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Eni, Descalzi: governo non chiede, siamo noi a dover assumere

sabato 13 ottobre 2018
2' di lettura

Roma (askanews) - All'Eni "il governo non ha chiesto nessun impegno, di nessun tipo", ha affermato l'amministratore delegato Claudio Descalzi a margine del Maker Faire a Roma. "È la società - ha spiegato - che avrebbe bisogno di assumere molto più di quello che sta assumendo". "Difficilmente - ha proseguito Descalzi - posso far entrare nuove persone ed è difficile che persone di 60 anni o oltre vogliamo tornare indietro per occuparsi di digitalizzazione. Abbiamo bisogno di assumere e quindi più che una richiesta di governo è una mia richiesta. Dal nostro punto di vista abbiamo bisogno di uno sbottigliamento". Nell'ambito della cabina di regia voluta dal governo sugli investimenti "io ho presentato gli investimenti che sono presenti nel piano, che sono soggetti a processi autorizzativi e tutto quello che è la parte di semplificazione che il governo ha annunciato di voler fare - ha spiegato Descalzi -. Nel caso ci fosse una semplificazione probabilmente gli investimenti potrebbero essere di livello superiore o anticipati. Abbiamo fatto una analisi dettagliata, come faccio regolarmente con tutti i nostri investitori". "Il governo non ha chiesto nessun impegno di nessun tipo - ha detto il numero uno dell'Eni -. Quello che io ho presentato è il nostro piano di assunzioni potenziali. Ad esempio siamo qui a parlare di economia circolare che per noi è di grossa portata perché riguarda comparto di chimica e raffinazione. Questo vuol dire la necessità di avere nuove professionalità: nuovi ingegneri, informativo, biologi, nuove professionalità". "Non mi stato richiesto nessuno sforzo - ha insistito - è la società che avrebbe bisogno di assumere molto più di quello che sta assumendo. Ma è chiaro che se le perone non vanno in pensione difficilmente ne posso far entrare altre. Abbiamo bisogno di assumere e quindi più che una richiesta del governo è una mia richiesta". La revisione della legge Fornero "è una cosa molto più ampia ed è un fatto di governo è di politica. Io posso dire che dal mio punto di vista, per quelle che sono le mie necessità e le mia capacità di assunzione avrei bisogno di uno sbottigliamento", ha concluso il manager. Dei "22 miliardi di spending" previsti dal piano di investimenti dell'Eni presentato agli azionisti, "abbiamo anche degli investimenti che possono essere accelerati in funzione dello snellimento burocratico che il governo ha pianificato, che possono valere circa 1 miliardo in termini di anticipo e di implementazione".

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