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Nuovo regolamento protezione dati, come impatta sulle Pmi

domenica 27 maggio 2018
3' di lettura

Roma, (askanews) - Dal 25 maggio 2018 il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati sostituirà l'ormai obsoleta Direttiva sulla protezione dei dati del 1995. La quantità di dati che le aziende conservano oggi è infatti di gran lunga superiore a quella del 1995, quando motori di ricerca come Google, social network come Facebook e strumenti di marketing digitale come Salesforce non esistevano. L avvento di queste nuove piattaforme online ha generato grandi quantitativi di dati (Big Data) che fino ad oggi non sono mai stati adeguatamente regolamentati. Il Regolamento si pone l obiettivo di disciplinare adeguatamente il mondo digitale e di proteggere i dati personali ed anche le piccole e medie imprese dovranno assicurare la loro totale conformità; Ne abbiamo parlato con Carlo Alberto Tenchini direttore marketing comunicazione Sharp Italia al quale abbiamo chiesto quali sono i servizi messi a disposizione. "Noi lavoriamo principalmente su tre aree, la prima è aiutare le imprese a prendere consapevolezza del regolamento e dei suoi contenuti: quindi, un'attività di formazione per le imprese. Tra pochissimi giorni sarà attiva una piattaforma on line che è stata costruita con un partner specializzato nella formazione, dove ci sarà un corso di novanta minuti per comprendere il Gdpr, con anche degli esempi pratici nella vita quotidiana. Ci sarà anche un test finale. Quindi mettiamo a disposizione delle imprese uno strumento di formazione, on line, ma sempre di formazione. L'altra cosa è costruire un sistema di servivi che le Pmi italiane possono acquistare per la gestione dei sistemi informatici. Quindi sistemi per la sicurezza dei dati e per il trattamento delle informazioni, che hanno un canone mensile ma sono costruire con tecnologie che di solito sono a disposizione solo delle grandi imprese. La terza area è la gestione dei documenti cartacei, perché ci concentriamo sulla sicurezza delle reti e dei server ma dimentichiamo che abbiamo una quantità incredibile di documenti cartacei all'interno delle imprese. Noi attuiamo delle procedure per cui viene resa sicura la gestione delle stampe". Come impatta in termini globali questo regolamento sulle Pmi? "Ci sono delle attività che possono essere fatte dall'impresa stessa seguendo un decalogo per una prima autoverifica sul rispetto del regolamento. Noi abbiamo un sistema disponibile per le imprese che può essere fatto in videoconferenza. Alla fine di questa procedura si è in grado di capire quali sono i gap dell'impresa nei confronti del regolamento Gdpr. La prima cosa è avere consapevolezza del regolamento quindi informarsi ed informare i propri dipendenti. Un altro aspetto è verificare quali sono i dati che sono in mio possesso oggi. Sono tutti necessari per lo svolgimento dell'attività? Com e li ho ottenuti? Un altro aspetto importante è andare a rivedere le informative sulla privacy. Sono sicuro di avere ottenuto un consenso esplicito ad avere le informazioni? Ed ancora essere in grado di garantire il diritto delle persone (cancellazione, modifica, trasferimento dei propri dati personali presenti nell'impresa). Infine, devo nominare un Data protection officer, ma solo in alcuni casi, e quindi devo verificare anche questo punto. Sette facili regole per una autovalutazione prima di affidarsi a un esterno per una valutazione oggettiva".

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Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

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La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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