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"Il fronte delle donne" nel '15-'18: lo spettacolo al Vascello

sabato 24 febbraio 2018
3' di lettura

Roma, (askanews) - Dov'erano e dove sono le donne che hanno partecipato al farsi della storia? Perché scompaiono così facilmente dalla memoria collettiva? Si tratta di una censura consapevole e voluta, oppure, cosa ancora peggiore, di un'incapacità quasi automatica di riconoscere autonomia al pensiero femminile? "Il fronte delle donne", in scena al Tetro Vascello di Roma dal 20 al 25 febbraio e al Teatro Comunale Secci di Terni dal 15 al 16 marzo, nasce da queste domande e svela il fondamentale ruolo delle donne, quasi sempre dimenticato, durante il più grande e devastante massacro bellico che la storia ricordi: il conflitto della prima guerra mondiale del '15-'18. Lo spettacolo, ideato e interpretato da Lucilla Galeazzi, tra le più autorevoli voci della musica popolare italiana, si apre con una coinvolgente introduzione letteraria di Maria Rosaria Omaggio, che ne ha anche curato regia e allestimento. Nel prologo, l'attrice ci riporta indietro di un secolo con l'interpretazione delle poesie di guerra di Ungaretti; le pagine più significative dal voluminoso "Parla una donna - Diario di guerra" di Matilde Serao e i versi femministi di un'insospettabile Ada Negri. "Il fronte delle donne", inserito tra gli spettacoli di interesse nazionale nell'ambito delle celebrazioni governative 2014-2018 per il centenario della Prima Guerra Mondiale, porta sul palco otto voci femminili che alternano recitazione e musica, accompagnate da 2 chitarre e da diversi documenti video. Narrazioni e testimonianze dirette e storiche si alternano a canti di soldati e donne; immagini di repertorio si fondono con luci e atmosfere per riportare in vita - in modo originale e commovente - i ricordi che sono le radici della vita femminile dal 1915 in poi. Un viaggio nel tempo feroce della guerra in cui le prostitute portate al fronte nei cosiddetti "casini di guerra" erano obbligate a ritmi inumani: fino a 140 rapporti al giorno. Un tempo in cui le operaie che si ammalavano per i massacranti ritmi di lavoro non potevano restare a casa per paura di essere licenziate; in cui il lutto si trasformò da avvenimento doloroso e privato, a condizione diffusa e pubblica cui le donne - intellettuali e non - reagirono coraggiosamente formando associazioni per l aiuto ai militari, sostegno alle famiglie, raccolta di fondi per il fronte. Lucilla Galeazzi si è personalmente spesa in accurate ricerche per riportare alla luce storie e vicende dimenticate. È infatti un infelice dato di fatto la naturalezza con cui i nomi femminili vengono trascurati, persi nella preziosa ricostruzione della tela narrativa di un popolo, di un Paese. Purtroppo spesso sono proprio le donne a tapparsi gli occhi e la bocca di fronte alla Storia, scritta dai vincitori, preferendo riconoscersi nelle splendenti e rappresentative figure maschili, piuttosto che chiedersi il perché del silenzio sui contributi femminili. "Raccontare, dare riconoscibilità e parole ai fatti accaduti, sono attività fondamentali per la costruzione di un identità di genere": così afferma Dacia Maraini nella bella introduzione al libro "Donne nella Grande Guerra". E nel solco di questo assunto si muove lo spettacolo. Ricordare l'inferno di quel conflitto è infatti doveroso per ritrovare la memoria della Grande guerra al femminile e capire come e quanto cambiarono le vite quotidiane di milioni di uomini e donne. Interpreti: Maria Rosaria Omaggio (attrice) prologo, regia; Lucilla Galeazzi (mezzosoprano) canto, chitarra, narrazione; Sara Marchesi (mezzosoprano) canto, narrazione; Chiara Casarico (mezzosoprano) canto, narrazione; Susanna Buffa (soprano) canto; Susanna Ruffini (soprano) canto; Marta Ricci (soprano) canto; Nora Tigges (soprano) canto; Stefania Placidi, chitarra. Si ringraziano per i materiali visivi: la regista Giovanna Gagliardo, l'Istituto Luce e Massimo Pistacchi, direttore dell'Istituto Centrale per i beni sonori e audiovisivi.

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Al via la 30° edizione di Torino Comics, fino a lunedì 1° giugno

Torino, 30 mag. (askanews) - Si è inaugurata oggi alla Certosa Reale di Collegno la XXX edizione di Torino Comics, l'evento dedicato al fumetto e alla cultura pop che fino a lunedì 1° giugno anima il grande parco con una nuova formula outdoor immersa nel verde.

Per la prima volta il festival si sviluppa tra gli spazi della Certosa Reale e il Parco Dalla Chiesa, trasformando l'intera area in una cittadella della cultura pop con fumetti, cosplay, concerti, videogiochi, giochi da tavolo, sport, mostre, incontri e attività per tutte le età.

Tra le principali novità di questa edizione, l'area commerciale a ingresso gratuito, aperta a tutti i visitatori, e il nuovo sistema di accesso con braccialetto che consente al pubblico di entrare e uscire liberamente dalle aree culturali per tutta la giornata.

Cuore della manifestazione è la grande area autori ospitata nel Chiostro Maggiore, con oltre cinquanta protagonisti del fumetto italiano e internazionale. Tra gli ospiti della trentesima edizione figurano, tra gli altri, Milo Manara, Giorgio Cavazzano, Ivo Milazzo, Marco Gervasio, Giampiero Casertano, Lucio Filippucci, Rodolfo Torti, Claudio Sciarrone, Antonio Lapone e molti altri autori provenienti dal mondo Disney, Bonelli, dell'illustrazione e del fumetto indipendente.

Grande attenzione anche alle aree tematiche: il ritorno del Quartiere Giapponese dopo oltre dieci anni, con workshop, incontri e attività dedicate alla cultura nipponica; Eros ed Ethos, spazio di confronto sui temi della libertà espressiva, dell'inclusione e dei diritti; la Self Area dedicata alle autoproduzioni e al fumetto indipendente; l'area games con oltre 800 postazioni da gioco e l'area videogames con tornei, free play ed esperienze immersive, oltre all'area kids by Carioca.

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