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Guidoni (Ania): formare e informare parole chiave nostra attività

sabato 9 giugno 2018
1' di lettura

Roma, (askanews) - "Noi riteniamo che il settore assicurativo abbia un ruolo all'interno del Paese che è quello di dare valore sociale alle parole chiave della nostra attività: fare prevenzione, perché fare prevenzione e sensibilizzare sulla cura, sull'accertamento delle patologie, fare prevenzione significa formare e informare chi si mette sulla strada a seguire delle regole corrette, prevenzione significa dare indicazione ai cittadini su come si devono comportare in caso di una catastrofe naturale". Lo ha detto Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania, a margine di una conferenza stampa a Roma. "Tutto questo guida la nostra attività e tutto questo lo facciamo cercando di associare la nostra competenza che riguarda il campo assicurativo con la competenza di soggetti importanti che operano nel settore della salute, come operatori di polizia, carabinieri, che operano nell'ambito della prevenzione dei sismi come è il Cnr o l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Questa è la nostra ottica, questo è il nostro modello che ha funzionato molto per la sicurezza stradale, siamo convinti che possa funzionare anche nella altre attività con cui ci stiamo cimentando da circa un anno e mezzo", ha sottolineato.

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"Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell'Assemblea Costituente - ha ricordato il capo dello Stato - tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica. Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri".

"Al contrario - ha sottolineato Mattarella - si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti. La fecondità della stagione costituente la abbiamo misurata nella salute delle istituzioni repubblicane: né rivoluzione in corso tradita né rivoluzione annunciata, come pure qualcuno presumeva di prefigurare, bensì sapiente indirizzo dell'equilibrio tra i diritti dei cittadini e quelli della comunità".

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Una dichiarazione che arriva in seguito a una disputa tra Varsavia e Kiev, scatenata dalla decisione di Volodymyr Zelensky di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), a un'organizzazione nazionalista fondata nel 1942 che la Polonia ritiene responsabile della morte di oltre 100.000 polacchi. In risposta, la scorsa settimana Karol Nawrocki, capo dell'Istituto polacco per la memoria nazionale, ha annunciato la revoca della più alta onorificenza del Paese, l'Ordine dell'Aquila Bianca, precedentemente conferita a Zelensky.

"Ricordate, tutti voi - senza eccezioni - miei compatrioti in Polonia, i vostri, Yulia, in Ucraina, e i nostri amici in Europa: possiamo costruire il futuro solo sulla verità, sul rispetto reciproco e sulla comprensione della storia", ha affermato Tusk, rivolgendosi direttamente alla premier ucraina, Yulia Svyrydenko, che ha guidato la delegazione in assenza di Volodymyr Zelensky, la cui partecipazione era stata annunciata prima delle recenti tensioni diplomatiche.

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È stato un momento cruciale, con i giovani kenioti che hanno ignorato le tradizionali divisioni etniche, e il 25 giugno è diventato una giornata annuale di protesta, mentre la frustrazione nei confronti del governo del presidente William Ruto continua.

Ma hanno pagato un prezzo altissimo: almeno 127 persone sono state uccise nei due anni di proteste, secondo un organismo di controllo della polizia, poiché le forze di sicurezza hanno sparato sulla folla con quasi totale impunità. Giovedì la polizia non ha voluto correre rischi, con una serie di posti di blocco che hanno bloccato il traffico sulle principali arterie stradali intorno a Nairobi, e scuole e attività commerciali chiuse.

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