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Adr, al via il progetto della Business City a Fiumicino

domenica 27 maggio 2018
3' di lettura

Roma, (askanews) - Una porta d'ingresso al Paese unica. Con un centro uffici, servizi dedicati alle imprese e ai professionisti e un polo congressuale da 1.300 posti. Il tutto collegato ai terminal dell'aeroporto e a pochi passi dalla ferrovia e dall'autostrada. E' la nuova Business City di Roma Fiumicino, un progetto da 190 milioni di euro che a regime occuperà oltre 23.500 persone tra impieghi diretti e indotto. La nuova infrastruttura è stata presentata allo scalo di Fiumicino dai vertici di Atlantia, Enac e Aeroporti di Roma alla presenza della sindaca di Roma Virginia Raggi e del primo cittadino di Fiumicino Esterino Montino. Per l'amministratore delegato di Atlantia Giovanni Castellucci la Business City: "E il completamento di un progetto di ristrutturazione totale dell aeroporto di Fiumicino che ha portato Fiumicino ad essere finalmente uno degli aeroporti percepiti meglio al mondo dai passeggeri, il migliore in Europa in ogni caso di gran lunga. Ora si tratta di trasformare questa porta del Paese in un luogo nel quale le persone si possono incontrare e lavorare e sviluppare talento e questa è l idea di fondo della business city che lanciamo oggi e che dovrà comunque essere completata in tempi abbastanza ristretti". Il business center occuperà 91mila metri quadri riqualificando strutture esistenti, senza consumare nemmeno un metro quadro di terreno verde. Ma, come sottolinea il direttore pianificazione Finanza di Adr Marco Troncone, creando di fatto un nuovo quartiere della città. "Creare, lavorare su quello che già esiste, cioè i terminal aeroportuali e un indotto che coinvolge circa 40mila dipendenti tra addetti e operatori aeroportuali, aggiungere a questo un tessuto urbano la creazione di un area che è di fatto un nuovo quartiere della città con l'aggiunta ulteriore di oltre 10mila addetti che opereranno, tra visitatori e lavoratori, alla business city. Di fatto si crea da quello che già c'è un nuovo quartiere, una nuova area polifunzionale, di fatto una nuova area urbana". Area che comprenderà anche due nuovi alberghi, per un totale di 700 posti letto, che sarà composta da sette edifici costruiti con i più avanzati parametri internazionali di sostenibilità. Come spiega il direttore real estate di Adr Filippo Carbonari. "Il progetto è un progetto unico che creerà nuovi standard di riferimento nel mercato immobiliare italiano. La qualità del prodotto immobiliare è altissima perché deve allinearsi a quella aeroportuale e la flessibilità degli spazi, l'essere al centro di un sistema di ferrovia, aeroporto, autostrada, collegamenti lenti e veloci rende il prodotto immobiliare veramente unico". I tempi per la realizzazione saranno stretti: le demolizioni inizieranno già nei prossimi mesi. I primi quattro edifici saranno pronti tra fine 2022 e inizio 2023 mentre i rimanenti tre apriranno nel 2024. Soddisfazione per il progetto della sindaca Raggi. "Questa è sicuramente la porta d'ingresso a Roma e avere una posta d'ingresso che non solo costruisce sul costruito, quindi c'è rigenerazione urbana c è zero consumo di suolo ,ma che comunque rispetta i più alti standard urbanistici è un bellissimo biglietto di ingresso. Tra l'altro saranno sviluppate attività importanti per il tessuto socio economico, altissimo livello di tecnologia, io direi che è un progetto vincente e siamo molto molto contenti di averlo presentato qui oggi".

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Ipoparatiroidismo, dalla road map un nuovo modello multidisciplinare

Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

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