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Mostra di Venezia, tante star e in gara Guadagnino, Martone, Coen

sabato 28 luglio 2018
2' di lettura

Roma, (askanews) - La Mostra di Venezia di quest'anno ospiterà molti grandi autori, dai fratelli Coen ad Alfonso Cuaron, da Damien Chazelle a Olivier Assayas, che saranno in concorso insieme a tre italiani: Luca Guadagnino con l'attesissimo "Suspiria", remake del film di Dario Argento con Dakota Johnson e Tilda Swinton, Mario Martone con il suo "Capri-Revolution", ambientato alla vigilia della prima guerra mondiale, e Roberto Minervini con il documentario sul razzismo negli Stati Uniti "What you gonna do when the world's on fire?". Grande attesa c'è anche per "A star is born", film fuori concorso che vede l'esordio alla regia di Bradley Cooper e che porterà al Lido l'interprete Lady Gaga. Dagli Stati Uniti arriveranno star come Ryan Gosling, che dopo "La La Land" nel nuovo film di Chazelle, "First man", interpreta l'astronauta Neil Armstrong, ci saranno Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal con il film di Audiard, Natalie Portman e Jude Law per "Vox Lux" di Brady Corbet, Willem Dafoe che interpreta Vincent Van Gogh in "At eternity's Gate" di Julian Schnabel, Mel Gibson e Vincent Vaugh per "Dragged across concrete". Nella 75. edizione della Mostra di Venezia molto spazio è stato dato ai film di genere, dai western dei Coen "The ballad of Buster Scruggs" e di Jacques Audiard "The sisters' brothers", a quelli storici, come "Peterloo" di Mike Leigh o "The Favourite" di Yorgos Lanthimos. Il direttore della Mostra Alberto Barbera ha spiegato: "In tutti questi film c'è comunque un sottotesto percepibile, in cui si capisce che non si parla solo del passato, di un episodio magari avvenuto o si racconta una storia di genere in quanto tale, ma in qualche modo si parla del presente, si parla dei problemi di oggi, dell'influenza del potere, dell'esercizio del potere, dei grandi temi con cui oggi dobbiamo fare i conti, della violenza, della discriminazione. E questo è un sintomo, è un segno, della capacità, della vivacità del cinema di oggi di essere presente, di fare i conti con la contemporaneità, e nello stesso tempo di essere un cinema di intrattenimento capace di parlare al grande pubblico".

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L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

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La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

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