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Sequestro record di eroina in un container al porto di Genova

sabato 10 novembre 2018
1' di lettura

Genova (askanews) - Un sequestro di eroina da record. Ben 270 chilogrammi, il carico più importante negli ultimi venti anni. La droga è stata trovata dalla polizia nel Porto di Genova. Al termine di una indagine coordinata dalla direzione investigativa antimafia, l'eroina è stata individuata il 17 ottobre scorso all interno di un container sbarcato da una nave cargo iraniana, partita dal porto di Bandar Abbas alla volta della Turchia e dell Europa, toccando i porti di Amburgo, Valencia e Genova. Una volta recuperata la droga, per risalire alla filiera del traffico di stupefacenti, è stata organizzata una consegna controllata transnazionale. Il materiale è stato quindi caricato su un tir che è stato pedinato discretamente fino in Olanda. Dopo un viaggio di tre giorni, il 2 novembre il tir è arrivato a destinazione: in un magazzino, apparentemente in disuso, dove la polizia ha fatto irruzione arrestando i presenti.

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Musicalmente, il singolo si ispira al classic rock, con un giro di chitarra profondo e armonioso che amplifica l'intensità emotiva del testo, creando un'esperienza sonora avvolgente e coinvolgente.

Come spiegano gli stessi biovoid, il brano cattura un sentimento di distanza e vicinanza allo stesso tempo: il titolo "A Little Bit" non indica un tempo limitato, ma simboleggia un legame eterno e indelebile, un filo invisibile che continua a unire e accompagnare anche nella distanza e nell'assenza.

biovoid è un progetto musicale italiano nato nel novembre 2017 dall'unione di Massimiliano Guida (voce) e Domenico Giordano (chitarra e basso), insieme ad Adriano Giordano, coinvolto nella fase iniziale del progetto. Fin dagli esordi, la visione dei biovoid è stata quella di fondere linguaggi musicali differenti, dando vita a un sound personale e non riconducibile a un unico genere, capace di muoversi tra atmosfere più intime e approcci elettronici e sperimentali.

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Rispondendo a Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, la premier ha ricordato come "la tentazione di esportare la democrazia, il modello valoriale occidentale, basato sulla libertà e sul rispetto della dignità umana con la forza è da molti anni argomento di dibattito".

"E' un dilemma particolarmente complesso, però è un dilemma ancora più complesso capire come sia possibile che alcuni sposino l'una e l'altra tesi con la stessa convinzione in modo altalenante e con una disinvoltura sorprendente", ha aggiunto Meloni citando i deputati Pd Braga e De Luca che dicevano che la democrazia non si esporta con le bombe. "Scusate, ma si può dire viva gli americani quando liberano l'Europa dal nazifascismo, ma non agli americani che liberano dalle dittatura altri popoli e in altre parti del mondo?", ha chiesto la premier ricordando "i bombardamenti degli Stati Uniti di Bill Clinton alla Serbia, per fermare i massacri di civili in Kosovo, con la partecipazione italiana senza passare dal parlamento dalla Repubblica italiana". "Non condivido questo strabismo", ha chiosato la premier.

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Macron: le capacità militari dell'Iran danneggiate ma non sono a zero

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In Libano 634 morti e 126mila sfollati da inizio conflitto Iran

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