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La violenza e l'estasi, il Barocco infinito da Caravaggio a oggi

sabato 20 ottobre 2018
3' di lettura

Milano (askanews) - Il punto di partenza è l'idea di Walter Benjamin che con il Barocco si inauguri la modernità. il punto d'arrivo, se mai un approdo esiste, è un percorso per larghi tratti vertiginoso che unisce Caravaggio e Pierre Huyghe, Rubens e Berlinde De Bruyckere. Stiamo parlando della nuova mostra di Fondazione Prada a Milano, "Sanguine - Luc Tuymans on Baroque", nella quale il pittore belga, uno dei più importanti dei nostri tempi, veste i panni anche del curatore per allestire una rappresentazione dell'idea di Barocco aggiornata, in modi spesso brutali, agli ultimi quattro secoli. "L'elemento che si ritrova in molti Paesi e in molte opere, soprattutto dell'arte occidentale - ha spiegato Tuymans ad askanews - è l'elemento della violenza, in questo caso combinata con la tenerezza e l'estasi in un certo senso. E poi c'è un senso di confusione, di illusione di fronte alla realtà, che è un aspetto che si adatta anche ai tempi che stiamo vivendo. Ma quello che è più importante ricordare è che il barocco è una struttura molto flessibile, che può abbracciare quasi tutto, dalla musica alla scultura, dall'architettura alla pittura e alle stampe. E' una forza che procede oltre la razionalità". Al centro della mostra, con una forza drammaticamente grottesca, l'installazione del 2008 "Fucking Hell" di Jake e Dinos Chapman, una serie di plastici con 60mila soldatini mostruosi che subiscono o praticano ogni tipo di violenza in una sorta di inferno post nazista. Un oggetto artistico imponente e sovraccarico, ripugnante e magnetico, in questo senso perfettamente barocco, viene da dire. Circondato poi da dipinti secenteschi, tra cui anche il "Fanciullo morso da un ramarro" del Caravaggio, che costruiscono una sorta di quinta, ridondante al punto giusto. Secondo Tuymans, riflettendo sul Barocco, l'arte e la cultura si assumono anche il compito di combattere una battaglia contro la stupidità e, soprattutto, contro l'oblio. "Non si deve sottovalutare né sopravvalutare il proprio pubblico - ha aggiunto l'artista - bisogna dare loro l'opportunità di guardare e di avere una esperienza visuale personale, perché la diversità in tutto questo è un elemento importante. Ma la cultura è il collante che ci tiene uniti, non bisogna mai dimenticarlo". In mostra, lungo la galleria Nord e tutto il Podium della Fondazione Prada ci si può imbattere nella figura della vittima, sotto forma del Cristo morto di Rubens o della ragazzina senza vita di Marlene Dumas, o ancora dei cavalli della De Bruyckere e perfino del Golia di Caravaggio. Ma ci sono anche le suggestioni monumentali di Mark Manders o il grottesco di Roberto Cuoghi. E la sensazione è che Tuymans abbia voluto firmare una mostra anche politica. "Non esiste un'opera d'arte che nasca già con un contenuto politico - ci ha però replicato il pittore belga -. Può assumere una valenza politica in certi specifici momenti storici, ma questa è una cosa diversa. E questo è anche il privilegio dell'arte". Alla fine, come nella video installazione di Bruce Nauman, ogni cosa ci appare duplice, tanto positiva quanto negativa, tanto chiara quanto oscura. Così da poter dire, fedeli alla convinzione che la cultura serva a fare domande anziché a dare risposte, che almeno questa missione è compiuta. La mostra "Sanguine" resta aperta al pubblico in Largo Isarco fino al 25 febbraio 2019.

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