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Blue Origin, secondo test suborbitale per la Crew Capsule 2.0

sabato 5 maggio 2018
1' di lettura

Van Horn (askanews) - L'era del turismo spaziale è sempre più vicina. La compagnia spaziale americana privata Blue Origin che fa capo a Jeff Bezos, il patron di Amazon, il 29 aprile 2018 ha effettuato il secondo test della Crew Capsule 2.0, la capsula destinata a trasportare nello Spazio un equipaggio di 6 persone per un volo suborbitale di circa 7 minuti oltre la linea di Karman, il confine convenzionale di 100 Km d'altezza che separa la Terra dal Cosmo. A bordo, stavolta, non c'era alcun passeggero in carne ed ossa ma Skywalker, il manichino che prende il nome dal protagonista di Star Wars, usato per effettuare le prove di lancio. La capsula è partita dalla base di Van Horn, in Texas in cima al razzo New Shephard che, dopo averla rilasciata alla quota stabilita è riatterrato come previsto. Il modulo con a bordo Skywalker, invece, dopo il volo parabolico durante il quale i futuri passeggeri potranno osservare la Terra dalle ampie finestrature e provare l'emozione di galleggiare in assenza di peso per qualche minuto, è tornata a terra appesa ai paracadute, atterrando assistita dai razzi che hanno attutito l'impatto, proprio come accade con le navette Soyuz che portano gli astronauti in orbita. In occasione di questo secondo test, sulla Crew Capsule c'erano anche degli esperimenti scientifici dell Agenzia spaziale tedesca, della Nasa e di un azienda privata americana. Se tutto procederà come si spera, Bezos è certo di poter iniziare i primi voli spaziali turistici entro il 2019.

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Ipoparatiroidismo, dalla road map un nuovo modello multidisciplinare

Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

La Road Map promossa da Motore Sanità nel 2025-2026 in nove regioni italiane ha avuto l'obiettivo di raccordare le evidenze emerse nei singoli territori per giungere a una visione unitaria della patologia dalla diagnosi al follow up. "L'ipoparatiroidismo è una malattia eterogenea, molto eterogenea perché abbiamo la causa principale è quella post tiroidectomia. Quindi tutto questo lavoro che si sta facendo a livello di diverse regioni e poi anche il trasferimento a livello nazionale È un lavoro che cerca di identificare proprio i casi che meritano un'attenzione particolare e un trattamento più adeguato".

La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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"Per il taglio delle accise stiamo valutando una ulteriore proroga che potrebbe essere più breve di quelle precedenti" ha detto "cerchiamo di tenerci ancorati all'andamento della situazione, ma non abbiamo definito ancora la tempistica precisa delle settimane cui si riferirà".

"Stiamo facendo la valutazione di non operare un taglio in maniera orizzontale" ha aggiunto "l'aumento del gasolio è stato molto più significativo di quello della benzina - benzina mediamente 6% e gasolio mediamente 24% - quindi potrebbe essere un taglio che impatta di più sul gasolio rispetto a quello benzina".

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