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Armenia, migliaia in piazza per Pashinyan: Erevan bloccata

sabato 5 maggio 2018
1' di lettura

Roma, (askanews) - Armenia nel caos e migliaia di armeni scesi in piazza nella capitale Erevan per bloccare gli snodi nevralgici dei trasporti e gli edifici di governo, dopo che il leader dell'opposizione Nikol Pashinyan ha chiamato a raccolta i suoi sostenitori per la bocciatura della sua candidatura a premier da parte dei Repubblicani dell'ex primo ministro Serzh Sargsyan, arrivata dopo una seduta durissima in Parlamento durata un giorno intero. In una manifestazione di disobbedienza civile senza precedenti, migliaia di persone hanno paralizzato la città bloccando tutte le arterie stradali. Anche i treni che collegano le periferie sono stati bloccati e la strada che porta all'aeroporto della capitale non è percorribile. La folla ha intonato slogan per un'"Armenia libera e indipendente", sventolando bandiere del Paese. E Pashinyan parlando ai suoi sostenitori ha invocato lo "sciopero generale", aggiungendo che molte università e scuole si stanno unendo alla protesta. "Questa decisione non mi piace, credevo che il nostro candidato sarebbe diventato primo ministro - dice una ragazza - ma i nostri partiti sembrano non capire la gravità della situazione". "Aspettavo con ansia che il mio sogno diventasse realtà - dice un altro manifestante - che Nikol diventasse primo ministro, noi tutti, l'Armenia intera, aspetta questo momento con ansia, se non accadrà daremo una risposta adeguata con le proteste". I manifestanti hanno annunciato che resteranno in strada fino a quando i partiti al potere non saranno spodestati e Pashinyan verrà eletto.

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Ipoparatiroidismo, dalla road map un nuovo modello multidisciplinare

Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

La Road Map promossa da Motore Sanità nel 2025-2026 in nove regioni italiane ha avuto l'obiettivo di raccordare le evidenze emerse nei singoli territori per giungere a una visione unitaria della patologia dalla diagnosi al follow up. "L'ipoparatiroidismo è una malattia eterogenea, molto eterogenea perché abbiamo la causa principale è quella post tiroidectomia. Quindi tutto questo lavoro che si sta facendo a livello di diverse regioni e poi anche il trasferimento a livello nazionale È un lavoro che cerca di identificare proprio i casi che meritano un'attenzione particolare e un trattamento più adeguato".

La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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"Per il taglio delle accise stiamo valutando una ulteriore proroga che potrebbe essere più breve di quelle precedenti" ha detto "cerchiamo di tenerci ancorati all'andamento della situazione, ma non abbiamo definito ancora la tempistica precisa delle settimane cui si riferirà".

"Stiamo facendo la valutazione di non operare un taglio in maniera orizzontale" ha aggiunto "l'aumento del gasolio è stato molto più significativo di quello della benzina - benzina mediamente 6% e gasolio mediamente 24% - quindi potrebbe essere un taglio che impatta di più sul gasolio rispetto a quello benzina".

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