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Salute, la dieta mediterranea personalizzata nei bambini

domenica 27 maggio 2018
2' di lettura

Napoli, (askanews) - Italia e Israele insieme per analizzare la Dieta mediterranea personalizzata nei bambini. E' questo l'obiettivo dello studio Caprii (Children Alimentary Research Italy Israel), la prima indagine pilota internazionale condotta dal Dipartimento di Scienze mediche transnazionali dell'Università Federico II di Napoli, insieme allo Schneider Children's Medical Center e al Weizmann Institute of Science di Israele, con l'obiettivo di creare algoritmi utili a elaborare diete personalizzate nei bimbi, ottenuti confrontando la Dieta patrimonio Unesco dal 2010 con una dieta standard. Lo studio Caprii sarà condotto in parallelo in Italia e in Israele. In ogni nazione verranno coinvolti 50 bambini tra i 6 e i 9 anni. In Italia, i bimbi saranno selezionati da cinque pediatri dell'Asl Napoli 3 Sud. Il coinvolgimento durerà 36 mesi, mentre la partecipazione di ciascun individuo sarà di 14 giorni, in particolar modo sarà indagato il momento della prima colazione. Sottolinea l'ambasciatore Francesco Paolo Fulci, presidente Ferrero: "Questo studio tende a dimostrare che ciò che dobbiamo mettere al centro non è l'alimento ma è la persona". Attraverso un semplice sistema di monitoraggio costante della glicemia, insieme alla raccolta di campioni per valutare la composizione del microbiota intestinale e a minime indagini di laboratorio, si potrà scoprire la risposta individuale di ogni partecipante. I dati raccolti saranno usati per lo sviluppo di algoritmi dietetici utili a predire la risposta glicemica di ogni bambino a un alimento. La professoressa Annamaria Staiano, del Dipartimento di Scienze Mediche traslazionali, sezione Pediatria presso l'Università Federico II di Napoli e vice presidente Sip (Società italiana di pediatria), coautrice dello studio Caprii: "La dieta personalizzata è un'intuizione speciale che dimostra come anche lo stesso alimento produca effetti diversi, in persone diverse. Gli effetti non dipendono solo dal cibo, ma anche dalla persona che lo assume". Protagonista dello studio sarà la dieta mediterranea i cui benefici comprendono la prevenzione dello sviluppo e la riduzione dell'incidenza delle malattie cardiovascolari, la prevenzione del cancro al seno, il cancro del colon-retto, la depressione, l'asma, il diabete e l'obesità.

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"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

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La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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