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Generali, da Welfare Index Pmi più consapevolezza nelle imprese

sabato 14 aprile 2018
3' di lettura

Roma, (askanews) - Dipendenti più felici sul luogo di lavoro grazie all'esperto family friendly, ma anche mamme contente di mantenere lo stipendio al 100% durante la maternità. C'è poi chi propone check up sanitari gratuiti e benefit salute e, ancora, chi ha introdotto l'università in azienda per la formazione dei giovani dipendenti. È quanto emerge dal Rapporto 2018 - Welfare Index PMI, promosso da Generali Italia con la partecipazione delle maggiori confederazioni italiane (Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni), che per il terzo anno, e a tre anni dall'avvio delle nuove normative in materia, ha analizzato il livello di welfare in 4.014 piccole medie imprese italiane (circa il doppio rispetto al 2016). Raddoppiate le imprese "molto attive" nel welfare aziendale con almeno 6 delle 12 aree analizzate. Focus allora su una nuova fase dei rapporti in impresa, come sottolineato dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: "La cosa importante di questi strumenti è che molte imprese producono un dialogo con i lavoratori, c'è una flessibilità negli strumenti che possono essere usati, e quindi c'è una aderenza molto forte tra le aspettative, i bisogni e gli strumenti che si mettono in campo". Sempre più consapevolezza quindi che il welfare aumenta il benessere dei lavoratori e la produttività delle imprese, come conferma Marco Sesana, Country Manager e Amministratore Delegato di Generali Italia: "Cresce l'utilizzo del welfare, sono infatti raddoppiate in tre anni le aziende molto attive nel welfare quindi con un utilizzo degli strumenti diffuso su tutte le aree. E quello che le aziende rilevano è che più utilizzano il welfare più raggiungono non solo il benessere dei propri dipendenti ma un aumento di produttività. Quindi il welfare fa bene alle imprese, ai dipendenti e fa bene al paese perchè ci ritroviamo aziende che sono più produttive". In particolare emergono tre principali aree, nelle quali il welfare aziendale ha un forte gradimento da parte dei lavoratori e degli imprenditori: salute e assistenza, conciliazione vita lavoro per una generazione sempre più compressa tra figli e genitori anziani a cui pensare e infine i servizi comuni, sempre più fondamentali per le pmi. Andrea Mencattini, amministratore delegato di Generali Welion: "Le piccole e medie imprese non hanno ovviamente le dimensioni delle grandi per gestire autonomamente programmi di welfare aziendale sofisticati come quelli della salute e quindi Generali Welion, che è la società che Generali Italia ha fatto nascere per servire il welfare aziendale è particolarmente concentrata sulle pmi proprio per dare questi servizi consentendo loro di superare il limite dimensionale ed accedere a servizi di alto livello e potenzialità pur essendo una piccola impresa". Welfare Index infine guarda anche a coò che accade nel terzo settore, con una sezione dedicata. Lucia Sciacca, direttore Comunicazione e Social Responsibility di Generali Italia: "Il terzo settore è un elemento fondamentale della nostra economia, occupa oltre 5 milioni di lavoratori, ed è un settore che opera a cavallo tra il pubblico e il privato combinando sia l'efficienza economia sia le finalità sociali. Un settore di cui noi abbiamo bisogno perchè è fornitore di welfare aziendale ed è un settore che ha bisogno di una ulteriore spinta".

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Roma, 22 apr. (askanews) - Sal Da Vinci è stato l'ospite a sorpresa al concerto di Gianni Morandi Palazzo dello Sport a Roma di ieri sera. Il cantante, a poche settimane dalla finale dell'Eurovision Song Contest, tra una prova e l'altra a Vienna è riuscito a tornare a Roma per condividere il palco con Gianni Morandi sulle note di Occhi di ragazza e Per sempre sì.

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Largo consumo, l'EDI taglia tempi e costi

Milano, 22 apr. (askanews) - (contenuto in collaborazione con GS1 Italy) Nel largo consumo, l'EDI si conferma uno strumento centrale per migliorare l'efficienza dei processi e ridurre tempi e costi operativi.

Secondo la ricerca "Osservatorio EDI nel Largo Consumo" dell'Osservatorio Digital B2B del Politecnico di Milano e GS1 Italy, i tempi di gestione documentale si riducono fino al 78% e i costi operativi calano in modo significativo. L'integrazione con gli standard GS1 e con il GS1 GDSN migliora anche la qualità e la condivisione dei dati, con effetti su tracciabilità, logistica e time-to-market. Abbiamo parlato con Andrea Ausili, CIO, standards and innovation director di GS1 Italy:

"La ricerca che abbiamo portato avanti in collaborazione con il Politecnico ci ha consentito di quantificare gli impatti ed i benefici dell'adozione di standard anche maturi e consolidati come l'EDI ed abbiamo quantificato e valorizzato questi benefici in grandi risparmi di tempi e di costi. Questo sia per quanto riguarda la digitalizzazione del processo Order to cash con l'EDI ed anche con l'allineamento anagrafico in standard GDSN".

L'analisi nasce per misurare l'impatto concreto dell'EDI e stimare il valore delle informazioni condivise tra imprese lungo tutta la filiera. Ha poi proseguito così Andrea Ausili, CIO, standards and innovation director di GS1 Italy:

"Abbiamo promosso questa ricerca perché l'ADI, nonostante sia una tecnologia matura e disponibile da molti decenni, in realtà è ancora adottata da un numero piuttosto limitato di aziende ed anche in termini di ampiezza dei messaggi e delle possibilità date dall'EDI non è stata ancora sfruttata a pieno. Abbiamo voluto sensibilizzare le aziende sull'importanza dell'adozione di questi standard e sul fatto che c'è ancora tanto potenziale da recuperare in termini di efficienza e di risparmio di tempi e di costi".

Nel 2024 sono state oltre 8 mila le aziende che hanno scambiato almeno un messaggio EDI utilizzando gli standard GS1, ma la crescita si è stabilizzata. L'utilizzo resta spesso limitato a pochi documenti, soprattutto la fattura, e solo una parte delle relazioni sfrutta pienamente le potenzialità dell'EDI. Infine abbiamo parlato con Paola Olivares, Direttrice dell'Osservatorio Digital B2b:

"I GS1 GDSN è ancora poco diffuso. Sono ancora poche le coppie di produttori e distributori che utilizzano questo standard per andare a digitalizzare l'anagrafica dei prodotti. Quindi se dobbiamo andare a guardare ai risultati complessivi serve sicuramente una strategia di coinvolgimento dell'ecosistema, in particolare delle PMI, e poi di diffusione di cultura e conoscenza soprattutto dei benefici".

Il potenziale resta ampio, soprattutto integrando EDI e GDSN per una gestione più completa e condivisa dei dati lungo tutta la supply chain.

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Iran mette in mostra missile durante manifestazione pro governativa

Arak (Iran), 22 apr. (askanews) - Un missile iraniano montato sul suo lanciatore è stato esibito in piazza ad Arak, nel centro del Paese, durante una manifestazione filo-governativa. Le immagini arrivano mentre resta alta la tensione tra Teheran e Washington, nonostante la tregua ancora in vigore.

(Web-only content).

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Engineering Group, AI tra volano dell'economia e sovranità digitale

Roma, 22 apr. (askanews) - L'Intelligenza artificiale sta rapidamente ridefinendo modelli economici, processi produttivi e dinamiche sociali. Il tema della sovranità digitale assume quindi un ruolo centrale nello scenario geopolitico attuale e futuro. Se ne è parlato al convegno "AI Italia. L'AI tra innovazione e sovranità digitale" organizzato da Engineering Group che ha realizzato un modello proprio di AI, EngGPT2. Askanews ne ha parlato con Fabio Momola, Executive Vice President di Engineering Group.

"EngGPT2 è un LLM (Large Language Model ndr) proprietario di Engineering basato su un concetto molto semplice, è Open weighs e i data set sui quali il model è stato 'trainato' sono pubblici e certificati, quindi di fatto è il primo modello italiano pienamente compliant al layout europeo".

Lo sviluppo tecnologico per definizione corre veloce e le normative europee anziché un volano spesso rischiano di essere una zavorra per le aziende del Vecchio continente. In questo ambito il dibattito sull'AI Act è aperto. "Ci sono posizioni molto diverse. La mia posizione è che la normativa non ha mai bloccato l'evoluzione. In verità è stato un freno per chi non si è posto nelle condizioni di poter sfruttare la normativa per fare meglio innovazione. Io credo che con la nostra architettura IS-IA (Italy's Sovereign Intelligenza Artificiale ndr) e con EngGPT2 ci siamo messi nelle condizioni di poter vedere la normativa, e l'AI Act in particolare, come un acceleratore all'innovazione e non quindi come un freno per noi, per l'Italia e per l'Europa in generale".

L'implementazione dell'AI è un processo molto energivoro e le aziende devono quindi fare i conti con i temi legati alla sostenibilità. "La sostenibilità è effettivamente un problema importantissimo quando parliamo di AI, se pensiamo che i grandi modelli americani consumano solo per la fase di training, di addestramento, quanto decine di famiglie europee durante un intero anno, capiamo quanto il problema sia effettivamente molto importante da affrontare, soprattutto quando le fonti energetiche per approvvigionare quella tecnologia, magari arrivano dal carbone o comunque dai combustibili fossili".

A tale proposito Engineering ha messo a punto una soluzione per conciliare le due esigenze: "Con EngGPT2 abbiamo cercato di risolvere questo problema creando un modello che è basato su un'architettura che è chiamata Mixture-of-experts che è in grado di avere un consumo in termini di utilizzo, quindi di inferenza, cioè quando il modello viene chiamato a risolvere un task, che è molto inferiore rispetto a quello della media dei modelli esistenti, parliamo di un consumo che può aggirarsi tra il 60 e l'80% in meno rispetto al consumo medio di un modello di grandi dimensioni".

Sullo sfondo resta il tema della profittabilità dell'AI, un obiettivo ancora da raggiungere per le aziende: "Questo dipende molto dal modo in cui verranno implementate le architetture. Quello che stiamo proponendo con IS-IA è un'architettura aperta che permetta di mettere insieme modelli provenienti da diverse sorgenti ma di governare tutto il flusso dell'AI. Con quel modello la profittabilità può essere raggiunta anche nell'arco di pochi mesi, al massimo 12-18 mesi".

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