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Terracciano: allo Spief presenza significativa imprese italiane

domenica 27 maggio 2018
2' di lettura

San Pietroburgo, (askanews) - Da un nuovo tassello per il mega-contratto incassato da Maire Tecnimont nel quadro delle forniture di gas russo alla Cina, a campi eolici nella regione di Stavropol, a un accordo tra Conoscere Eurasia e l'Agenzia russa per lo sviluppo tecnologico: l'Italia ha firmato al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo una serie di intese, a conferma della volontà di rafforzare i rapporti e la cooperazione con la Russia, malgrado le difficoltà imposte dal regime di sanzioni e controsazioni. Ne parla ad Askanews l'ambasciatore italiano nella Federazione Russa, Pasquale Terracciano. "La presenza delle imprese italiane qui a San Pietroburgo è stata ancora una volta molto significativa. A parte i molti contatti, le discussioni e le negoziazioni avviate, sono stati firmati vari accordi, innanzitutto quello di Maire Tecnimont con Gazprom in vista delle forniture di gas verso Oriente, poi due accordi firmati da Enel, uno con il governo di Stavropol per la realizzazione di campi eolici e un altro con l'ente stradale russo. Poi ancora un accordo del politecnico di Torino con Rosneft per la realizzazione di progetti di ricerca congiunti. E infine un accordo che è stato firmato con le metropolitane di Milano e il governo di San Pietroburgo, per la realizzazione di un sistema congiunto di controllo del traffico delle metropolitane". "La sensazione che ho avuto dopo la mia prima partecipazione al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo è che obiettivamente siamo di fronte a una situazione di attrito senza precedenti tra la Russia e l'Occidente. Però anche la convinzione che questo sia un attrito superabile e anche in tempi rapidi. Non si basa più su una contrapposizione ideologica, né su scontri valoriali che non sono componibili. Ci sono degli attriti dovuti a volte a questioni di politica interna, a volte a obiettive divergenze degli interessi geopolitici, ma nulla che non si possa superare con un negoziato in buona fede".

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Ipoparatiroidismo, dalla road map un nuovo modello multidisciplinare

Roma, 28 apr. (askanews) - L'ipoparatiroidismo è una patologia rara endocrina, spesso invalidante, caratterizzata da deficit di ormone paratiroideo con sintomi spesso sfumati che ne ritardano la diagnosi. La sua gestione rappresenta una sfida clinica e organizzativa complessa e richiede un coinvolgimento multidisciplinare. Per fare Il punto della situazione, Motore Sanità ha organizzato, grazie al contributo non condizionato di ASCENDIS Pharma, il convegno 'Ipoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistema'. Askanews ne ha parlato con Daniela Pasquali, professore ordinario di endocrinologia, direttore dell'unità di programma di malattie rare endocrine Università della Campania Vanvitelli e con Luca Persani, Professore ordinario di Endocrinologia all'Università di Milano e direttore del Dipartimento Endocrinometabolico di Auxologico Milano.

"L'ipoparatiroidismo cronico è una patologia che rientra in quelli che sono gli unmet needs (bisogni non soddisfatti ndr) di patologie endocrine nell'ambito delle quali è necessario una terapia sostitutiva sia per le condizioni che siano post chirurgiche che quelle su base genetica, quindi la possibilità finalmente di accedere a una terapia che sia di tipo sostitutivo e quindi in maniera fisiologica venga a ricostituire un pattern fisiologico di reintegrazione ormonale. Una patologia complessa che richiede quindi una gestione adeguata a livello ospedaliero: "Chiaramente c'è un range che va da a condizioni che riusciamo in qualche maniera a gestire, ma che nel lungo termine possono comunque essere associate a complicanze, a condizioni invece molto gravi che addirittura necessitano di accessi al pronto soccorso se non quotidiani, ma frequenti".

La Road Map promossa da Motore Sanità nel 2025-2026 in nove regioni italiane ha avuto l'obiettivo di raccordare le evidenze emerse nei singoli territori per giungere a una visione unitaria della patologia dalla diagnosi al follow up. "L'ipoparatiroidismo è una malattia eterogenea, molto eterogenea perché abbiamo la causa principale è quella post tiroidectomia. Quindi tutto questo lavoro che si sta facendo a livello di diverse regioni e poi anche il trasferimento a livello nazionale È un lavoro che cerca di identificare proprio i casi che meritano un'attenzione particolare e un trattamento più adeguato".

La ricerca punta quindi alla costruzione di un modello nazionale condiviso con un approccio terapeutico a 360 gradi: "Un modello multidisciplinare che metta insieme endocrinologi, volendo internisti ma poi nefrologi, i chirurghi stessi che debbono conoscere meglio la condizione e poi ci sono ovviamente anche le forme che hanno un'origine diversa rispetto a quella post-chirurgica, quindi i pediatri e i genetisti, perché alcune forme sono riconoscibili solo da un esame genetico, quindi l'insieme di questo gruppo multidisciplinare dovrebbe essere presente all'interno dei centri di riferimento e consentire quindi l'ottimale gestione di questa di questa patologia".

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