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Maria Lai da M77, panoramica sul lavoro di una protagonista

sabato 20 ottobre 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Un lavoro artistico importante che è stato riscoperto negli ultimi anni e ora rappresenta uno dei percorsi più rilevanti nella recente storia dell'arte italiana. Maria Lai, l'artista sarda scomparsa nel 2013, è la protagonista di una mostra ampia ed emozionante nella galleria milanese M77, diretta da Giuseppe Lezzi, che così ci ha raccontato il progetto. "La mostra - ha detto ad askanews - è nata quasi per gioco, nel senso che non volevamo fare una mostra, perché probabilmente non ce n'era bisogno, e all'inizio avevamo pensato di presentare un libro. Poi a mano a mano che passavano i giorni, le cose che leggevo su Maria Lai mi hanno spinto ad approfondire ancora un po' di più, così i quadri da dieci sono diventati venti, poi trenta e poi quaranta, e quindi è venuta fuori questa mostra che dimostra che Maria Lai non è solo ago e filo, ma, dal 1945-46, in poi era un disegnatrice straordinaria e lo prova questa parete internamente dedicata a disegni che vanno dal 1949 al 1975". La mostra, intitolata come il libro "A proposito di Maria Lai", ha un respiro museale, e anche gli spazi di via Mecenate consentono questo tipo di approccio, e soprattutto ha una vocazione di racconto a tutto tondo sul lavoro di Lai. "Abbiamo cercato di fare vedere - ha aggiunto Lezzi - quasi tutta la sua produzione, anche quella scultorea, con delle pietre, perché lei è stata anche una scultrice, poi ovviamente ci sono i suoi cavalli di battaglia, che sono i telai, i lenzuoli, le geografie, ci sono soprattutto i presepi. È una mostra a 360 gradi che anticipa di un anno quella che ci sarà al MAXXI di Roma per il centenario". L'emozione per lo spettatore è intensa in tutto il percorso espositivo, che resta aperto al pubblico milanese fino al 7 novembre.

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Manovre nelle Filippine evidenziano priorità Usa in Asia

Manila, 2 mag. (askanews) - Le manovre Balikatan nelle Filippine evidenziano priorità americane in Asia. Le forze statunitensi mostrano un sistema missilistico antinave NMESIS installato nella provincia più settentrionale delle Filippine, Batanes, vicino alle acque che separano il Paese da Taiwan, durante le esercitazioni militari annuali "Balikatan", che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Lunedì la Cina ha criticato duramente le esercitazioni congiunte, affermando che Stati Uniti d'America, Giappone e Filippine stavano "giocando con il fuoco".

Migliaia di soldati americani e filippini, affiancati per la prima volta da un contingente significativo di forze giapponesi, hanno dato inizio lunedì alle esercitazioni militari annuali, che si svolgono sullo sfondo della guerra in Medio Oriente. Le esercitazioni prevedono simulazioni a fuoco vivo nel nord delle Filippine, di fronte allo Stretto di Taiwan, e in una provincia al largo del Mar Cinese Meridionale, area contesa dove le forze filippine e cinesi si sono scontrate ripetutamente. In una delle esercitazioni, l'esercito giapponese, che contribuisce con circa 1.400 uomini, utilizzerà un missile da crociera Type 88 per affondare un dragamine risalente alla Seconda Guerra Mondiale al largo della costa settentrionale dell'isola di Luzon.

Oltre 17.000 soldati, aviatori e marinai partecipano alle esercitazioni Balikatan, o "Spalla a Spalla", della durata di 19 giorni, un numero pressoché identico a quello dell'edizione dello scorso anno, inclusi contingenti provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Francia e Canada. Le esercitazioni Balikatan si svolgono mentre Iran e Stati Uniti, insieme a Israele, si avviano alla fine del cessate il fuoco di due settimane che ha posto fine alla guerra in Medio Oriente, scatenata dagli attacchi a sorpresa israelo-americani contro la Repubblica islamica.

"Indipendentemente dalle sfide in altre parti del mondo, l'attenzione degli Stati Uniti sull'Indo-Pacifico e il nostro incrollabile impegno nei confronti delle Filippine rimangono immutabili", ha dichiarato il tenente generale statunitense Christian Wortman durante la cerimonia di apertura di lunedì. Senza fornire cifre precise, Wortman, comandante del Corpo di Spedizione dei Marines, ha poi comunicato ai giornalisti che circa 10.000 militari statunitensi prenderanno parte alle esercitazioni.

Il capo di stato maggiore delle forze armate filippine, il generale Romeo Brawner, ha aggiunto che l'ammiraglio Samuel Paparo, comandante del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, gli aveva assicurato allo scoppio della guerra che l'esercitazione Balikatan di quest'anno sarebbe stata "la più grande di sempre". Tra le armi di ultima generazione che si prevede verranno utilizzate c'è il sistema missilistico statunitense Typhon, presente nell'arcipelago dal 2024, anno in cui le forze statunitensi in visita lo lasciarono, provocando l'indignazione di Pechino. "Prevediamo che verrà impiegato in qualche modo durante l'esercitazione", ha dichiarato Wortman.

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