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Conte in Parlamento alla vigilia del confronto con Bruxelles

sabato 15 dicembre 2018
2' di lettura

Roma (askanews) - A Bruxelles mercoledì per ragionare sui numeri della manovra e non per portare il libro dei sogni. A Roma, in Parlamento, per lanciare un appello all'unità nell'interesse dei cittadini. Il premier Giuseppe Conte alla vigilia del confronto con la commissione europea sulla legge di bilancio ha difeso la manovra bocciata da Bruxelles alla Camera. "Se siamo costretti a procedere a uno scostamento del deficit, inizialmente previsto, lo stiamo facendo non certo a cuor leggero - ma per realizzare gli obiettivi che gli italiani chiedono con prepotente urgenza: misure di equità sociale, di welfare, di sostegno al reddito, di semplificazione e pacificazione fiscale, di inclusione soprattutto in favore delle giovani generazioni che hanno più pesantemente sofferto gli anni della crisi". Così il presidente del Consiglio durante le comunicazioni in aula alla Camera in vista del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre. "Logorare l'azione riformatrice di questo governo sarebbe una strategia miope", così come lo sarebbe "cercare di reprimere le istanze che rimarrebbero vive nella società e potrebbero presentarsi in forme e modi difficili da prevedere e più faticose da soddisfare", ha aggiunto. Conte ha ribadito che il dialogo con l'Ue non si è mai interrotto rivendicando tuttavia il punto di vista del governo italiano. "Quanto alla discussione all'eurosummit, vale una considerazione che si applica anche al nostro rapporto con l'Europa per quanto riguarda la legge di bilancio. Occorre superare un rigorismo miope che pretende di combattere l'instabilità con misure che finiscono per favorirla. Per far avanzare l'unione bancaria e monetaria serve un rapporto equilibrato tra riduzione e condivisione del rischio". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante le comunicazioni in aula alla Camera in vista del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre.

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Istanbul, 25 mag. (askanews) - È caos in Turchia dopo che la polizia ha fatto irruzione negli uffici del principale partito di opposizione del Paese, il Partito Popolare Repubblicano (CHP), lanciando proiettili di gomma e gas lacrimogeni, pochi giorni dopo che un tribunale ha annullato il congresso del partito, in cui Ozgur Ozel era stato scelto come leader.

In tanti si sono riversati in strada per protestare contro quello che, hanno denunciato, è solo l'ultimo episodio di una repressione da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdogan nei confronti dei suoi rivali politici in vista delle prossime elezioni. "Lui (Erdogan) ha ordinato che la sede del nostro partito venisse perquisita dalla polizia, ha sparato gas, ci ha picchiato con i manganelli, ha devastato il partito e ci ha buttato in strada. Solo per sbarazzarsi di noi e consegnare il partito a un avversario che pensa di poter sconfiggere facilmente" ha detto Ozel. "Il mondo deve saperlo. Erdogan ha perso ogni ragione. Proprio come ha fatto gettare in prigione il candidato presidenziale che avrebbe potuto sconfiggerlo, ora sta ufficialmente chiudendo il partito politico che avrebbe potuto sconfiggerlo. Sta cambiando il suo leader. Vuole essere lui a decidere chi sarà il suo leader" ha aggiunto riferendosi al sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, arrestato con l'accusa di corruzione.

L'ultima ordinanza del tribunale ha annullato la vittoria di Ozel alle elezioni del partito del 2023 e ha nominato leader ad interim l'ex presidente Kemal Kilicdaroglu, che ha subìto una serie di sconfitte elettorali, indebolendo così la leadership.

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"Pensavamo di avere notizie ieri sera, forse oggi (lunedì), ma non mi sbilancerei troppo su questo", ha dichiarato il capo della diplomazia americana da Nuova Delhi, alludendo alla possibilità di un accordo.

"Abbiamo sul tavolo quella che considero una proposta piuttosto solida riguardo alla loro capacità di riaprire gli stretti e mantenerli aperti", ha detto ai giornalisti mentre lasciava la capitale indiana, dove si trovava in visita ufficiale.

Il segretario di Stato americano ha inoltre espresso fiducia nel fatto che l'Iran "avvierà un negoziato molto serio, significativo e limitato nel tempo sulla questione nucleare".

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