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GionnyScandal: canto l'amore "Emo", la musica è la mia terapia

sabato 5 maggio 2018
2' di lettura

Milano (askanews) - Non vuole sentirsi chiamare rapper, il suo genere musicale è "Emo", emotional core, come il titolo dell'ultimo album di 11 inediti: GionnyScandal presenta il terzo lavoro in studio anticipato dal singolo "Per sempre", ballad romantica in featuring con Julia Jean. "Ho colto l'occasione per essere originale, l'unico in Italia, perchè tutti gli altri si definiscono rapper che fanno canzoni d'amore. Io mi sono accorto che facendo Emo riesco ad arrivare con le canzoni a fare entrare chi le ascolta nei ricordi". Il video de "Il posto più bello" racconta l'amore di una coppia di anziani vissuto però nei panni dei giovani. "Nel ritornello dico 'il posto più bello siamo noi', parla dell'estate, dico chissenefrega di partire, il posto più bello siamo noi. È anche la mia vita, anche se sto a casa con la ragazza a vedere le serie tv non mi interessa, l'importante è stare bene con qualcuno". La canzone d'amore è la specialità di Gionny, che sogna di fare il musicista sin da piccolo e percorrendo questa strada è riuscito a superare tante difficoltà. "Ho sempre capito di avere un lato artistico, a 7 anni suonavo la batteria con le forchette, la musica mi è sempre piaciuto ascoltarla, a differenza di molti altri che volevano fare il tronista o il calciatore ho inseguito questa cosa, all'inizio perchè avevo bisogno di scrivere poi è diventato un lavoro". Il sogno di una vita si realizzerà il 6 settembre con il concerto all'Alcatraz di Milano, anteprima del tour "Emo live" che lo porterà in tutta Italia in autunno. Tra quelli ancora da realizzare ci sono 3 collaborazioni internazionali. "Collaborazioni ce ne sono tre proprio irrealizzabili: Post Malone, Oliver Sykes dei Bring Me The Horizon e Jared Leto dei 30 Second to Mars". Dal 4 maggio il cantante presenta il disco ai fan nei negozi. "È una terapia per me che diventa terapia per gli altri, mi fa piacere stare bene io facendo star bene anche gli altri".

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Ipoparatiroidismo, dalla road map un nuovo modello multidisciplinare

Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

La Road Map promossa da Motore Sanità nel 2025-2026 in nove regioni italiane ha avuto l'obiettivo di raccordare le evidenze emerse nei singoli territori per giungere a una visione unitaria della patologia dalla diagnosi al follow up. "L'ipoparatiroidismo è una malattia eterogenea, molto eterogenea perché abbiamo la causa principale è quella post tiroidectomia. Quindi tutto questo lavoro che si sta facendo a livello di diverse regioni e poi anche il trasferimento a livello nazionale È un lavoro che cerca di identificare proprio i casi che meritano un'attenzione particolare e un trattamento più adeguato".

La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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"Stiamo facendo la valutazione di non operare un taglio in maniera orizzontale" ha aggiunto "l'aumento del gasolio è stato molto più significativo di quello della benzina - benzina mediamente 6% e gasolio mediamente 24% - quindi potrebbe essere un taglio che impatta di più sul gasolio rispetto a quello benzina".

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