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Emdr, risorsa per la salute mentale nella società contemporanea

sabato 9 giugno 2018
3' di lettura

Milano (askanews) - Dai femminicidi alle violenze domestiche, dagli abusi sui minori ai casi di bullismo, dagli attacchi terroristici alle catastrofi naturali. Siamo quotidianamente bombardati da notizie di eventi drammatici che per chi li vive in prima persona costituiscono traumi spesso insolubili, ferite profonde con cui fare i conti nella vita di tutti i giorni. Proprio alla cura di queste ferite della psiche si dedica Isabel Fernandez, psicologa e psicoterapeuta, che lavora con il metodo Emdr, una risorsa per la salute mentale nella società contemporanea. L'abbiamo incontrata nella sua casa milanese, dove le abbiamo chiesto prima di tutto cosa fosse un trauma: "Il trauma psicologico è una ferita del sè dell'anima, e anche dell'equilibrio di una persona che viene in qualche modo interrotto da un evento minaccioso per la persona, per il suo mondo e per il suo modo di funzionare. Nei disastri collettivi è tutta la comunità che viene ferita e ovviamente poi tutta la comunità sviluppa delle reazioni da stress importanti". Di fronte a queste situazioni l'individuo ha reazioni automatiche che hanno a che fare con funzioni vitali, quelle che ci inducono a scappare o ad affrontare, o ancora a pietrificarci davanti a un evento. Ma spesso le reazioni non si esauriscono nell'immediato: "Dopo qualche giorno, qualche settimana ci sono anche altre reazioni per esempio rimane sempre l'immagine davanti, si fa fatica a dormire, si tende ad evitare alcune situazioni che possono riattivare le sensazioni. Tutte queste reazioni molte volte rimangono croniche e a quel punto è importantissimo poter intervenire". Ed è a questo punto che la dottoressa Fernandez interviene con l'applicazione del metodo Emdr, una terapia nata negli Stati Uniti circa 30 anni fa: "Emdr sta per eye movement desensitization and reprocessing che vuol dire desensibilizzazione del ricordo dell'evento traumatico e la rielaborazione in modo da favorire una crescita post traumatica". Tante volte, a evento finito, la mente torna a quei momenti riproponendo reazioni a situazioni di pericolo che appartengono al passato da un punto di vista temporale ma che l'individuo vive ancora come presenti. Perchè quello che disturba è proprio il ricordo dell'evento ed è su quello che interviene la terapia Emdr: "Francine Shapiro, che è l'autrice di questa terapia, quello che ha fatto è stato andare a stimolare il sistema di elaborazione delle informazioni con i movimenti oculari che sono gli stessi movimenti che noi abbiamo durante la fase rem del sono e quindi si basa sul nostro meccanismo innato e che funziona sempre". Per Isabel Fernandez, che è presidente dell'associazione italiana ed europea di Emdr, gli ambiti di applicazione di questo metodo sono estremamente ampli: "Lavoriamo molto in emergenza come disastri collettivi, abbiamo lavorato negli ultimi 4 terremoti in Italia. Quindi abbiamo lavorato moltissimo anche con varie comunità che hanno avuto valanghe o in situazioni molto pesanti come attacchi terroristici e così via. Si lavora molto con donne vittime di violenza, con bambini che hanno assistito a violenze o vittime di abusi e poi con pazienti con diversi disturbi". Negli ultimi 20 anni in Italia sono stati formati più di 15mila psicoterapeuti che lavorano negli ambiti più diversi, incluse forze dell'ordine, polizia di stato, guardia di finanza, protezione civile e operatori sanitari, esposti a scene o situazioni che vanno oltre una loro soglia di tolleranza. A livello europeo, invece, l'associazione conta più di 30 Paesi membri e più di 23mila terapeuti e sta lavorando per diffondere questa terapia attraverso il dialogo col Parlamento europeo e con i gruppi che si occupano di salute mentale. "Una volta si lasciava che il tempo curasse le ferite, ma ovviamente non sempre il tempo riesce a chiudere e a risolvere e quindi è importantissimo intervenire. Con questo metodo, con un ciclo da tre a sei sedute in genere si ottengono dei grandi risultati".

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Una dichiarazione che arriva in seguito a una disputa tra Varsavia e Kiev, scatenata dalla decisione di Volodymyr Zelensky di intitolare un'unità militare all'Esercito insurrezionale ucraino (UPA), a un'organizzazione nazionalista fondata nel 1942 che la Polonia ritiene responsabile della morte di oltre 100.000 polacchi. In risposta, la scorsa settimana Karol Nawrocki, capo dell'Istituto polacco per la memoria nazionale, ha annunciato la revoca della più alta onorificenza del Paese, l'Ordine dell'Aquila Bianca, precedentemente conferita a Zelensky.

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