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"Novantadue", al Piccolo Eliseo in scena Falcone e Borsellino

sabato 5 maggio 2018
2' di lettura

Roma (askanews) - E' stato l'anno di Tangentopoli e dell'assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino il 1992 e Claudio Fava ha deciso di raccontare quei fatti, ma soprattutto quegli uomini, nello spettacolo "Novantadue", in scena al Piccolo Eliseo fino al 6 maggio, diretto da Marcello Cotugno. In scena ci sono Filippo Dini nel ruolo di Falcone e Giovanni Moschella in quello di Borsellino. Dalle loro parole emerge la forza, l'umanità, il rigore, il senso profondo dello Stato dei due magistrati, ma anche la solitudine a cui furono condannati. "E' stata una grande sfida perché sono state fatte 20 fiction, 12 film, 5mila libri, però noi abbiamo preso spunto dal testo di Fava che parla proprio dell'amicizia tra Falcone e Borsellino, e quindi io ho cercato di navigare questo lato più emotivo della storia, e quindi mette in luce la grande umanità, e anche la relazione intima, come amicale che c'era fra i due". Dopo la recente sentenza della Corte d'Assise di Palermo sulla cosiddetta trattativa Stato-Mafia tanti punti chiave di quegli anni appaiono più chiari e nello spettacolo si evidenzia proprio il vuoto che si fece ad un certo punto attorno a Falcone e Borsellino. "Quello che è fondamentale è quanto questi due uomini siano stati lasciati soli in qualche modo dallo Stato e quanto sia stato importante per loro la ricerca della verità. Aver vissuto da regista le varie fasi di tutta questa trattativa e farlo oggi, quando la sentenza è stata appunto fatta il 20 aprile, è anche una cosa abbastanza emozionante per noi, che lo abbiamo portato in giro per tanto tempo". Il racconto comincia in Sardegna, nell'estate 1985, all'Asinara, nel carcere di massima sicurezza dove Falcone e Borsellino completarono l'istruttoria del maxiprocesso. "Diciamo così, è così che inizia lo spettacolo, e inizia dando appunto una cifra molto particolare alla storia perché inizia dalla loro amicizia, inizia dal loro rapporto, e questo credo sia fondamentale, comunque è la cosa su cui abbiamo lavorato di più proprio per restituire un'immagine estremamente umana di questi due personaggi e allontanarli, come era nei loro intenti, come più volte hanno ripetuto, in presenza anche pubblica, di non essere riconosciuti come eroi, come martiri, come icone, ma, come diceva Falcone, persone che stavano facendo il proprio lavoro". "Il teatro in generale, come mezzo, ci ha permesso di lavorare molto di più su una serie di convenzioni, simboli, astrazioni e quindi su un gioco di stili teatrali che vanno dal naturalismo all'astrazione, allo straniamento, e quindi questo chiaramente permette, abbattendo più volte la quarta parete, che il pubblico si senta realmente coinvolto in quello che sta succedendo".

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Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

La Road Map promossa da Motore Sanità nel 2025-2026 in nove regioni italiane ha avuto l'obiettivo di raccordare le evidenze emerse nei singoli territori per giungere a una visione unitaria della patologia dalla diagnosi al follow up. "L'ipoparatiroidismo è una malattia eterogenea, molto eterogenea perché abbiamo la causa principale è quella post tiroidectomia. Quindi tutto questo lavoro che si sta facendo a livello di diverse regioni e poi anche il trasferimento a livello nazionale È un lavoro che cerca di identificare proprio i casi che meritano un'attenzione particolare e un trattamento più adeguato".

La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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