di elaborare un dolore in chiave piacevole e bella". Il disco è un invito all'esibizione dal vivo: gli Avion Travel stanno lavorando al nuovo spettacolo live per un tour che ricomincerà dall Auditorium Fondazione Cariplo di Milano il 16 giugno dove riproporranno tutto il repertorio oltre al nuovo disco. "È un momento della verità, di teatro, in cui il pubblico ti restituisce in modo diretto e chiaro il senso del tuo lavoro, è fatto di persone, non è un'identità astratta che corre sul Web, è una persona che hai di fronte e ti guarda negli occhi". "Abbiamo la modestia di pensare che il disco possa piacere a chiunque, quindi di trovare un pubblico, è un curiosità che ci pone diverse domande interessanti".

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Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

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La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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