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Maurizio Rossi: la mia Genova a rischio crollo economico

sabato 18 agosto 2018
2' di lettura

Roma, 14 ago. (askanews) - Era il 28 aprile 2016 quando Maurizio Rossi di Scelta Civica, unico ligure in Commissione Trasporti al Senato, poneva un'interrogazione al ministro delle infrastrutture Delrio sulla situazione critica della viabilità di Genova; sui problemi del ponte Morandi due anni prima del crollo; sulla necessità di predisporre una strategia stradale, la famosa 'Gronda', per bypassare in parte il ponte. Maurizio Rossi non è più senatore, è tornato a fare l'editore della tv ligure Primo Canale. "La situazione di Genova la conosco estremamente bene, purtroppo la criticità del ponte Morandi ci è nota da sempre. Questo ponte è stato realizzato quando i traffici non erano così enormi come sono adesso, Sono aumentati di centinaia di migliaia i tir che attraversano la città ormai su quel ponte si vedevano spesso le code ferme di tir, ma trecento quattrocento tir fermi, bloccati in coda sul ponte. Lei pensi che la Gronda è stata approvata nel 2001!" dice l'ex senatore. "Il progetto della Gronda, fermo da 18 anni, avrebbe dovuto risolvere questo snodo fondamentale: sul ponte Morandi ora crollato passava tutto il traffico in arrivo dalla Francia e da Savona verso Genova, e da lì sia in direzione Milano, sia giù per la costa tirrenica verso La Spezia e Roma. Il progetto della Gronda praticamente molto prima del ponte Morandi, spostandosi verso Savona, attraverso una galleria andava a tagliare l'autostrada evitando di passare sul ponte Morandi per una grossa parte del traffico, e si andava a collegare con la Genova-Milano un po' di chilometri sopra" ha aggiunto Rossi. "C'è da chiedersi perché non si sia voluto capire per tempo la necessità di costruire un'alternativa. Genova resta veramente in questo momento isolata. Le centinaia di migliaia di Tir che devono andare al porto da dove passeranno? Avremo una problematica enorme perché ci sarà un blocco dell'economia portuale, non sarà più possibile arrivare all'aeroporto se non per le strade normali. Le confesso che sono anche io molto amareggiato e triste, perché vedo un crollo dell'economia totale della mia città oltre alle vittime e alla tragedia immane che c'è" conclude l'imprenditore.

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