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Cercasi sanità: dalla Sicilia al nord, il calvario di Marco

domenica 11 febbraio 2018
2' di lettura

Palermo, (askanews) - Li chiamano viaggi della speranza. Ogni anno in Italia, secondo i dati del Censis, sono 750.000 i ricoveri fuori dalla regione di appartenenza. Molti vengono dalla Sicilia e si dirigono verso gli ospedali del nord per affrontare un percorso di cure, soprattutto nelle strutture di Piemonte e Trentino Alto Adige che mantengono le prime posizioni in efficienza sanitaria. E a volte spostarsi non basta. Luigi Esposito nonostante i trasferimenti al nord ha visto morire il figlio Marco a soli dodici anni: "Mio figlio è morto perché non gli è stata diagnosticato in tempo il tumore che lo ha portato via." A spingere alla partenza sono le lunghe liste d'attesa in Sicilia anche per interventi gravi, oppure si cerca al Nord rimedio per una operazione andata male, spiega Davide Brocco, patrocinatore stragiudiziale che segue casi di risarcimento per malasanità: "Spesso il paziente cerca punti di riferimento specialistici, non li trova in territorio siciliano ed è costretto ad andare al Nord. E anche se il punto di riferimento c'è, magari si preferisce rivolgersi a una struttura del nord per una questione di fiducia". Luigi Esposito si è impegnato in una battaglia giudiziaria per ottenere risarcimenti dopo il calvario di Marco; malato fin dalla nascita, inviato a Pisa in reparto neonatale, poi due ricoveri a Padova, dimesso con la rassicurazione che non c'erano malattie metaboliche: "Siamo stati anche a Roma, al Bambino Gesù, due ricoveri senza nulla di fatto. L'anno prima che mio figlio morisse sono stati fatti nove day hospital; e nessuno ha mai rilevato la forma tumorale che cresceva nel suo addome". Oggi Luigi Esposito fa anche consulenza ai genitori di altri bambini malati, e li invita a non avere timori reverenziali: "Ai genitori dico sempre di stare con gli occhi aperti, di non pendere dalle labbra dei medici ma studiare quello che gli dicono, quello che fanno sui loro figli".

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Al via la 30° edizione di Torino Comics, fino a lunedì 1° giugno

Torino, 30 mag. (askanews) - Si è inaugurata oggi alla Certosa Reale di Collegno la XXX edizione di Torino Comics, l'evento dedicato al fumetto e alla cultura pop che fino a lunedì 1° giugno anima il grande parco con una nuova formula outdoor immersa nel verde.

Per la prima volta il festival si sviluppa tra gli spazi della Certosa Reale e il Parco Dalla Chiesa, trasformando l'intera area in una cittadella della cultura pop con fumetti, cosplay, concerti, videogiochi, giochi da tavolo, sport, mostre, incontri e attività per tutte le età.

Tra le principali novità di questa edizione, l'area commerciale a ingresso gratuito, aperta a tutti i visitatori, e il nuovo sistema di accesso con braccialetto che consente al pubblico di entrare e uscire liberamente dalle aree culturali per tutta la giornata.

Cuore della manifestazione è la grande area autori ospitata nel Chiostro Maggiore, con oltre cinquanta protagonisti del fumetto italiano e internazionale. Tra gli ospiti della trentesima edizione figurano, tra gli altri, Milo Manara, Giorgio Cavazzano, Ivo Milazzo, Marco Gervasio, Giampiero Casertano, Lucio Filippucci, Rodolfo Torti, Claudio Sciarrone, Antonio Lapone e molti altri autori provenienti dal mondo Disney, Bonelli, dell'illustrazione e del fumetto indipendente.

Grande attenzione anche alle aree tematiche: il ritorno del Quartiere Giapponese dopo oltre dieci anni, con workshop, incontri e attività dedicate alla cultura nipponica; Eros ed Ethos, spazio di confronto sui temi della libertà espressiva, dell'inclusione e dei diritti; la Self Area dedicata alle autoproduzioni e al fumetto indipendente; l'area games con oltre 800 postazioni da gioco e l'area videogames con tornei, free play ed esperienze immersive, oltre all'area kids by Carioca.

Completano il programma l'area sport con esibizioni, workshop e attività outdoor, la mostra dedicata ai 20 anni del Torino Pride e un ricco calendario di spettacoli e incontri distribuiti tra il palco principale, la Sala incontri del Chiostro e il Teatro della Lavanderia a Vapore.

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Ebola, capo dell'Oms arrivato nell'epicentro Rdc dell'epidemia

Bunia, 30 mag. (askanews) - Il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è arrivato a Bunia, capitale della provincia dell'Ituri, epicentro di una grave epidemia di Ebola nell'est della Repubblica democratica del Congo.

La Repubblica democratica del Congo ha dichiarato il 15 maggio una nuova epidemia sul suo vasto territorio di oltre 100 milioni di abitanti, mentre l'Oms ha attivato un'allerta sanitaria internazionale. Il virus, che provoca una febbre emorragica estremamente contagiosa, è stato già rilevato in tre province congolesi e nel vicino Uganda, dove venerdì sono stati confermati due nuovi casi, portando a nove il totale dei casi accertati nel Paese.

In Repubblica democratica del Congo sono stati registrati 246 decessi su oltre 1.000 casi sospetti, secondo un bilancio diffuso giovedì dall'Africa Cdc, l'agenzia sanitaria dell'Unione africana.

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Salvi quattro uomini intrappolati in una grotta semisommersa in Laos

Xaysomboun, 30 mag. (askanews) - In salvo dopo 10 giorni, altri quattro uomini intrappolati in una grotta semisommersa in Laos sono stati liberati. Un'altra persona che faceva parte del gruppo era stata portata in superficie il giorno precedente. Altri due, invece, risultano ancora disperse. I quattro sono stati liberati dopo che l'acqua è stata pompata fuori dalla grotta

Sette uomini erano rimasti intrappolati in una caverna in una remota zona montuosa della provincia centrale di Xaysomboun dal 20 maggio, quando un'improvvisa alluvione li aveva bloccati mentre erano alla ricerca d'oro.

Erano rimasti intrappolati dopo che forti piogge avevano provocato un'alluvione lampo che aveva bloccato l'uscita della caverna.

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Finale di Champions League: a Parigi Champs-Élysées barricati

Parigi, 30 mag. (askanews) - Champs-Élysées barricati per la finale di Champions League: a Parigi, molti negozi stanno proteggendo con tutti i mezzi le vetrine per timore di disordini durante la finale di Champions League, dove il PSG spera di conquistare il suo secondo titolo europeo contro l'Arsenal nella finale che si gioca a Budapest. Nel frattempo, 22.000 agenti di polizia e gendarmi, di cui 8.000 per Parigi e dintorni, saranno dispiegati per garantire la sicurezza.

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