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Albanese va "Contromano" per mostrare un'integrazione possibile

sabato 24 marzo 2018
2' di lettura

Roma (askanews) - Parte da una situazione verosimile, quella di un uomo con un negozio che fa pochi affari e guarda con diffidenza lo straniero che vende la merce di fronte a lui, il nuovo film di Antonio Albanese "Contromano", nei cinema dal 29 marzo. Nelle vesti di attore e regista affronta un tema come l'immigrazione in maniera lieve. Il protagonista sull'onda del "riportiamoli a casa loro" intraprende con due immigrati, interpretati da Alex Fondja e Aude Legastelois, un viaggio in macchina da Milano al Senegal che svelerà le sue fragilità e la sua umanità. Per gli attori questa contrapposizione tra "noi e loro", che è sempre più netta nella nostra società, può essere superata. "Frequentandoci, vivendo, contattandoci, convivendo, ascoltandoci. Non ci si ascolta più, c'è quella diffidenza che è un grande peccato. Siamo, come diceva Aude, umani, e si parte da quello. Si parte nel loro caso da una disperazione spaventosa, quindi questo è. Non è un alibi il loro, è una condizione". Penso che quando si passa del tempo con qualcuno, si attraversa questo genere di avventura, ci si dimentica da dove si viene, la differenza d'età, si dimenticano tutte le differenze. Si guarda oltre la cornice dell'identità". Secondo Albanese c'è un grande ostacolo al dialogo con l'altro. "Il boicottaggio mentale da parte di mass media, non mass media, da tutto quello che un po' ci circonda. Se accendi il computer, se leggi, se guardi un certo tipo di movimento, di diffidenza, di nevrosi, di nervosismo.. Noi siamo immersi in questo, e questo ti condiziona quotidianamente e questo crea anche tutto quello che umanamente e politicamente sta nascendo in questo Paese". Per Albanese neanche il futuro governo in Italia riuscirà a gestire il fenomeno dell'immigrazione. "Non cambierà niente, tendenzialmente non cambierà niente. Può cambiare ogni tanto qualche invenzione delle loro, ma non cambierà tendenzialmente niente. Non c'è una soluzione a questo grande movimento. L'unica soluzione, come dicevo prima è quella di poter dare a loro là una possibilità diversa, un aiuto".

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

All'interno della clinica mobile, completamente accessibile anche alle persone con mobilità ridotta, saranno presenti tre postazioni cliniche per esami rapidi e non invasivi presidiati da professionisti sanitari, un'area dedicata alle consulenze nutrizionali e spazi per attività educative e interattive. Si tratta di un'iniziativa dall'alto valore preventivo.

Aspetto fondamentale come spiegato anche dal Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo: "La Regione lombardia sta investendo sulla prevenzione, sulla sanità territoriale, anche perché andando avanti con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento dei costi delle cure dovremo sempre di più investire in prevenzione. Oggi spendiamo il 93% dei fondi per la cura, ma abbiamo bisogno di aumentare la consapevolezza in tutti i cittadini dell'importanza della prevenzione e dell'utilizzo di corretti stili di vita, da cui dipende quasi la metà delle malattie."

L'avventura di "IO PREVENGO", dunque, inizia con i migliori auspici e con il chiaro intento di favorire la diagnosi precoce e promuovere una maggiore consapevolezza sui corretti stili di vita.

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