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Inaf, D'Amico: entro 10 anni prove certe di vita in altri pianeti

domenica 9 settembre 2018
3' di lettura

Roma, (askanews) - Anche in futuro l'Italia sarà in prima fila nella ricerca internazionale in campo astronomico. Ricerca che, in una decina d'anni, grazie agli strumenti che si stanno mettendo a punto ci darà prove certe dell'esistenza di vita in altri pianeti. La previsione è del presidente dell'Istituto nazionale di astrofisica, Nicolò D'Amico, con il quale askanews ha fatto il punto sui principali progetti in cui l'Inaf è impegnato e sulle prospettive future. "L'Inaf - ha ricordato D'Amico, professore ordinario di Astrofisica all'Università di Cagliari - è impegnato in molte grandi collaborazioni internazionali. A parte le attività spaziali in cui siamo coinvolti con la partecipazione a varie missioni prestigiose di Nasa ed Esa, siamo anche coinvolti nella realizzazione di grandi infrastrutture astronomiche da terra del futuro, giganteschi impianti che osserveranno l'Universo profondo. Tra questi c'è SKA-Square Kilometre Array, una rete di un chilometro quadrato, migliaia di antenne da installare in Sud Africa e Australia che utilizzano tecnologie innovative che stiamo sviluppando e che certamente avranno anche applicazioni nelle telecomunicazioni. Questo - spiega il presidente dell'Inaf - potrebbe essere il wi-fi del futuro come tecnologia, non dimentichiamo che il wi-fi è stato inventato e brevettato dai radioastronomi. Si tratta di strumentazione che coinvolge i principali Paesi del mondo, anche quei Paesi che continuiamo a chiamare emergenti ma che ormai sono emersi con grande forza. L'Italia ha condotto i negoziati per costituire un'organizzazione da trattato, un nuovo Cern della radioastronomia. La firma del trattato è prevista a fine anno e da lì si inizierà la costruzione di questo gigantesco impianto per cui l'Italia sta sviluppando tecnologie avanzatissime, ha coinvolto l'industria nazionale con ritorni dunque industriali, di innovazione oltre che di conoscenze perché è uno strumento che si spingerà nel profondo Universo. Ad esempio - aggiunge D'Amico - ha una sensibilità tale da rivelare la presenza di un radar in un pianeta extrasolare e questo, anche in termini di salto culturale che una scoperta del genere potrebbe farci fare, è notevole". Parlando di telescopi, importante il nuovo ruolo assunto dal Sardinia Radio Telescope (SRT) di proprietà dell'Inaf. "Abbiamo stipulato un accordo con l'Agenzia spaziale italiana - spiega il presidente dell'Inaf che del progetto SRT è stato anche direttore - per l'utilizzo di SRT nel Deep Space Network della Nasa, quella rete di antenne che seguono le missioni spaziali. Questo radiotelescopio era stato concepito all'inizio per poter operare anche in questa modalità, con l'accordo stipulato l'Agenzia spaziale sta implementando questa modalità e c'è un programma di utilizzo. Asi ha partecipato anche economicamente alla realizzazione dell'impianto che è dell'Inaf ma è stato realizzato con una serie di finanziamenti di varia natura anche regionali. Con questo accordo l'Asi ha guadagnato il diritto di utilizzo del 20% del tempo in attività che sono comunque di interesse comune. Abbiamo già fatto - ricorda - l'inseguimento della sonda Cassini nel suo tuffo finale con Saturno, un'attività dimostrativa della funzionalità del sistema". Cosa ci riserva la ricerca astronomica? L'Italia sarà sempre tra i protagonisti delle prossime scoperte? "L'Italia nel futuro dell'astronomia sarà sicuramente protagonista. Quello che ci aspettiamo è di trovare tracce certe di vita o la possibilità dell'esistenza di vita in altri pianeti. Conosciamo ormai migliaia di esopianeti, molti di questi si trovano nella cosiddetta 'zona abitabile' dove ci sono condizioni che in linea di principio consentono la nascita della vita, ma non sappiamo molto della composizione dell'atmosfera. Gli strumenti dell'astronomia moderna che stiamo mettendo a punto ci daranno nel giro, io stimo, di una decina di anni prove certe dell'esistenza di vita, sia pure a livello batterico, a livello primordiale, in altri pianeti. E l'Inaf - conclude il prof. D'Amico - non può non essere in prima fila perché siamo coinvolti nella realizzazione delle grandi infrastrutture astronomiche del futuro. Il Paese ha firmato importanti accordi. Il nostro ente ha un'effervescenza intellettuale al suo interno che è grandiosa, quindi sono certo che quando questo succederà l'Italia sarà in prima fila".

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