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Francia, finanziamenti illeciti: fermato ex presidente Sarkozy

sabato 24 marzo 2018
1' di lettura

Parigi (askanews) - Terremoto politico in Francia, l'ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy è stato fermato dalla polizia giudiziaria di Nanterre, nell'ambito di un'indagine sul possibile finanziamento da parte della Libia della sua vittoriosa campagna presidenziale del 2007. E' la prima volta che Sarkozy viene interrogato su questo tema dall'apertura di un'indagine giudiziaria, nell'aprile 2013. Lo stato di fermo può durare fino a un massimo di 48 ore. Le complesse indagini partono dalla Libia di Muammar Gheddafi per arrivare alla donna più ricca di Francia, Liliane Bettencourt. Diversi ex dignitari libici avrebbero cominciato a collaborare all'inchiesta in maniera più attiva, portando nuove prove sui sospetti finanziamenti illeciti. Tra le accuse c'è quella di aver finanziato la campagna elettorale del 2007 e una rete di alti funzionari dello Stato che hanno passato informazioni riservate per intralciare o condizionare le inchieste in corso con fondi neri. Sarkozy ha sempre negato ogni addebito.

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Sean Penn ha scelto di disertare la serata per un impegno importante. È arrivato a Kiev per sostenere l'Ucraina, in attesa di incontrare anche il presidente Volodymyr Zelensky, come ha riferito a France presse un alto funzionario ucraino.

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Non è la prima volta: l'attore 65enne si è già recato in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa nel 2022. Nel 2023 Penn ha anche co-diretto un documentario su Zelensky, un ritratto che ripercorre la sua carriera da comico a leader, presentato in anteprima al Festival del cinema di Berlino nel 2023.

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"Una cosa è certa, posso dirlo per la Germania. Siamo pronti a garantire diplomaticamente il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, non ci sarà alcuna partecipazione militare", ha affermato Pistorius in conferenza stampa congiunta con l'omologo lettone Andris Spruds a Berlino.

"Non abbiamo iniziato noi questa guerra. Condivido, noi tutti condividiamo l'obiettivo di mettere fine a questo regime dei mullah. La questione di come ciò verrà realizzato è oggetto di dibattito. Gli americani, con gli israeliani, hanno scelto questa strada. Noi abbiamo solo fatto delle critiche molto moderate", ha aggiunto.

"Cosa si aspetta Donald Trump che una manciata o due di fregate europee possano realizzare nello Stretto di Hormuz che la potente Marina americana non possa fare da sola? Questa è la domanda che mi pongo", ha concluso.

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Hormuz, Starmer: piano con gli alleati per riaprire lo Stretto

Londra, 16 mar. (askanews) - Mentre Donald Trump aumenta la pressione sugli alleati perché contribuiscano alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per una quota rilevante dei flussi mondiali di petrolio e gas, il premier britannico Keir Starmer afferma che Londra sta lavorando con partner europei e internazionali a un piano collettivo "praticabile" per ristabilire la libertà di navigazione e limitare le ricadute economiche della crisi.

"Alla fine dobbiamo riaprire lo Stretto di Hormuz per garantire stabilità al mercato - afferma Starmer -. Non è un compito semplice. Per questo stiamo lavorando con tutti i nostri alleati, compresi i partner europei, per mettere a punto un piano collettivo praticabile. Un piano che possa ripristinare la libertà di navigazione nella regione il più rapidamente possibile e attenuare gli effetti economici".

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