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Mister Amarone e il successo della Ferrari dei rossi italiani

sabato 9 giugno 2018
3' di lettura

Milano (askanews) - Quando parla del suo Amarone è trasportato da un amore paterno. Ne racconta il primo incontro segnato da quel profumo intenso e carico di storia che arriva dritto all'olfatto, ne esalta le virtù con la consapevolezza del percorso, talvolta faticoso, che lo ha portato sulla vetta dei rossi italiani più apprezzati al mondo. Sandro Boscaini è il presidente di Federvini e della cantina agricola Masi. Ma al di là delle cariche istituzionali è Mister Amarone, come il titolo del libro, edito da Mondadori Electa e scritto dalla giornalista inglese Kate Singleton, che racconta la storia di questo imprenditore legata necessariamente al territorio della Valpolicella e alla tradizione millenaria della sua viticultura. "Un percorso difficile nella fase di start up ma veloce poi nello scenario mondiale perchè è il vino che rappresenta più di qualunque altro in Italia le caratteristiche nostre identificate in una frase: un vino moderno dal cuore antico". L'ambiente in cui l'Amarone nasce insieme al lavoro di sei generazioni di Boscaini sono i comprimari di questo libro. La storia delle sue vigne unita al racconto di quella fase, cruciale quanto delicata, dell'appassimento delle uve, ne tratteggiano il carattere: "Tutto questo crea qualcosa di particolare che va nel verso di quello che il consumatore nel mondo cerca oggi: l'autenticità e nel caso specifico anche la peculiarità. Se a questo aggiungiamo un'altra caratteristica quella di essere un vino pieno, ricco e allo stesso tempo molto cordiale. Creiamo una dimensione che fa sì che questo vino rimanga nella memoria e sia utilizzato con piacere". Da presenza consueta sulle tavole locali alla conquista dei principali mercati mondiali, la parabola dell'Amarone lo ha portato di diritto nel pantheon dei vini di lusso, esclusivo e di prestigio: "Il prestigio qui c'è ed è quello del recupero storico come si fa per un'opera di archeologia presentata in forma moderna. Mantenendo questa doppia faccia, una storicità moderna e il prestigio fa si che abbia i connotati del lusso. Quando? Non quando si compra l'Amarone da ultimo scaffale del supermercato ma quando si cerca un vino che abbia tutte le caratteristiche di essere un grande vino". La capacità di Boscaini di unire la passione alla lungimiranza dell'imprenditore ha fatto sì che Masi agricola fosse la prima cantina italiana a sbarcare in Borsa nel 2015. "Da sempre si è ritenuto che vino e borsa, o comunque finanza, fossero sinonimo di acquansanta e diavolo. Non può essere così perchè il settore dell'enologia, del vino, ha bisogno e ha sete di finanza. Non è più sufficiente aver ereditato un vigneto dal papà o dal nonno o come nel caso nostro da sei generazioni c'è bisogno di vera collaborazione con la finanza. Bisogna guardarsi negli occhi con la finanza con cui si colloquia far capire che ci sono dei beni tangibili, per cui non c'è pericolo nel mondo del vino, quello serio, non ci deve essere però l'attesa del mordi e fuggi o del guadagno facile o veloce". Il 2017 è stato un anno difficile, segnato inizialmente da avverse condizioni meteo che hanno ridotto le quantità prodotte. Tuttavia il freddo secco dell'inverno ha fatto sì che il vino, per quanto sia ancora prematuro da dire, sia "sicuramente molto buono" a giudizio di Boscaini, che rivendica nella storia di questo rosso la chiave del suo successo: "Il segreto del successo è la sua originalità, il fatto di essere un gigante gentile come è stato definito e il segreto sta nel fatto che è qualcosa di nuovo pur essendo così antico, un proposta nuova in un mondo che molto spesso fa copie delle copie noi portiamo un originale fuori serie, è la Ferrari del vino italiano".

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Nuove soluzioni per aiutare la ricerca onco-ematologica

Milano, 25 giu. (askanews) - Una missione che si traduce in termini concreti, in investimenti costanti e continui per la salute delle persone. Johnson & Johnson è da oltre trent'anni in primissima linea in ricerca e sviluppo, con strategie volte a sviluppare nuove soluzioni per patologie gravi, come quelle relative all'onco-ematologia, tumori genito-urinari e tumori solidi come quello del polmone. Una delle patologie più diffuse che si sta cercando oggi di trattare con metodi innovativi e terapie target. "Il tumore del polmone oggi ha tante distinte patologie in una, che sono valutate attraverso il profilo biomolecolare. Per ogni sottodivisione abbiamo delle cure differenti, quindi non si può parlare di una aspettativa di vita unica, ma di tante aspettative diverse di vita, a seconda del sottotipo di tumore del polmone. Grazie all'avanzamento tecnologico e farmaceutico, oggi si riesce a parlare di una reale cronicizzazione, per una percentuale di pazienti che è al di sopra del 50%" ha dichiarato Diego Cortinovis, direttore di Oncologia Medica della Fondazione IRCCS di San Gerardo dei Tintori (Monza).

Tra i tumori dell'apparato genito-urinario, le novità riguardano il trattamento del carcinoma uroteliale e prostatico. Con passi avanti enormi, grazie a ricerca e sviluppo, rispetto agli ultimi vent'anni.

"Il trattamento del tumore della prostata è stato completamente rivoluzionato nel corso degli ultimi anni, principalmente grazie all'utilizzo di terapie innovative che spesso vengono somministrate simultaneamente, allo scopo di migliorare i tassi di cura dei nostri pazienti. E' sempre molto importante considerare che il tumore della prostata è una patologia estremamente eterogenea, che alcune volte addirittura non merita neanche di essere trattata, almeno inizialmente. Abbiamo capito che la biologia, essendo eterogenea, merita trattamenti differenti. In alcuni pazienti un trattamento intensificato è ciò che fa la differenza, in altri anche l'osservazione può essere molto importante, se la malattia lo permette, per garantire una qualità di vita opportuna e idonea" ha aggiunto Alberto Briganti, Professore Ordinario di Urologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Un percorso ancora lungo e difficile, che Johnson & Johnson porta avanti con costanza. A riprova di questo, gli oltre 50 abstract presentati dall'azienda ai prestigiosi congressi dell'American Society of Clinical Oncology e della European Hematology Association. Un impegno solido e continuo al servizio delle persone in difficoltà.

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Futuro Nazionale protesta sotto sede Rai contro la censura al partito

Roma, 25 giu. (askanews) - Al grido di "Generale" e tenendo striscioni con le scritte "Il futuro non si oscura" e "La Tv di Stato è di tutti", un piccolo presidio di "vannacciani" e simpatizzanti ha protestato sotto gli uffici della Rai in Via Alessandro Severo (davanti alla Cristoforo Colombo) a Roma.

"Un semplice presidio sotto gli uffici della Rai - ha scritto in una nota il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Rossano Sasso - si è trasformato in una vera e propria manifestazione di protesta contro la censura operata dalla televisione di Stato nei confronti di Futuro Nazionale".

Secondo Sasso, "sono mesi che oscurano un partito che ha 112.000 iscritti, 8 deputati, centinaia di consiglieri comunali in tutta la Nazione".

"Abbiamo denunciato la censura della Rai e la mancanza di pluralismo dell'informazione pubblica nel giorno in cui a Montecitorio si celebra l'ottantesimo anniversario della prima seduta dell'assemblea costituente, crediamo che il bavaglio messo al Generale Vannacci e a tutti noi non sia degno di un Paese democratico e il Governo è il principale responsabile di tutto questo", ha aggiunto.

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Tor Bella Monaca, un progetto per superare i pregiudizi

Roma, 25 giu. (askanews) - Dal percorso di co-progettazione del progetto BELLA - Fateci Spazio è emerso come Tor Bella Monaca sia un quartiere di cui molti parlano, ma che pochi conoscono davvero. Anche chi lo abita non sempre è consapevole delle risorse, delle opportunità e delle realtà che il territorio offre.

Per contribuire a superare i pregiudizi che ancora lo circondano, è stata ideata un'azione che utilizza le cartoline, simbolo del viaggio e della scoperta. Attraverso una cartolina si racconta un luogo e si crea una connessione tra persone che vivono nella stessa città, ma che spesso non si incontrano.

Le parole di Claudia Bernabucci, Presidente dell'Associazione Cubo Libro: "Progetti come Bella cercano di raccontare, insieme a tante altre iniziative, un altro volto, quello vero, quello vissuto realmente e non da cronaca delle periferie. Noi stiamo crescendo un sistema fatto di etichette e stereotipi che diamo sui luoghi senza renderci conto dell'impatto che questi hanno sulle persone e magari i bambini, le bambine, le ragazze, le ragazze che crescono in quei luoghi. I luoghi di periferia sono molto spesso i luoghi in cui il sistema concentra categorie di descrizioni come il disagio, come lo spaccio, come la povertà. Ma sono in realtà luoghi ricchi di complessità dove il numero delle persone amplifica il numero delle possibilità e delle storie che contengono."

L'obiettivo è avvicinare Tor Bella Monaca al resto di Roma, favorendo una conoscenza più autentica del quartiere.

L'intervista a Maria Sole Piccioli, responsabile Education ActionAid: "Portiamo delle cartoline che ritraggono Tor Bella Monaca ma come se fosse un vero e proprio posto turistico. Le cartoline sono state realizzate insieme a bambini e bambine delle scuole di Tor Bella Monaca proprio per lanciare un messaggio diverso: la periferia non è un luogo di disagio, di povertà e di spaccio o quantomeno non è solo quello ma è un luogo vivo pieno di speranza."

In occasione del 24 giugno, Giornata Nazionale delle Periferie Urbane, un gruppo di giovani ha distribuito le cartoline nelle fermate più frequentate della Linea C, invitando i passanti a scoprire il quartiere oltre gli stereotipi.

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Aurora Quattrocchi: ci siamo fatti fregare il nostro cinema

Roma, 25 giu. (askanews) - Un appello ad aprire le sale cinematografiche. E un sogno nel cassetto: fare un musical. Da Mary per sempre fino a "Gioia mia". Una carriera sul set. I riconoscimenti, dal David di Donatello al Pardo di Locarno, sono forse arrivati tardi. Ma per Aurora Quattrocchi, per tutti Rori, palermitana di 83 anni, che ha appena vinto il David di Donatello come miglior attrice per "Gioia mia", il tempo non conta. "E' stato giusto tutto ciò che ci accade, nel momento in cui ci accade. Le cose accadono quando devono accadere. Se sei partecipe della tua meravigliosa vita, se vivi insieme a lei quello che vuoi arriva sempre".

L'attrice è stata intervistata in occasione del Marefestival a Salina, dove ha ricevuto il Premio Troisi. Cosa direbbe Rori al cinema italiano? "Prima di tutto di riaprire le sale, non è vero che la gente non ci vuole andare più. Le sale cinematografiche devono essere belle grandi, i biglietti non devono essere numerati. È un orrore. La vogliamo finire?". "Il nostro cinema italiano, ma come ce lo siamo fatti fottere. Avremmo potuto fare scuola a tutto il mondo. Abbiamo avuto geni, di attori, registi sale cinematografiche tutte chiuse".

Aurora Quattrocchi ha ancora un sogno nel cassetto: "Fare un bel musical, io amo cantare molto e ho sempre cantato... ma ormai, una nonna che fa il musical ce la risparmiamo".

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