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Il pop senza tempo di Andrea Bocelli nel nuovo album Sì

sabato 20 ottobre 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Padre e figlio due voci che si uniscono e creano una magia. Per la presentazione di Sì, il nuovo album di Andrea Bocelli composto da 16 inediti che esce il prossimo 26 ottobre, il tenore si è esibito con il figlio Matteo. Fall On Me è il primo duetto che vede fianco a fianco Andrea e il suo secondogenito e farà da colonna sonora al film Disney Lo Schiaccianoci, ma per l'album, intimo e familiare che assomiglia molto al suo interprete e ne rispecchia la sensibilità, il cantante ha voluto coinvolgere tutta la famiglia. "Li ho messi tutti a lavorare, c'è Matteo che canta un duetto importante, una delle canzoni più promettenti, poi visto che Amos si è recentemente diplomato in pianoforte gli ho detto fai qualcosa anche te, suona, e con lui ho registrato alcuni brani dell'album, poi ho fatto cantare Veronica" Sempre impegnato nel sociale con la sua Fondazione, Bocelli ha scelto brani che veicolino dei valori positivi: per fornire strumenti costruttivi, per la vita, per il bene, e mai per il suo contrario. "Quando si deve trovare il titolo a un album è sempre difficile, tutte le mattine mi arrivavano delle proposte, dalla casa discografica, dai miei amici, dai famigliari. Un giorno mi ha chiamato Amos, il mio primogenito è mi ha detto: dovresti chiamare questo album Sì e io ci ho pensato e ho detto Sì. Perchè è la parola di cui oggi c'è più bisogno. Sì mi è sembrata proprio la parola giusta, bella, che suona bene, funzionale, poetica e che allarga il cuore". Un disco a cui partecipano anche stelle della musica mondiale come Ed Sheeran, Dua Lipa, Josh Groban e Tiziano Ferro. Il grande tenore torna alla pubblicazione di testi originali a distanza di 14 anni da "Andrea". Con oltre 85 milioni di copie vendute in tutto il mondo, Bocelli sì dice contento per quello che ha fatto e mantiene il suo inguaribile ottimismo. "So che parlo fuori dal coro, ma d'altra parte sono un solista, ma io credo e sono convinto che il mondo vada sempre avanti e vada sempre meglio, che sia meglio di ieri e domani sarà meglio di oggi". Un lavoro che si annuncia un successo e che mescola sapientemente pezzi classici, atmosfere più moderne e melodie romantiche per un pop senza tempo che arriva al cuore.

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Migliaia di soldati americani e filippini, affiancati per la prima volta da un contingente significativo di forze giapponesi, hanno dato inizio lunedì alle esercitazioni militari annuali, che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Le esercitazioni prevedono simulazioni a fuoco vivo nel nord delle Filippine, di fronte allo Stretto di Taiwan, e in una provincia al largo del Mar Cinese Meridionale, area contesa dove le forze filippine e cinesi si sono scontrate ripetutamente. In una delle esercitazioni, l'esercito giapponese, che contribuisce con circa 1.400 uomini, utilizzerà un missile da crociera Type 88 per affondare un dragamine risalente alla Seconda Guerra Mondiale al largo della costa settentrionale dell'isola di Luzon.

Oltre 17.000 soldati, aviatori e marinai partecipano alle esercitazioni Balikatan, o "Spalla a Spalla", della durata di 19 giorni, un numero pressoché identico a quello dell'edizione dello scorso anno, inclusi contingenti provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Francia e Canada. Le esercitazioni Balikatan si svolgono mentre Iran e Stati Uniti, insieme a Israele, si avviano alla fine del cessate il fuoco di due settimane che ha posto fine alla guerra in Medio Oriente, scatenata dagli attacchi a sorpresa israelo-americani contro la Repubblica islamica.

"Indipendentemente dalle sfide in altre parti del mondo, l'attenzione degli Stati Uniti sull'Indo-Pacifico e il nostro incrollabile impegno nei confronti delle Filippine rimangono immutabili", ha dichiarato il tenente generale statunitense Christian Wortman durante la cerimonia di apertura di lunedì. Senza fornire cifre precise, Wortman, comandante del Corpo di Spedizione dei Marines, ha poi comunicato ai giornalisti che circa 10.000 militari statunitensi prenderanno parte alle esercitazioni.

Il capo di stato maggiore delle forze armate filippine, il generale Romeo Brawner, ha aggiunto che l'ammiraglio Samuel Paparo, comandante del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, gli aveva assicurato allo scoppio della guerra che l'esercitazione Balikatan di quest'anno sarebbe stata "la più grande di sempre". Tra le armi di ultima generazione che si prevede verranno utilizzate c'è il sistema missilistico statunitense Typhon, presente nell'arcipelago dal 2024, anno in cui le forze statunitensi in visita lo lasciarono, provocando l'indignazione di Pechino. "Prevediamo che verrà impiegato in qualche modo durante l'esercitazione", ha dichiarato Wortman.

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